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Edizione 2016

Intervista al Premio Speciale Ostana 2016: Kola Tubosun per l'incredibile lavoro sulla lingua Yoruba (Nigeria)

Special Prize to Kola Tubosun for his incredible work on the Yoruba language (Nigeria).

Intervista a cura di Valentina Musmeci

Intervista al Premio Speciale Ostana 2016: Kola Tubosun per l'incredibile lavoro sulla lingua Yoruba (Nigeria)
italiano

MOTIVAZIONI

Nessuno che io conosco sta facendo un lavoro tanto incredibile e rivoluzionario per assicurare che lo Yorùbá, una lingua indigena della Nigeria, continui ad avere dignità. Ci sono davvero poche persone che stanno facendo un lavoro così grande con le lingue minoritarie in Nigeria, ma credo che un premio come questo possa promuovere e creare interesse su un area importante”

Lolá Shoneyin

Kola è in prima linea, nell'era di internet, nel dare risalto alla sua lingua nativa, lo Yorùbá, in un'epoca in cui l'Inglese e altre lingue straniere stanno tentando di soffocare le lingue locali. Ha condotto con successo la lotta per ottenere la traduzione di Twitter in Yorùbá, ha insegnato lo Yorùbá, come accademico del progetto Fullbright, alla Southern Illinois University, e ha anche insegnato l'Inglese ai ragazzi nigeriani della scuola superiore “Whitesands School”.

Il suo YorùbáName.com è un portale online per la documentazione di tutti i nomi Yorùbá in un formato multimediale. Ha anche parlato di creare un dizionario della lingua Yorùbá (oltre a uno Nigeriano e Africano). Nel 2012 ha fondato il Tweet Yorùbá Movement che promuove la giornata dedicata allo Yorùbá Twitter, in cui si twitta in Yorùbá per tutto il giorno. Al momento Kola è direttore del progetto di linguistica, un ruolo temporaneo, alla Google Nigeria, dove ha contribuito alla cultura Yorùbá facilitando con successo la rettifica dell'errore della piattaforma di Google Translate che traduceva il termine Èṣ con Satana.

Kola ha tradotto numerosi scrittori nigeriani di spicco e scrive in Yorùbá traducendo da altre lingue e ha tradotto un paio di testi Yorùbá in Inglese. Scrive anche per il suo blog personale, KTravula.com, grazie al quale è stato nominato nel 2015 dalla CNN/Multichoise African Journalists Awards per un articolo sul durevole valore culturale dell'Olúmo Rock di Abeokuta, Nigeria. Per il suo lavoro letterario e tecnologico è stato nominato due volte fra i 100 nigeriani più innovativi nel campo dell'IT.

CONVERSAZIONE CON KOLA TUBOSUN

Il premio internazionale Ostana – Scritture in Lingua Madre spicca nella scena italiana e mondiale degli eventi culturali dedicati alle minoranze linguistiche, concentrandosi sugli autori che, attraverso il loro lavoro e le loro iniziative, contribuiscono alla protezione della lingua minoritaria che rappresentano.

Vi presentiamo Kola Tubosun – linguista, insegnante e scrittore – che, grazie alla sua ampia vita professionale come curatore, blogger, traduttore e insegnante di lingue a diversi livelli scolastici, ha migliorato di molto la tutela della lingua Yorùbá.

La nostra lingua madre non solo ci unisce alla terra in cui siamo nati, ma ci nutre della cultura che ci ha dato. Kola Tubosun, come hai imparato lo Yorùbá? Lo hai studiato a scuola?

Prima di tutto lascia che ti ringrazi per l'onore di presentarmi al premio quest'anno. È gratificante vedere i propri sforzi ricompensati.

