Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2014

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Nòvas n.140 Desembre 2014

Dalle Valli dell'Ossola un villaggio laboratorio

Da las valadas de l’Osssola un vilatge-laboratòri

di Maria Anna Bertolino

Dalle Valli dell'Ossola un villaggio laboratorio
italiano

Alla scoperta di Ghesc, esempio di valorizzazione dell'architettura locale in pietra.

Il villaggio di Gesch, sito nelle Valli dell’Ossola, è una frazione medievale del paese di Montecrestese (VB) posto a 500 m circa s.l.m. Esso è ancora, per la maggior parte dell’insediamento, una rovina, poiché abbandonato da più di 100 anni. Oggi, tuttavia, è stato trasformato in una risorsa culturale, artistica e turistica. Tale è infatti lo scopo che si è prefissa l’associazione “Canova”, nata nel 2001 con l’intento di ripristinare l’ampio patrimonio edilizio tradizionale dei territori nei dintorni di Crevoladossola (VB), dove essa ha sede nella borgata che ha ispirato il suo nome.

La stessa borgata Canova era in rovina ma è stata riscoperta da una coppia di americani che si sono innamorati di questi territori e hanno deciso di iniziare un recupero e un restauro rigoroso che hanno portato alla rinascita del borgo.

Abbiamo a tal proposito intervistato Maurizio Cesprini, intervenuto ad Ostana durante il convegno "ll ritorno alle Alpi: dal recupero architettonico alla rivitalizzazione sociale e culturale dei Borghi di montagna" nell'ambito del Festival invernale dei Borghi più belli d'Italia, che ci ha parlato degli sviluppi attuali del lavoro dell'associazione sopracitata di cui è membro, e soprattutto del lavoro svolto in Ghesc, poiché egli è anche l'unico neo-abitante del villaggio assieme alla sua compagna Paola Gardin.

Il villaggio laboratorio di Ghesc nasce dalle necessità e volontà di dotarsi di un luogo dove poter operare e lavorare "sporcandosi le mani" mediante campi scuola, dando così praticità ai convegni internazioni annuali di architetti che sono organizzati dal 2002. Esso prende avvio nel 2007, quando Maurizio acquista il primo edificio del borgo, che ben presto diventerà la base operativa dei lavori che vengono svolti nel periodo estivo, in cui la bella stagione permette di intervenire, accompagnati da alcuni artigiani locali della pietra, su piccole porzioni di edificio offrendo una esperienza formativa sempre più richiesta dalle università italiane e straniere.

Proprio la considerazione del sito quale patrimonio dinamico, in fieri in quanto laboratorio, permette che le operazioni di conservazione siano investite di nuovi significati, in primis di un valore documentale che si fa condiviso e riconosciuto anche in vista di nuove funzionalità degli edifici stessi. L’attenzione data ad un recupero edilizio consono è segno di un diverso atteggiamento culturale che va dal privato all’amministrazione pubblica e al contempo informa di un nuovo procedere non più in senso esclusivo ma aperto all’innovazione e agli apporti esterni in uno scambio di conoscenze, tecniche e modalità costruttive che travalicano le Alpi, l’Europa e si estendono oltreoceano, come dimostrano i numerosi workshop che vengono condotti insieme al Politecnico di Torino e con quello di Milano, il quale ha già prodotto un book di progetti di restauro con l’utilizzo di materiali locali e avviato l’analisi 3D al laser scanner. Ma soprattutto coinvolgono molti studenti stranieri provenienti da università americane e canadesi, che si dimostrano particolarmente sensibili alle tipologie costruttive alpine. Gli ultimi interventi hanno riguardato la progettazione di uno spazio a gradinate da adibire a teatro e lo studio degli antichi terrazzamenti per riportare il paesaggio terrazzato di un tempo in modo che possa servire nuovamente.

Ultimamente infatti stanno nascendo sul territorio ossolano delle esperienze positive, promosse da giovani di gruppi locali e non solo, che partono dalla valorizzazione dell'architettura per poi ampliare il discorso al recupero di tecniche agricole ed artigianali. Questo è un esempio di come il patrimonio locale sia spesso proiettato in una dimensione globale, dove il localismo lascia spazio al riconoscimento delle potenzialità di un territorio.

Sicuramente non mancano problemi, uno dei quali rappresentato dalla ancora scarsa sensibilità per tali tematiche, soprattutto a livello amministrativo, ma l'Ossola dimostra una vitalità interessante e la vicinanza di molte borgate al bacino lavorativo della città di Domodossola fa ben sperare per il futuro di questi abitati.

occitan

A la descubèrta, de Ghesc, un exèmple de valorizacion de l’arquitectura en peira.

