Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2016

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Nòvas n.158 Lulh 2016

Convegno Internazionale: valutare le politiche linguistiche

Convenh internacional: valutar las políticas linguísticas

Salva la data: X Giornate dei diritti linguistici, Teramo-Giulianova, 14-16 dicembre 2016

Convegno Internazionale: valutare le politiche linguistiche
italiano

Il convegno intende esplorare le finalità e le modalità della valutazione delle politiche linguistiche in Italia, Europa e oltre. La tematica è di notevole attualità e urgenza, e dà luogo a un'ampia gamma d'interpretazioni e articolazioni.

Una prima articolazione è di natura prevalentemente economica e politica. Proprio in questa fase di austerità di bilancio e di ristrettezze economiche diventa indispensabile valutare ogni politica di investimento pubblico, fra cui evidentemente le politiche linguistiche. E questo non solo per dare conto delle risorse pubbliche investite, ma soprattutto per accertare se la politica ha portato ai risultati programmati e sperati o se magari la sua brusca interruzione prima dell’arrivo dei risultati a medio termine non abbia provocato il suo fallimento e dunque uno spreco di pubblico denaro. Senza questa verifica, rischia di venir meno il sostegno del cittadino e del contribuente alla politica linguistica stessa. In diverse regioni europee nelle quali si parlano lingue minoritarie emerge con sempre maggiore evidenza il bisogno, da parte delle autorità di politica linguistica, di predisporre regolari esercizi valutativi. Ed emerge altresì il bisogno di valutare l’efficacia delle politiche di insegnamento delle lingue nei sistemi pubblici di istruzione. Questo vale non solo per l’insegnamento delle lingue straniere, la cui conoscenza è generalmente associata a vantaggi di natura economica per l’individuo e la società, ma anche per le lingue nazionali che sono uno strumento molto importante per favorire l’integrazione sociale e nel mondo del lavoro di masse crescenti di immigrati (e congiunti).

Una seconda articolazione è di natura più culturale e sociale. Accostarsi e lavorare sulla valutazione delle politiche linguistiche significa dichiarare di prenderle sul serio, integrandole pienamente nel novero delle politiche pubbliche. In effetti, nel mondo contemporaneo, se la cultura della valutazione ha riguardato e riguarda, a volte anche in modo eccessivamente pervasivo, numerose attività umane, non è stato così ‒ non più di tanto ‒ per la sfera linguistica.

La mancata o spuria, insoddisfacente valutazione delle politiche linguistiche ha prodotto e produce diverse conseguenze negative (e forse alcune positive), che si riassumono nella parziale oscurità del rapporto tra economia, soggetto, lingua e governo della comunità.

Tale rapporto va quindi sondato, distinguendo in particolare tra:

- politiche relative alle lingue di grande diffusione e alle lingue ufficiali. La posta in gioco è molto alta, perché la valutazione di tali politiche potrebbe chiarire la portata (positiva e/o negativa) di specifiche scelte, come ad esempio l'adozione dell'inglese come lingua della scienza e della formazione anche nei paesi non anglofoni e, più ampiamente, come «lingua franca [sic] internazionale». Rientra in questa categoria anche la promozione dell’italiano all’estero, oggetto di rinnovato interesse dal 2014 parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale;

- politiche relative alle lingue patrimoniali ‒ regionali, locali o minoritarie storiche ‒, sempre più delegittimate in quanto, proprio in ragione della loro mancata o interruzione valutazione, tali politiche sono diffusamente percepite come un onere per la collettività. La scomparsa o la sopravvivenza di tali «patrimoni linguistici» è tuttavia una posta in gioco altrettanto alta;

- politiche relative alle lingue delle «nuove minoranze», la cui presa in considerazione sembra essere strategica per favorire un'integrazione delle comunità di recente immigrazione che sia più orientata al dialogo e all'interculturalità che all'assimilazione. Anche in questo caso la posta in gioco, in termini di conflittualità o di pacificazione sociale, è notevole.