Per rispondere ala tua domanda, lo Yorùbá, la mia lingua nativa, è un qualcosa che ho usato fin dalla nascita. Non saprei dire quando ho iniziato ad impararla perché tutti attorno a me la parlavano. Sono cresciuto in un ambiente in cui la competenza nell'uso dello Yorùbá era era trattato con lo stesso valore dell'uso dell'inglese che parlavamo a scuola. Ho imparato anche lo Yorùbáa a scuola, ma solo come “seconda lingua”, sia nella scuola primaria che in quella secondaria. Non era né considerata obbligatoria né veniva favorita dai professori o dagli studenti, quindi per molti non era così utile, ma io me ne sono interessato e questo mi è stato di grande aiuto una volta uscito da quell'ambiente. Questo sfondo negativo è stato, in particolare, una delle ragioni per cui ho passato gran parte della mia vita adulta tentando di cambiare l'attitudine della società nei confronti delle lingue locali.

È ancora parlata nell'area in cui sei nato e da quante persone (diffusione, differenze di età, sviluppo storico negli ultimi anni)?

Sì, lo Yorùbáa è ancora parlato in Nigeria (e in America Latina, a causa delle influenze religiose derivate dalla tratta degli schiavi nel Middle Passage). Viene anche parlato ne Togo, nel Ghana e in altre zone dell'Africa Occidentale. Tuttavia, oggi, in Nigeria, la sopravvivenza della lingua è minacciata perché solo le persone adulte hanno l'interesse e la giusta competenza per parlarla. Ai giovani, sia per disinteressamento sia per l'influenza dell'Inglese e per le politiche governative, non interessa più parlare lo Yorùbáa in pubblico. Perciò la questione è diventata la sopravvivenza della lingua nelle generazioni future. L'era di internet ha qualcosa a che vedere con tutto ciò, gran parte del mio lavoro di adulto si è concentrata sulla capacità di internet di trattare l'uso delle lingue africane online.

Scrivi i tuoi articoli e poesie nella tua lingua nativa, qual è il tuo approccio alla lingua?

Ho scritto per lo più in Inglese, ma ho tradotto opere di poesia e prosa in Yorùbáa. Al momento sto lavorando alla traduzione in Yorùbá di una raccolta di racconti brevi di scrittori nigeriani e africani. Ogni volta che ho provato a scrivere poesia in Yorùbá, ho incontrato gli stessi limiti di molte altre persone: la pervasiva influenza dell'Inglese e il pubblico poco esteso. Inoltre l'editoria non è così fiorente per lo Yorùbá da rendere la scrittura in questa lingua economicamente sostenibile. Spero che questo cambierà e spero che il mio lavoro possa influenzare questo cambiamento. Dove c'è un pubblico, può nascere un'industria. E quando questo succederà, si pubblicheranno più opere. Ma tuttavia devo dire che leggere poesia in Yorùbá è davvero un'esperienza incantevole, la cui bellezza non potrà mai essere tradotta con successo attraverso la non-tonalità dell'Inglese.

Accanto alla tua attività di scrittore e poeta, hai continuato ad essere un attivista per la lingua Yorùbá: cosa provi nel pensare che il tuo lavoro sta proteggendo questa lingua?

Ho visto dei cambiamenti. Uno dei problemi che ho notato osservando la situazione era l'assenza di un software gratuito online facile da usare con cui scrivere le lettere Yorùbá. Siccome questo era un problema nella mia vita di scrittore, ho tentato di trovare una soluzione. E attraverso la nostra piattaforma, YorubaName.com, abbiamo creato un software in free download per scrivere in Yorùbá e Igbo. Il software, scaricato fin'ora centinaia di volte, aiuterà ad aumentare i contenuti in Yorùbá sul web e permette alle persone ad esprimere meglio se stesse. Speriamo anche di poter creare dei video tutorial per insegnare alle persone come inserire i segni diacritici in maniera corretta. Tutte queste cose mi rendono fiducioso nella sopravvivenza online della lingua nel futuro, anche se rimangono molte altre sfide.

