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Nòvas n.125 Lulh 2013

La mia testimonianza per il Tibet Dopo l’esperienza di traduttore per lo scrittore Nodreng al Premio Ostana 2013

Ma testimoniança per lo Tíbet après l’experiença de traductor per l’escriveire Nodreng al Premi Ostana 2013

di Tashi Sampdup

La mia testimonianza per il Tibet Dopo l’esperienza di traduttore per lo scrittore Nodreng al Premio Ostana 2013
italiano

La mattina di mercoledì 29 maggio ho ricevuto una telefonata da Ines Cavalcanti che cercava disperatamente un traduttore per lo scrittore tibetano Chenreb Gyamtso detto Nodreng, segnalato per il Premio Speciale della V edizione del “Premio Ostana: Scritture in Lingua Madre”, la cui premiazione era fissata nella giornata del 2 giugno. Tutti credevano che un traduttore dall’inglese sarebbe stato sufficiente, nessuno aveva pensato che lo scrittore parlasse tibetano e cinese e non inglese. Poiché il Premio Ostana si pone l’obiettivo di dare voce a scrittori che scrivono nella loro lingua madre, che spesso è minacciata da lingue dominanti (in questo caso dal cinese), era decisamente inappropriato affiancare a Nodreng un traduttore dal cinese all’italinao e così hanno cercato un traduttore tibetano e di conseguenze mi hanno contatto. Quando ho sentito di Nodreng (che vive in Tibet) e del Comune di Ostana (piccolo paese occitano della Val Po) ho detto subito: “ci sarò ad Ostana questo weekend ad ogni costo”. Venerdì pomeriggio ero già all’aeroporto di Caselle con Giorgio Vivalda e sua moglie per ricevere Nodreng.

La sera prima sono andato sul internet per sapere su Nodreng e i suoi lavori. Mentre leggevo su Nodreng e i suoi lavori mi veniva in mente:

1. La notizia della scrittrice e poetessa tibetana Tsering Woeser, una delle voci più critiche sulla presenza cinese in Tibet, che ha ricevuto il premio dal Dipartimento di Stato americano alle donne che nel mondo si battono per i diritti umani. La consegna del riconoscimento, programmata l’8 marzo 2013 a Washington alla presenza del segretario di Stato americano John Kerry e della First Lady Michelle Obama, si è compiuto senza Woeser perché le autorità di Pechino le avevano rifiutato il passaporto per motivi di “sicurezza nazionale”.

2. La Regione Autonoma del Tibet (TAR) e altre zone a popolazione tibetana, in Tibet, non solo sono chiuse fisicamente agli osservatori esterni dal 2008, quando si verificò una massiccia rivolta anticinese, ma le autorità cinesi hanno cancellato anche le tracce del dissenso sul web, dalle immagini alle discussioni dei tibetani in Tibet. I tibetani in Tibet non possono vedere su Youtube i filmati in cui gli agenti reprimono con violenza le proteste. I motori di ricerca non danno risultati per parole come Free Tibet, Dalai Lama, e i commenti dei blogger critici sulla presenza cinese in Tibet vengono eliminati dal web.

3. In Gennaio 2013, uno scrittore tibetano monaco di nome Gartse Jigmey del monastero di Gartse, situato nell’omonima contea nella regione orientale dell’Amdo, è stato tratto in arresto dalle autorità cinesi dopo la pubblicazione del secondo volume del suo libro “Il Potere del Cuore di Tsempo”. Nei 25 capitoli del suo nuovo libro, Jigmey tratta argomenti particolarmente sensibili quali le auto immolazioni in Tibet, i diritti delle minoranze in Cina, la questione dei diritti umani e le dimostrazioni pacifiche dei tibetani. Una parte del volume è dedicata al governo tibetano in esilio, al Dalai Lama, al Panchen Lama e ad altri leader religiosi. Nel primo volume, pubblicato nel 2008, il monaco-scrittore descriveva la felicità e la sofferenza passata, presente e futura del popolo tibetano. La sua prima opera, “Diario di viaggio”, gli era valsa il conferimento di uno speciale riconoscimento da parte della comunità locale. Fondatore di un’associazione che riuniva testate giornalistiche della zona, nel 1992 era entrato nel monastero di Gartse. Il 14 maggio 2013 Gartse Jigmey è stato condannato a 5 anni di carcere con l'accusa di sovversione ai danni dello stato.

