italiano

ËN POC ËD LETERATURA

Vi presentiamo non solo una delle pietre miliari della nostra amata letteratura, ma anche inno nazionale del cantone di Ginevra, il più antico d’Europa. Parliamo della canzone “Ce que l’aino” (Colui che è lassù), commemorativa della vittoria della città contro le truppe del Duca di Savoia (1602). Qui sono proposte le prime tre strofe. La bella traduzione è opera del francoprovenzalista, Alexis Bétemps.

Cé qu’è laino le Maitre de bataille 

Que se moqué er se ri dé canaille, 

A bin fai vi pè on desande nai 

Qu’il étivé Patron de Genevoi. 

I son vegnu la doze de Dessanbro, 

Pè onna nai asse naire que d’ancro; 

Y étivé l’an mil si san et dou 

Qu’i veniron parla on pou tri tou. 

Pè onna nai qu’étivé la pe naire

I veniron; y n’étai pai baire; 

Yétivé pai pilli nou maison 

Et no toua sans aucuna raison 



Trad:

Colui che è lassù, il signore delle battaglie

Che se ne infischia e deride le canaglie

Ha ben dimostrato un sabato sera

Che era il protettore dei Ginevrini

Sono venuti il dodici di dicembre

In una notte nera come l’inchiostro

Era l’anno mille seicento e due

Che essi vennero per parlare, un po’ troppo presto.

In una notte che fu la più nera

Vennero; e non vennero per bere;

Erano là per saccheggiare le nostre case

e per ucciderci senza motivo