Tu sei la mente dietro al progetto TweetYoruba che sta tentando di ottenere la traduzione di Twitter in Yorùbá e dietro a YorubaName.com, che vuole documentare i nomi Yorùbá a Africani online. Gestisci anche il blog Ktravula.com. Quando hai provato l'urgenza di trovare un modo per proteggere la tua lingua? (Perché Twitter?)

L'urgenza c'è sempre stata, ma non me ne sono preoccupato per molto tempo perché pensavo che ci fossero persone molto più competenti di me nel mondo che avrebbero potuto fare qualcosa e lo avrebbero fatto. Poi, un giorno, da adulto, ho capito che ero io la persona che stavo aspettando da così tanto tempo. Tutti gli strumenti di cui avevo bisogno per cambiare le cose erano attorno a me, non dovevo fare altro che usarle. Così ho smesso di lamentarmi e ho iniziato a lavorare. Quindi è un'urgenza cresciuta col tempo, ma forse più precoce di quello che voglio ammettere. Ricordo che ero ancora uno studente universitario molto interessato alla linguistica per quel suo modo di svelare i misteri della lingua che mi hanno aiutato a capire le diverse strade che ci sono per risolvere i problemi da solo. Mi è stato anche molto utile possedere una conoscenza dei computer e dell'IT. La combinazione delle due capacità mi ha dato la spinta nella giusta direzione.

L'esperienza di Twitter deriva dalla mia disperazione dopo aver avuto una conversazione con dei giovani ragazzi nigeriani su Twitter. Mi causò un paio di notti in bianco e mi ha spinto a scrivere un post molto forte e indignato che potete trovare qui. Ma non ero soddisfatto così ho deciso di fare qualcosa di più. Questo è capitato proprio quando Twitter stava traducendo la piattaforma in alcune lingue mondiali e così ho deciso di fare pressioni affinché venisse introdotto anche lo Yorùbá. Ho raccontato questa esperienza qui. Ma perché Twitter, mi chiedi? Beh, era una piattaforma con molti parlanti Yorùbá che però hanno scelto di scrivere in Inglese. Quindi, perché no? Ho capito che una lingua che non sopravvive online non arriva al prossimo secolo.

I nuovi strumenti di comunicazione come possono aiutare le lingue minoritarie?

Credo che le lingue debbano adattarsi alla tecnologia prima ancora di poter sopravvivere. Oggi usiamo gli ATM per prelevare denaro e usiamo lo smartphone per ottenere informazioni. Se questi dispositivi possono funzionare anche nelle nostre lingue, ci sarà più gente che li utilizzerà, favorendo la sopravvivenza dell'idioma. Non vedo l'ora che mio nonno possa usare un ATM o possa parlare alla sua auto in Yorùbá. Forse non succederà, visto che ha 90 anni, ma questo è il mio obiettivo. In Nigeria oggi ci sono pochi cartelli nelle lingue locali. L'Inglese ha preso il sopravvento quasi ovunque. È una vergogna. La mia intenzione è quella di rendere il prossimo secolo più adatto alla sopravvivenza delle lingue locali attraverso la tecnologia.

Com'è la situazione in Nigeria al momento?

La situazione in Nigeria è terribile. La politica nazionale sull'educazione consiglia che ai bambini venga insegnata la loro lingua locale per i primi tre anni di scuola. Ma questo non viene applicato ovunque. La legge non è obbligatoria per le scuole private e così questa politica fallisce. Neanche i genitori sono di aiuto, siccome mandano i loro figli nelle scuole private dove le lingue locali non vengono usate e dove i bambini vengono penalizzati se parlano la loro lingua madre. Ci sono passato anch'io, crescendo negli anni '80.

Nella Nigeria di oggi i genitori raramente parlano la loro lingua con i loro figli, compresi i genitori che vivono nelle regioni occidentali. I bambini crescono imparando l'Inglese, perdendo la loro lingua nativa nel processo. Molti bambini ora crescono come monolingue e poi sono costretti a pagare cifre molto alte in America per imparare lo Yorùbá perché i loro genitori non sono stati capaci di tramandare questa conoscenza.