Lo vilatge de Gherc, situat dins las valadas de l’Ossola, es una ruaa medievala dal país de Montecrestese (VB), butat a a pauc près 500 m d’autessa. L’insediament es encara, per la major part, una roïna, já qu’es abandonat da passa 100 ans. Encuei, totun, es estat transformat dins una ressorsa culturala, artística e torística. Es aquela de fach la mira que s’es prexixaa l’associacion Canova, naissua ental 2002 embe l’intencion de repristonar l’ample patrimòni edilici tradicional dal territòri a l’entorn de Vrevadossola(VB), ente a sa demora dins la ruaa que a inspirat son nom.

La mesma ruaa Canova es en ruina, mas es estaa redescubèrta da una cobla d’americans que se son ennamorats d’aquesti territòria e an decidat de començar un recuperament e un restaure rigorós qu’a menat a la renaissença dal borg.

An aquel propaus, avem entrevistat Maurizio Crespini, intervengut a ostana duralt lo congrès “Lo retorn a las Alps: dal recuperament arquitectònic a la revitalizacion sociala e culturala di borgs de montanha” dins l’encastre dal Festival uvernal di Borgs pus bèls d’Itàlia, que nos a parlat di desvolopaments actuals dal trabalh de l’associacion sobrecitaa dont es membre, e sobretot dal trabalh fach a Ghesc, dal moment qu’el es decò lo solet neo-abitant dal vilatge ensem a sa companha Paola Gardin.

Lo vilatge-laboratòri de Ghesc nais da la necessitat e volontat de se dotar d’un luec entepoler operar etrabalhar en se “gochant las mans” embe de champs-escòla, en donant coma aquò de practicitat ai congrès internacionals anuals di arquitècts organizats depuei lo 2012. Lo projèct s’avia ental 2007, quora Maurizio aquista la premiera maison dal borg, que ben fito devenerè la basa operativa di trabalhs que venon fach dins la sason estiva, quora se pòl intervenir, embe l’ajut de qualqui artisans locals de la peira, sus de pichòtas porcions d’edifici, en ofrent un’experiença formativa sempre pus demandaa da las universitats italianas e estrangieras.

Pròpi la consideracion dal site coma patrimòni dinàmic, en devenir coma laboratòri, permet que las operacions de conservacion sien envestias de novèls sinhificat, d’en permier d’una valor documentala partatjaa e reconoissua bèla en vista de de nòvas foncionalitats di mesmes edificis. L’atencion donaa a un recuperament adapt es senh d’una actituda culturala diferenta, que vai dal privat a l’administracion pública e a l’encòp enforma d’un nòu procéder pas pus en sens exclusiu, mas dubèrt a l’innovacion e a lhi apòrts exeriors dins un eschambi de conoissenças, técnicas e modalitats constructivas que despasson las Alps, l’Euròpa e s’estendon al delai de l’Ocean, coma demostron lhi nombrós workshops menats embe lo Politécnic de Turin e Milan, que a já produch lo book de projècts de restaure embe l’emplec de materials locals e aviat l’anàlisi 3D al laser scanner. Mas sobretot interesson ben d’estudents estrangiers provenients da d’universitats americanas e canadesas, que se demostron particularament sensibles a las tipologias constructivas alpinas. Lhi darriers intervents an regardat la projectacion d’un espaci a gradinaas da destinar a teatre e l’estudi di antics terrassaments per reportar lo païsatge terrassat d’un temp de maniera que pòle tornar servir.

Darrierament, de fach, son en tren de nàisser sal territòri ossolan d’experienças positivas, promoguas da joves de gorps locals e ren masque, que parton da la valorizacion de l’arquitectura per puei ampliar lo discors al recuperament de técnicas agrícolas e artisanalas. Aqueste es un exèmple de coma lo patrimòni local sie sovent pojectat dins una dimension globala, ente lo localisme laissa espaci al reconoissiment des potencialitats d’un territòri.

De segur mancon pas lhi problèmas, un di quals es representat da l’encara escarsa sensibilitat sus aquesti tèmas, sobretot al livel administratiu, mas l’Ossola demostra una vitalitat interessanta e la vesinança de tantas ruaas al bacin obrant de la vila de Domodossola fai ben esperar per l’avenir d’aquesti abitants.


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