italiano

Tra Alto Canavese e Valli di Lanzo sono solo due le Cappelle dedicate alla Santa Sindone: una è questa della Frazione Mombianco di Ingria, l’altra è in Frazione Venera di Viù. Non è nota la motivazione per cui la Cappella abbia ottenuto una dedica così “importante”, ma è opinione diffusa che non sia ascrivibile ad un ipotetico transito del Sacro Lino durante il misterioso viaggio da Chambery a Torino. La prima documentazione storica la troviamo nella Visita Pastorale del Vescovo Ottavio Asinari nell’agosto 1647. L’illustre prelato la descrive con volta e pareti grezze e pavimento in pietra; l’altare è spoglio, niente quadri né affreschi alle pareti. Nel corso dei secoli altre Visite Pastorali la descrivono modificata, chiusa da cancelli in legno, poi chiusa da una porta. In tempi più recenti (1901 e 1996) è stata ristrutturata la copertura del tetto, mentre la facciata è stata ridipinta nel 1969: l’affresco che oggi è visibile risale al 1980, opera del pittore valsoanino Jaques Peradotto. All’interno sono presenti numerosi “ex voto”, alcuni dei quali dedicati alla Santa Sindone; un seicentesco grande quadro raffigurante il Sacro Lino al di sopra del quale è raffigurata la Madonna Nera di Oropa orna la parete destra, mentre dietro l’altare è posta una bella collezione di “Fiocchi dei Neonati” lasciati dai genitori che in tal modo hanno chiesto la protezione della Santa Sindone per i propri figli. La Festa Patronale della Santa Sindone si svolge la prima domenica di maggio: Messa e successivo “incant.