Sono stato in Galles un paio di settimane fa e sono stato scioccato ma anche piacevolmente sorpreso dagli sforzi fatti dallo strumento educativo gallese. Ci sono molte scuole primarie e superiori in cui il mezzo di istruzione è il Gallese, che viene usato per insegnare tutto, dalle scienze alle arti. È stato uno shock per i miei ospiti quando hanno scoperto che in Nigeria oggi lo Yorùbá non venga utilizzato a nessun livello educativo. Tutte le nostre scuole insegnano in Inglese e penalizzano gli studenti che parlano la loro lingua madre nelle strutture scolastiche. Questo è inaccettabile. Ma è una cosa radicata da così tanti anni che è necessario un intervento radicale per cambiare le cose.

Quali altre leggi potrebbero venir introdotte per proteggere questa lingua?

Sarebbe utile che le leggi venissero approvate e venissero fornite le risorse per insegnare le materie nelle lingue locali della Nigeria. Le strutture ci sono, ma non sono considerate prioritarie. Nelle scuole superiori l'Inglese dovrebbe essere una semplice materia e non dovrebbe essere obbligatoria. Tutto il resto dovrebbe venir insegnato nelle lingue della Nigeria. Avremmo studenti più brillanti e maggiori risorse, come molte ricerche hanno dimostrato. Quando gli studenti possono imparare la fisica e la chimica nella loro lingua nativa, sono in grado di acquisire conoscenze in maniera più naturale e organica e potremmo liberare un potenziale che al momento è soffocato dalla barriera artificiale dell'Inglese.

Per proteggere le lingue, il governo dovrebbe includere delle domande sulla lingua nei censimenti. Abbiamo bisogno di sapere quante lingue rimangono nel Paese per capire cosa fare per proteggerle. Credo anche fermamente che il presidente del Paese dovrebbe parlare la sua lingua nativa quando viaggia all'estero, in modo che la gente possa comprendere i benefici del parlare la propria lingua.

E infine, se il governo ascolta, mi piacerebbe che attuasse una politica di protezione nei confronti dei prodotti stranieri che arrivano in Nigeria che non hanno le istruzioni scritte in almeno una delle lingue nigeriane. Ciò darebbe lavoro ai traduttori nigeriani e darebbe valore alle lingue nigeriane nel mercato internazionale.

C'è qualche fonte storica, qualche trattato o accordo in Nigeria che rispetti le lingue minoritarie?

Nessuno, che io sappia.

Quali sono stati i passi intrapresi per la protezione delle lingue e cosa resta da fare sia per la Nigeria che per l'Africa, secondo te?

Molto del lavoro per preservare le lingue minoritarie della Nigeria è stato fatto da privati, organizzazioni straniere, studenti stranieri dei dottorati e master, promossi dalle borse di studio europee per le Lingue in Pericolo. Nel corso degli anni il governo nigeriano non si è occupato molto di questa questione per dedicarle delle risorse, il che è un peccato. C'è stata una ricerca negli anni '70 chiamata Ifẹ̀ Six Year Primary Project, che prova che l'educazione nella propria lingua madre produce risultati migliori. È stata condotta dal professor Babátúndé Fáfúnwá. Sfortunatamente i risultati non sono stati implementati da allora.

I governi africani devono dedicare maggiori risorse nel capire quante lingue restano nel continente, per poi preservare, proteggere e insegnare queste lingue. Ma ancora più importante, devono insegnare in quelle lingue per avvantaggiare i bambini. Alcuni Paesi, come la Tanzania e il Ghana, hanno mosso dei passi in questa direzione, rendendo una delle lingue locali il mezzo ufficiale di istruzione nelle scuole. Molti Paesi africani devono seguire questo esempio.

Come vedi oggi il futuro della lingua Yorùbá?