Ero un po’ preoccupato per l’arrivo di Nodreng, non ero ancora così sicuro di vederlo arrivare, ma in breve la mia preoccupazione è sfumata quando abbiamo potuto dargli il benvenuto all’aeroporto, dove abbiamo effettuato la cermonia khata con le sciarpe tibetane.

Anche se non ci eravamo mai visti ero sicuro che ci saremmo riconosciuti, lui con il suo inconfondibile viso tibetano, io con la mia sciarpa tibetana in mano. Infatti appena ci siamo visti ci siamo sorrisi, sono andato verso di lui e gli ho offerto il khata e porgendogli il saluto tibetano Tashi Delek. Poi Giorgio Vivalda ci ha accompagnati fino ad Ostana dove il Comitato organizzatore aspettava l’arrivo di Nodreng presso La Galaberna. Mentre andavamo dall’aeroporto di Caselle verso Ostana, ho avuto quasi un’ora di tempo da poter chiacchierare con lui. Avevo tante domande da fare e volevo sapere tante cose da lui dal vivo, tutto quello che sta succedendo in Tibet in questo periodo, volevo aggiornarmi anche perché coltivo in me questo sogno di ritornare un giorno nella mia patria del Tibet. Facevamo un po’ difficoltà a capirci perché lui parlava in dialetto amdo e io invece parlo male il tibetano. Comunque all’inizio lo imbarazzava moltissimo quando parlavo delle auto-immolazioni dei tibetani in Tibet, la presenza e l’occupazione cinese del Tibet e soprattutto del Dalai Lama. Allora ho preferito parlare di quegli interessi che costituiscono la sua vita: i suoi libri, i suoi documentari e il lavoro che lui compie per la salvaguardia e la promozione della lingua tibetana. Ho capito che queste sono le cose che lo impegnano e delle quali è molto orgoglioso.

Al nostro arrivo al Rifugio Galaberna abbiamo incontrato il Sindaco Giacomo Lombardo, Ines Cavalcanti, Valentina Musmeci e altri personaggi e scrittori venuti ad Ostana da varie parti del mondo per celebrare le lingue madri. Cosi sono cominciati per me e Nodreng due giorni di conversazioni, letture, momenti di incontro, per conoscere altre lingue e culture. Nodreng ha fatto vedere un film da lui realizzato sull’insegnamento del tibetano a scuola e Esteve Anghilante l’ha filmato e gli ha fatto recitare il racconto pubblicato sull’antologia del Premio che potete ascoltare a fondo pagina

A parte che amo moltissimo le montagne, ho passato due giorni indimenticabili ad Ostana. Ho apprezzato molto l'organizzazione, curata fin nei minimi particolari, coinvolgente, umana, arricchente e cordiale.

Il lunedì ho ancora avuto il tempo di far vedere un pò la città di Torino a Nodreng, poi è arrivato il momento dei saluti. Prima di partire mi ha ancora una volta espresso il medesimo pensiero esternato nel corso della premiazione: essendo il suo primo premio si ricorderà sempre del Premio Ostana e di tutte le persone che lo hanno invitato in Italia. Porterà in Tibet il messaggio che loro non sono soli a combattere per preservare la lingua tibetana. Che molte altre lingue e culture nel mondo si battono per il medesimo scopo. Mi si è stretto il cuore quando gli ho offerto la khata di partenza e gli ho chiesto di portare i miei saluti e le mie preghiere al popolo tibetano e in particolare a tutti i coraggiosi tibetani che operano in Tibet e non si abbattono nonostante tutte le difficoltà a cui vanno incontro.

Sono nato nel 1979 in India. I miei genitori sono fuggiti in India dal Tibet nel 1962, dopo l’occupazione cinese del Tibet e vivono tuttora in India come rifugiati politici. Io sono venuto in Italia nel 2005 come studente di Erasmus-Mundus, dopo il mio studio sono rimasto in Italia, attualmente vivo e lavoro a Torino. Faccio parte della Comunità tibetana in Italia che è dedita a preservare e promuovere la ricca identità culturale tibetana e a far conoscere in Italia la grave situazione politica del Tibet. Svolge inoltre la funzione di riferimento per i Tibetani residenti in Italia.