Occorre quindi fare chiarezza in materia sapendo che, da una parte, questi tre livelli di politica linguistica possono interagire (la valorizzazione delle lingue locali storiche, che sono spesso vere e proprie cerniere tra Stati diversi e che in ogni caso sono funzionali a una comunicazione di prossimità, può ad esempio essere utilmente indirizzata verso una più rapida ed efficace integrazione di alcune comunità di nuova immigrazione). D'altra parte è necessario interrogarsi a fondo e anche in modo creativo circa i metodi, i criteri e gli indicatori da adottare per poter valutare opportunamente le politiche linguistiche, proprio in ragione della natura eminentemente antropologica e sociale delle lingue naturali. Gli indicatori da investigare non devono essere solo di tipo economico, beninteso, ma anche legati alla salute, ai beni relazionali, alla qualità della vita, alla coesione sociale e intergenerazionale, alla disalienazione culturale, alla sostenibilità ambientale e così via.

Queste riflessioni sono necessarie. Sebbene l’importanza della valutazione (nel senso di policy analysis) fosse già chiara agli esperti di politica linguistica negli anni ’70, in particolare in Nord America, è solo a partire dagli anni ’90, e in misura crescente nell’ultimo decennio, che si sono sviluppati strumenti valutativi generali nel campo della pianificazione linguistica. Va quindi fatto un punto sullo stato dell’arte e sulle linee di sviluppo di ricerca e insegnamento per il futuro in un’ottica interdisciplinare, anche perché, oltre alla relativa scarsità di pratiche di campo, va segnalata la mancanza di percorsi formativi adeguati che possano rispondere all'esigenza di preparare professionisti in pianificazione linguistica e valutazione delle politiche linguistiche. La ricerca, l'insegnamento delle politiche linguistiche e la formazione devono trovare il posto che spetta loro nella scuola e nell'università.

La complessità della tematica del convegno merita una discussione approfondita e interdisciplinare, la quale punti a restituire valore, legittimità ed efficacia alle politiche linguistiche di oggi e di domani.

occitan

L’encòntre, que se tenerè a Teramo lo 14/16 de desembre dal 2016, entend explorar las finalitat e las modalitats dins la valutacion des políticas linguísticas en Itàlia, Euròpa e pus enlai. La temàtica es de granda actualitat e urgença e dona luec a un’ampla gamma d’interpretacions e articulacions.

Una premiera articulacion es de natura prevalentement econòmica e política. Just en aquesta fasa d’austeritat de bilanç e de manca d’argent deven indispensable valutar chasque política d’investiment públic, entre las qualas certament las políticas linguísticas. E aquò ren masque per donar còmpte des ressorsas públicas investias, mas sobretot per acertar se la política a menat ai resultats programats e esperats, o se benlèu sa brusca interrupcion derant de l’arribada di resultats a mesana escadença aie pas provocat son faliment e donca un gaspilhatge d’argent públic. Sensa aquesta verífica, risca de venir menc lo sosten dal citadin e dal contribuent a la mesma política linguística. En divèrsas regions europeas ente se parlon de lengas minoritàrias emèrg totjorn pus clar lo besonh des autoritats de política linguística de predispausar de regulars exercicis valutatius. En mai emèrg lo besonh de valutar l’eficaça des políticas d’ensenhament des lengas dins lhi sistèmas públics d’instruccion. Aquò val ren masque per l’ensenhament des lengas estrangieras, dont la conoissença es generalament associaa a de vantatges de natura econòmica per l’individu e la societat, mas decò per las lengas nacionalas, que son un enstrument ben important per favorir l’integracion sociala e dins lo mond dal trabalh de massas creissentas d’immigrats (e conjunts).

Una seconda articulacion es de natura pus culturala e sociala. S’acostar e trabalhar sus la valutacion des políticas linguísticas signífica declarar de las prene sal seriós, las integrant plenament dins lo numre des políticas linguísticas. En efèct, dins lo mond contemporan, se la cultura de la valutacion a regardat e regarda un baron d’activitats umanas, de bòts bèla en maniera excessivament pervasiva, , es pas estat parelh – pas mai de tant – per l’esfèra linguística.