Ho ragione di credere che le cose miglioreranno, ma ho anche ragione di credere che peggioreranno. Ma voglio impegnarmi per la prima ipotesi. La risposta delle persone è stata incoraggiando da quando abbiamo acquisito maggior visibilità. Forse ora ci sono meno ostacoli. Non vedo l'ora che la traduzione della Bibbia in Yorùbá venga rivista, che vengano tradotte le opere di Shakespeare e Cerventes in Yorùbá come tutte le opere degli scrittori nigeriani contemporanei, fra gli altri. È una lingua che è sopravvissuta per tanti secoli, sono pronto a battermi perché possa sopravvivere per molti altri, riuscendo a esprimersi e ad affrontare le sfide scientifiche. Ma niente di tutto questo è possibile senza l'aiuto di individui privati, governi, organizzazioni non governative e un buon numero di nigeriani pronti a dedicare tempo e sforzi per preservare la sopravvivenza della lingua.

English

MOTIVATIONS

No one I know is doing such incredible, ground-breaking things to ensure that Yoruba, an indigenous Nigerian language, continues to enjoy dignity. There are very few people doing such great work with minority languages in Nigeria but I think an award like this one will boost and create interest in this important area.”    Lọlá Shoneyin

Kola is at the forefront of bringing his native language, Yorùbá, into more prominence in this web era where English and other foreign languages strive to keep local languages under. He successfully led a protest get the Twitter platform translated into Yorùbá, he has taught Yorùbá at Southern Illinois University as a Fulbright Scholar, and has also taught English to Nigerian high school children at Whitesands School.

His YorùbáName.com is an online intervention to document all Yorùbá names in a web multimedia format. He has also talked about creating an online dictionary of Yorùbá (and other Nigerian, and African) words. In 2012, he founded the Tweet Yorùbá Movement which organises a one-day TweetYorùbá event on twitter where everyone tweets in Yorùbá all day long. Kola currently works as a Speech Linguistic Project Manager, a temporary role, at Google Nigeria where he has also contributed to Yorùbá culture by facilitating the successful rectification of the mistranslations of Èṣu as Satan on the Google Translate platforms.

Kola has translated a number of prominent Nigerian writers and writings into Yorùbá from other languages, and has also translated a couple of Yorùbá texts into English. He also writes for his private blog KTravula.com through which he was nominated, in 2015, for the CNN/Multichoice African Journalists Awards for a piece he wrote on the enduring cultural value of the Olúmọ Rock in Abeokuta, Nigeria. For his work in language and technology, he has twice been named one of the Top 100 Nigerian Most Innovative Persons in Technology.

CONVERSATION WITH KOLA TUBOSUN.

The Ostana Scritture in Lingua Madreinternational award stands out clearly from the scene of cultural events dedicated to the linguistic minorities in Italy and in the world as focuses on the authors who through their works and their initiatives are contributing to the protection of the minority language they represent.

We meet Kola Tubosun, a linguist, teacher and writer, whose professional experience span work as an editor, blogger, translator, and language teacher at different levels of school education, has improved the protection of the Yoruba language.

Our mother tongue not only connects us to the land where we were born, but feeds us with the culture that gives us. Kola Tubosun, how have you learned Yoruba? Have you studied it at school?

Let me, first, thank you for the honour of presenting me with the award this year. It is gratifying to have ones efforts rewarded.

To answer your question, Yorùbá, my native language, is something Ive spoken since birth. I cant say when I began to learn it, because everyone around me spoke it. I grew up in an environment where the competence in Yorùbá was treated with the same value as competence in English which we spoke at school.

I did also learn Yorùbá at school but only as a second languagein primary and secondary schools. It was neither compulsory or favourably viewed by the teachers and students, so that wasnt very helpful for many, but I took sufficient interest in it which has helped me greatly when I got out of the environment. This negative background was particularly one of the reasons why Ive spent much of my adult life trying to change the attitude of the society to our local languages.

Is it still spoken in the area where you were born and from how many people (diffusion, differences in age, historical developments of recent years)?