Ne approfitto per annunciare che nei giorni 5-6 luglio a Torino si svolgerà un “Festival del Tibet” con un ricco programma di incontri, convegni, mostre, cena tibetana.

Per saperne di più: info@comunitatibetana.org

occitan

Era la matinaa dal mèrcres 29 de mai quora ai recebut una telefonaa de Ines Cavalcanti que desperaa cerchava un traductor per l’escriveire tibetan Chenreb Gyamtso dich Nodreng senhalat per lo Premi Especial de la V edicion dal “Premi Ostana: Escrituras en Lenga Maire”, que auria agut la premiacion lo 2 de junh. Lhi organizaires pensavon que n’auria agut pro d’un traductor da l’anglés, mas sabion pas que l’escriveire parlava masque lo tibetan e lo chinés e pas l’anglés. Vist que lo Premi Ostana a coma objectiu de donar vòutz a escriptors qu’escrivon dins lor lenga maire, que ben sovent es menaçaa da la lenga dominanta (ent aqueste cas dal chinés), semelhava pas corèct de donar a Nodreng un traductor dal chinés a l’italian, e parelh an cerchat un traductor tibetan e m’an contactat. Quora ai sentut de Nodreng (que viu en Tíbet) e de la Comuna d’Ostana (pichòt país occitan de la Val Pò) ai súbit dich: “sie coma sie aqueste fin setmana serèi a Ostana”. E parelh venres après metzjorn ero já a l’aeropòrt de Caselle abo Giorgio Vivalda e sa frema per aténder Nodreng.

Lo sera derant siu anat sus internet per saber mai sus Nodreng e si trabalhs. Ent’aquilhi moments pensavo:

1. La nòva de l’escriptritz e poetessa tibetana Tsering Woeser, una de las vòutz mai duras sus la presença chinesa en Tíbet, que a recebut lo premi dal Dipartiment d’Estat american a las fremas qu’ental mond batalhon per lhi drechs umans. La premiacion programaa per l’8 de març a Washington a la presença dal segretari d’Estat american John Kerry e de la First Lady Michelle Obama, s’es passaa sensa Woeser vist que l’autoritat de Pequin a refuzat de lhi donar lo passapòrt per de motivacion de “segureça nationala”.

2. La Region Autònoma dal Tíbet (TAR) a autras zònas a populacion tibetana, en Tíbet, ren mec son barraas a lhi observators del defòra da quora ental 2008 lhi agut una fòrta revòlta antichinesa, mas las autoritats chinesas an esfaçat tanben dal web tota traça de protesta: las images, las discussions... Lhi tibetans en Tíbet polon ren veire sus Youtube lhi filmats ente la policia fai violença sus lhi manifestants. Lhi motors de recèrcha tròbon ren sus paraulas coma Free Tibet, Dalai Lama, e naturalment son eliminats dal web totas las vòutz que parlon mal de la presença chinesa en Tíbet.

3. En genoier 2013, Gartse Jigmey, un escriveire tibetan e monge dal monasteri de Gartse que se tròba en l’omònima contea dins la region orientala de l’Amdo, es estat empreisonat da las autoritats chinesas per la publicacion dal segond volum de son libre “Lo Poder dal Còr de Tsempo”. En aquel libre parla d’aveniments d’auto-immolacion en Tíbet, di drechs que mancon per las minoranças en China, la question di drechs umans e de demostracions pacíficas di tibetans. Se parla decò dal govèrn tibetan en exil, dal Dalai Lama, Panchen Lama e d’autras personalitats religiosas. Dins lo premier volum publiat ental 2008, lo monge-escriptor descorria sus la jai e la sufrença passaa, presenta e venenta dal pòple tibetan. Abo sa premiera òbra “Diari d’un viatge”, avia meritat una riconoissença particulara da la comunitat locala. Aquel òme avia fondat un’associacion que abaronava lhi jornals de la zòna e ental 1992 era entrat dins lo monasteri de Gartse. Lo 14 de mai 2013 Jigmey es estat condamnat a 5 ans de preison acusat de subversion contra l’estat.

