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Nòvas n.163 Genoier 2017

Tullio De Mauro ci ha lasciati: un affettuoso ricordo

Tullio De Mauro nos a laissats: un recòrd afectuós

di Valter Giuliano

Tullio De Mauro ci ha lasciati: un affettuoso ricordo
italiano

È andato via in maniera repentina. Da vivo, con la mente piena di nuovi progetti.

Quelli che i suoi orecchi da pipistrello catturavano come radar capaci di esplorare idee e mondi che agli umani non è dato intercettare.

La morte ha bussato in una mattina dell’anno appena iniziato e sul quale aveva gettato le sue prospettive.

Quando la morte bussa trova porte sempre aperte. E l’unica certezza della nostra vita si avvera chiudendo lo scenario sulle possibilità che vorremmo ci fossero date a oltranza proprio per continuare a sfidarla.

Tullio le ha colte tutte, o forse il più possibile, di quelle che avrebbe voluto.

La sua esplorazione della vita ebbe il trauma di un fratello, animato dalla stessa curiosità e dal medesimo bisogno di giustizia, cui non potè dare sepoltura.

È stato detto che da qual giorno Tullio ha continuato a sorridere con le labbra, ma i suoi occhi cessarono ogni sorriso, rimasti sbarrati da una domanda senza risposte.

Ne conoscevo da tempo la fama di studioso severo e rigoroso, che ne ha determinato un’invidiabile carriera, quando lo ritrovai schierato senza tentennamenti nella difesa delle lingue minoritarie giunte alla soglia del definitivo riconoscimento legislativo nel 1991.

Libero dai pregiudizi che guidarono le contrarietà di esponenti di destra come di sinistra, affermò con autorevolezza la ricchezza che viene dalla diversità culturale contro tentativi di standardizzazione che vorrebbero ridurre il pensiero a omogeneità finendo con il distruggere ogni prospettiva di crescita che viene solo dal confronto che le differenze alimentano.

Poi ci consegnò il regalo del suo archivio sulle lingue e sui dialetti d’Italia.

Un patrimonio di inestimabile valore per il quale scelse, a custode, la Rete Italiana di Cultura Popolare.

Con Antonio Damasco l’avevamo tenuta a battesimo - sfidando diffuse diffidenze, innumerevoli ilarità, facili quanto ignoranti ironie - anni prima. Sino a farla diventare un progetto culturale caratterizzante dell’allora Provincia di Torino.

Ci guardarono, e in tanti continuano a guardarci, con sufficienza.

Lui comprese non solo la bontà, ma le potenzialità di un’azione culturale che riprendeva illustri esperienze con la capacità di declinarle al presente, di riconneterle, in stretta sintonia, con l’oggi.

La cultura popolare, come lingue, sono sì tradizione e memoria, ma rappresentano, prima di tutto la linfa vitale che può nutrire il futuro

Anche questo ha insegnato Tullio De Mauro che per alcuni anni abbiamo sperato di portare a Ostana per un più che meritato Premio Ostana/scritture in lingua madre “alla carriera”.

occitan

Se’n es anat tot d’un crèp. Da viu, abo la ment borraa de nòus projècts. Aquilhi que si uelhs da ratavolòira capturavon coma de radars capables d’explorar d’ideas e de monds que a lhi umans era pas donat d’interceptar. La mòrt a picat a l’uis dins un matin de l’an just començat e sal qual avia lançat sas prospectivas.

Quora la mòrt arriba tròba sempre d’uis dubèrt. E la soleta certessa de nòstra vita s’avera en sarrant lo scenari sus las possibilitats que voleríem nos foguesson donaas a otrança pròpi per contuniar a l’esfidar.

Tullio las a culhias totas, o benlèu lo mai possible, d’aquelas que auria volgut. Son exploracion de la vita a agut un trauma d’un fraire, animat da la mesma curiositat e dal mesme besonh de justícia, al qual a pas polgut donar una sepoltura. Es estat dich que da aquel jorn Tullio a contuniat a sorire abo las bochas, mas si uelhs an quitat tot sorís, restats barrats da una demanda sensa respòstas.

Depuei longtemp ne’n conoissiu la fama d’estudiós sevèr e rigorós, que n’an determinat un’invidiabla carriera, quora l’ai retrobat plaçat sensa trantalhament dins la defensa des lengas minoritàrias arribaas a la broa dal definitiu reconoissiment legislatiu ental 1991.

Libre dai prejudicis que an menat las contrarietats de representants de drecha coma de manchina, a afermat abo autoritat la richessa que ven da la diversitat culturala còntra lhi temptatius d’uniformacion, que volerion reduire lo pensier a omogeneïtat, en finient per destruire tota prospectiva d’acreissiment, que ven masque dal confront alimentat da las diferenças.

Puei nos a liurat lo regal de son archiu sus las lengas e lhi dialècts d’Itàlia. Un patrimòni d’inestimabla valor per lo qual a chausit, coma garda, la Rete Italiana di Cultura Popolare.

Abo Antonio Damasco l’avíem tengua a batesme – en esfidant un baron de difidenças, d’innombrablas ilaritats, de fàcilas coma ignorantas ironias – d’ans derant. Fins a la far devenir un projèct cultural caracterizant de l’alora Província de Turin. Nos an agachats e en tanti an contuniat a nos agachar abo sufisença.

El a comprés ren masque la bontat, mas las potencialitats dins un’accion culturala que reprenia d’experienças illustras abo la capacitat de las declinar al present, de las incorporar, en estrecha sintonia, abo l’encuei. La cultura populara, en tant que lengas, es certament tradicion e memòria, mas representa d’en premier la linfa vitala que pòl norrir l’avenir.

Decò aiçò a mostrat Tullio De Mauro, que per qualqui ans avem esperat de menar a Ostana per un pus que meritat Prèmi Ostana - Escrituras en lenga maire “a la carriera”.


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