Yes, Yorùbá is still spoken in Nigeria (and in Latin America because of the influence of the religions through slavery and the middle passage). It is also spoken in Togo, Ghana and other West African languages. However, in Nigeria today, the survival of the language is threatened because only grown people show sufficient competence and interest in it. Young people, either through disinterest or the influence of English and other government policies, no longer care about speaking well or using it in public. Hence the survival of the language for future generation has come into question. The internet age also has something to do with it, which is why much of my work as an adult has focused on improving the capability of the internet to deal with African language use online.

You write articles and poems in your native language, what is your approach to poetry?

I have written mostly in English, but I have translated works of poetry and prose into Yorùbá. I am currently working on a collection of translated short stories by Nigerian (and other African) writers into Yorùbá. Whenever Ive tried to write poetry in Yorùbá, I have been subject to the same limitations as many people: the pervasive influence of English and the limited audience. There is also not a thriving publishing industry in Yorùbá to make writing in the language economically viable. Im hoping that that changes, and Im hoping that my work influences much of that change. If there is an audience, an industry will emerge. And when that happens, more work will get published. I must say though that reading poetry in Yorùbá is a thoroughly delightful experience whose beauty can never be successfully translated through the non-tonality of English.

Next to your profession of writer and poet, you have continued to be an activist of the Yoruba language: how do you feel that your work is protecting this language?

I’ve seen some changes. One of the problems I noticed while looking at the problem was the absence of easy-to-use free softwares online with which to type Yorùbá characters. Because this was a problem in my own writing life, I sought to create a solution for it. And through our YorubaName.com project, we created a free downloadable software for typing in Yorùbá and Igbo. This software, downloaded so far by hundreds of people, will help increase the Yorùbá content on the internet and help people express themselves better. We also hope to create guideline videos to teach people how to tone-mark properly. All of these have made me happy about the survival of the language online into the future, though many challenges remain.

You are the brain behind the TweetYoruba project currently trying to get Twitter translated into Yoruba, and YorubaName.com, which is an effort to document Yoruba (and other African) names online. You also run the travel blog KTravula.com . When do you felt the urgency to find a way to protect your language? (for me : why Twitter??)

The urgency has always been there, but I never cared about it for a long time because Id assumed that there are more competent people out there in the world who can and who will do something. Then one day, as an adult, I realised that I was the person I had been waiting for all along. All the tools needed to make the changes we want are all around me, and all I have to do is to use them. So I stopped complaining and started working. So I can say that it built up over time, perhaps much earlier than Id admit. But I remember being an undergraduate and being very interested in linguistics because of the way it unraveled the mysteries of language and showed me the many ways in which I can solve real problems by myself. It helped greatly that I also had a knowledge of computer and information technology. It was the combination of the two skills that gave me a push in the right direction.

The twitter experience came from my despair after having a conversation with some young Nigerians on twitter. It gave me a couple of sleepless nights and made me write a strong and angry blog post which you can find here. But I wasnt satisfied so I decided to do something more. It then happened to be around the same time when Twitter was translating the platform into some world languages, and I decided to push to get Yorùbá in there as well. I narrated the experience here. But, why twitter, you ask? Well, it was a platform that has many Yorùbá speakers who choose instead to write in English. So why not? I realised that any language that cannot survive online would probably not make it into the next century.

How can the new communication vehicles can help minority languages?

I believe that languages will need to adapt to technology before they can survive. Now that we all use ATMs to get money, and we use our phones to get directions. If these devices can operate in our own languages, then more people will use it. As many languages that can be used with these devices are languages that young people will use, leading to their survival. I look forward to having my grandfather use an ATM in Yorùbá, or dictate to his car in Yorùbá. It probably wont happen now since hes 90 years old, but thats my standard. In Nigeria today, there are few signboards in local languages. English has taken over almost everywhere. This is a shame. My intention is to make the next century better suited for local language survival through technology.