Me fasiu de crucis per l’arribada de Nodreng, ero pas ben segur qu’al polguesse arribar, mas te aquí, ma preocupacion s’es calmaa quora avem polgut lhi donar lo benvengut a l’aeropòrt ente avem fach la cerimonia khata abo las eschirpas tibetanas.

S’èrem jamai vists mas totun ero segur que se seríem reconoissuts, ele abo l’enconfondible morre tibetan, mi abo l’eschirpa tibetana a la man. Se sem vist, se sem sorriuts, siu anat vèrs ele e lhi ai donat per present lo khata e lhi ai fach lo salut tibetan Tashi Delek. Après Giorgio Vivalda nos a menats a Ostana ente lo Comitat organizaire atendia Nodreng en aquò de La Galaberna. Avem aprofichat dal viatge da l’aeropòrt a Ostana per devisar e confesso qu’aviu un baron de demandas da lhi far per saber dal viu çò que se passa encuei en Tíbet, aviu besonh de saber totas las novitats tanben per anar après a mom sumi de retornar un jorn dins ma Patria, lo Tíbet. Trebulàvem un pauc a nos capir, nele parlava un dialèct amdo e mi per contra parlo ren tant ben lo tibetan. Totun ai vist qu’avia de causas que lo genavon: las auto-immolacion di tibetans en Tíbet, la presença e l’ocupacion chinesa dal Tíbet e sobretot lo Dalai Lama. Ai agut pus char pus ne’n parlar e descórrer pustòst de lhi enterés de sa vita: si libres, si documentaris e lo trabalh que fai per salvar e promòure la lenga tibetana. Era sobretot d’aquò que nele fasia qu’era orgulhós de parlar.

Arribats al Refugi La Galabèrna avem rescontrat lo séndic Giacomo Lombardo, Ines Cavalcanti, Valentina Musmeci e d’autra gent e d’escriptors qu’arribavon d’en pertot per celebrar las lengas maires. Avem agut dui jorns de conversacions, lecturas, rescontres, per conóisser autras lengas e culturas. Nodreng a fach veire un filmat qu’avia realizat sus l’insenhament dal tibetan a l’escòla e Esteve Anghilante l’a filmat dal temp qu’ele recitava lo cònte publiat sus l’antologia dal Premi.

M’agradon fòrça las montanhas e a Ostana ai passat dui jorn formidables. Ai ben apreciat la formidabla organizacion, coinvolgenta, umana, generosa e cordiala.

Lo luns ai encara agut la possibilitat de far veire un pauc de Turin a Nodreng, après nos sem salutat. Derant de partir m’a encara repetut aquò qu’avia dich a la premiacion: era son premier premi e s’enavisarè sempre dal Premi Ostana e de totas las personas que l’an fach venir en Itàlia. Portarè en Tíbet lo messatge que lor tibetan son pas solet a batalhar per defénder e gardar la lenga tibetana. Que ben de lengas e culturas ental mond se baton per la mesma causa. Ai agut lo magon quora ai ofèrt la khata de partença e lhi ai demandat de portar mi saluts e mas preieras al pòple tibetan e sobretot a tuchi lhi coratjós tibetans que en Tíbet vivon e patisson lhi malurs que devon supòrtar.

Siu naissut ental 1979 en Índia. Mi parents eron escapats en Índia dal Tíbet ental 1962, après l’ocupacion chinesa dal Tíbet e vivon sempre en Índia coma refujats pólitics. Mi siu vengut en Itàlia ental 2005 coma estudiant de Erasmus-Mundus e après siu restat aicí, vivo e trabalho a Turin. Fau part de la Comunitat tibetana en Itàlia que s’ocupa de gardar e promòure la richa identitat culturala tibetana e far conóisser en Itàlia la malaürosa situacion política dal Tíbet. Es un riferiment per lhi tibetans residents en Itàlia.

Aprofito de l’ocasion per enformar que a Turin lo 5 e lo 6 de lulh lhi aurè un “Festival del Tibet” embe un ric programa de rescontres, debats, exposicions e una cina tibetana.

Per ne’n sauber mai: info@comunitatibetana.org


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