La mancaa, o escarça e insatisfasenta valutacion des políticas linguísticas a produch e produi divèrsas consequenças negativas (e benlèu d’unas positivas), que se resumon dins la parciala escuritat dal rapòrt entre economia, subjèct, lenga e govèrn de la comunitat.

Tal rapòrt, donca, vai sondat, en distinguent en particular entre:

- Políticas relativas a las lengas de granda difusion e a las lengas oficialas. La pòsta en juec es ben auta, perqué la valutacion d’aquelas políticas poleria clarir la portaa (positiva e/o negativa) de chausias específicas, coma per exèmple l’adopcion de l’anglés coma lenga de la sciença e de la formacion bèla en de país ren anglòfons e, mai ampliament, coma “lenga franca (sic) internacionala”. Dins aquesta categoria intra decò la promocion de l’italian a l’estrangier, objèct d’un renovat interès, dal 2014 part dal Ministèri de lhi Afars Estrangiers e de la Cooperacion internacionala;
- Políticas relativas a las lengas patrimonialas – regionalas, localas o minoritàrias istòricas, sempre mai legitimaas dal moment que, pròpi en rason de lor mancaa o inacomplia valutacion, talas políticas son difusament percebuas coma un dever per la collectivitat. La disparicion o la sobrevivença d’aquilhi “patrimòni linguístics”, totun, es una pòsta en juec aitant auta;
- Políticas relativas a las lengas des “nòvas minoranças”, dont la presa en consideracion semelha èsser estratégica per favorir un’integracion des comunitats de recenta immigracion que sie mai orientaa al diàlog e a l’interculturalitat que a l’assimilacion. Decò en aqueste cas la pòsta en juec, en tèrmes de conflictualitat o de pacificacion sociala, es remarcabla.

Chal donca far lum sus aquela matèria en sabent que, d’un cant, aquesti tres livèls de política linguística pòlon interagir (la valorizacion des lengas localas istòricas, que sovent son de veras e pròprias cernieras entre d’Estats diferents e qu’en tot cas son foncionalas a una comunicacion de proximitat, per exèmple pòl èsser adreçaa vèrs una pus ràpida e eficaça integracion de cèrtas comunitats de nòva immigracion). De l’autre cant chal s’interrogar a fons e bèla d’un biais creatiu sus lhi metòdes, lhi critèris e lhi indicators da adoptar per poler valutar oportunament las políticas linguísticas, pròpi en rason de la natura prevalentement antropològica e sociala des lengas naturalas. Lhi indicators da investigar devon pas èsser masque de tipe econòmic, ben entendut, mas decò liats a la santat, ai bens relacionals, a la qualitat de la vita, a la coësion sociala e intergeneracionala, a la desalienacion culturala, a la sostenibilitat ambientala e anant coma aquò.

Aquestas reflexions son necessàrias. Bèla se l’importança de la valutacion (dins lo sens d’anàlisi policiera) era já clara a lhi expèrts de política linguística de lhi ans ’70, en particular en Nòrd Amèrica, es masque da lhi ans ’90 e en misura creissenta dins lhi darries dètz ans que se son desvolopats d’enstruments valutatius generals dins lo champ de la planificacion linguística. Pr’aquò chal far un ponch sus l’estat de l’art e sus las linhas de desvolopament de la recèrcha e de l’ensenhament per l’avenir dins un’òptica interdisciplinara. Bèla perquè, en mai de la relativa escarsitat de pràcticas de champ, vai senhalaa la mancança de percors formatius adeqüats que pòlen respònder a l’exigença de preparar de professionistas en planificacion linguística e valutacion des políticas linguísticas. La rechèrcha, l’ensenhament des políticas linguísticas e la formacion devon trobar la plaça que lhi tocha dins l’escòla e l’universitat.

La complexitat de la temàtica de l’encòntre mérita una discussion aprofondia e interdisciplinara, que ponche a restituïr de valor, de legitimitat e d’eficaça a las políticas linguísticas d’encuei e de deman.


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