What's the situation in Nigeria at the moment?

The situation in Nigeria is terrible. The National Policy on Education advices that children be taught in their native languages for the first three years of school. But this isnt implemented anywhere. The law doesnt compel private schools so the policy fails. Parents arent helping either, since they send their children to private schools where the languages arent used, and where their children are penalised for speaking their mother tongue. I experienced this myself growing up in the eighties.

In todays Nigeria, parents rarely speak their languages to the children anymore, including parents living in Western countries. The children grow up learning only English and losing out on their mother tongue experience in the process. Many children now grow up monolingual and then have to pay huge amounts of money in America to learn Yorùbá because their parents didnt succeed in passing the knowledge down.

I was in Wales a couple of weeks ago and I was shocked and delightfully surprised at the efforts being put in Welsh-medium education. There are many primary and high schools where the medium of instruction is Welsh, which is used to teach everything from sciences to the arts. It was a shock to my hosts when I told them that there is not one Yorùbá-medium school in Nigeria today. All our schools teach in English and most of them penalise students for speaking the mother tongue in the school premises. This is unacceptable. But that has been the case for so many years that it will take a radical intervention for things to change.

What other laws could the government produce to protect this language?

It will help if laws are passed and resources provided for major subjects to be taught in Nigerias local languages. The structures are there, but this is not being prioritised. In high schools, English language should merely be a subject and it shouldnt be compulsory. Everything else should be taught in Nigerias languages. We will have brighter students and more resourcefulness as a result, as plenty research has shown. When students can learn Physics and Chemistry in their native language, they will acquire scientific education more naturally and organically, and we can unleash a potential currently being stifled by the artificial English barrier.

To protect languages, the government should also include language questions in census documents. We need to know how many languages remain in the country so we can know what to do to protect them. I have also been a firm believer in having the president of the country speak his mother tongue whenever hes abroad so that people can understand the benefit of speaking ones own language.

And finally, it the government is listening, Id love to have them put in policies that prevent products from coming into Nigeria unless they have their manuals written in at least one Nigerian language. This will provide jobs to Nigerian translators and also put value in Nigerian languages in the international marketplace.

Is there any historical reference, a treaty or an agreement that respects minority languages in Nigeria?

None that I know of.

What steps have been taken for the protection of languages and what remains to be done both in Nigeria and in Africa in your opinion?

Much of the work that has been done to preserve Nigerias minority languages has been done by private individuals, foreign organisations, and foreign students in PhD and Masters programmes, sponsored by Endangered Language grants from Europe. Nigerian governments over the years havent cared enough to dedicate resources to this purpose, which is unfortunate. There was a research done in the 70s called the Ifẹ̀ Six Year Primary Project, which proved that education in the mother tongue produces better result for educational outcomes. It was done by Professor Babátúndé Fáfúnwá. Sadly, the result of the study hasnt been implemented till date.

African governments need to dedicate more resources to first discovering how many languages remain viable on the continent, and then even more to preserve, protect, and teach those languages. But more importantly, they need to teach in those languages for the benefit of the children. Some countries, like Tanzania and Ghana, have taken steps in this direction by making a local language the official medium of instruction in schools. More African countries need to follow suit.

How do you see today the future of the Yoruba language?

I have found reason to believe that things will get better, and some more reason to believe that they will get worse. But Im choosing instead to be a force for the former. The responses Ive got from people since we started being visibly active has been encouraging. There just might be more people left to get us into a good place. I look forward to having a revised Yorùbá bible, a Yorùbá translation of Shakespeare and Cervantesworks, a translation of all contemporary novels by Nigerian writers in Yorùbá, among many others. It is a language that has survived many centuries. Im ready for the challenge to get it to survive into many more in the future, including a capability to express and deal with scientific challenges. But none of these will happen without resources and support from private individuals, governmental and non-governmental bodies, and a number of Nigerians willing to dedicate time and effort to ensure the survival of the language.