sumir / sumilhar [ sümī / sümiʎā ] it. trasudare, stillare; fr. suinter
sumiseira [sümizejra] it. stillicidio, trasudazione; fr. suintement
persumir [persemir ] it. filtrare dall’esterno all’interno, nel terreno
In val Grana, a Monterosso, m hanno segnalato la presença del verbo persemir col signifivato di penetrare, filtrare detto di acqua che penetra nel terreno e vi sparisce: “l’aiga ilh es persemia [ l ajgo j es persemío ]”l’ acqua è penetrata 1.
Questo verbo sembra sconosciuto ai principali vocabolari occitani delle Valli ma pure a quelli pan-occitani.
Tuttavia nell’area alpina è presente il verbo sumir [ sümī] che in val Germanasca (Pons, Genre) ha la valenza di “ trapelare, trasudare, gemere, si dice di liquidi che escono insensibilmente da recipienti porosi o difettosi”. Vi è pure il verbo frequentativo sumilhar [ sümiʎā ] con lo stesso significato.
Ritroviamo sumir nel vicino Queiras: “sourdre (scaturire, sgorgare) e suinter (trapelare, gocciolare) “ ( Chabrand et De Rochas D’aiglun1877) e a Saint Veran , sumir “ se dit de l’eau qui sort à un endroit mais qui n’est pas assez abondante ( Mathieu 2014). Lo stesso verbo è stato registrato a Lalle nella zona di Gap: sumir “ suinter, imbiber, humecter. Lou boui vert sumis oou fuec : le bois vert suinte au feu” (il legno verde trasuda se messo sul fuoco). Qui abbiamo pure il sostantivo sumiseira [sümizejra] “ suintement /stillicidio“.
A Valjoffrey (Girard 1969/70) nell’Isere, è stata raccolta la forma sumiʎā “ suinter” ; è pure presente nella Drôme, a Bourdeaux: sumi “ suinter” ma quí ha pure il valore “attendre impatiemment, languir, se consummer.” Moutier reporta sumì “ suinter, être humide, couler presue imperceptiblement, sumir.”
La sua presenza è stata registrata a Dieulefit, sumì “ Suinter. Couler à peine.consumer. Se dira aussi “ sumilhà” dans se sens...” (Antoulin, Griffoul); a Sent Donat sur l’Erbassa2, sempre nella Drôme, a monte di Roman: sümí che qui a pure il valore di supporare una piaga, di uscire del pus.
Pure nell’Ardeche, a Saint Julien-du-Gua (Gamonnet) sümī “ suinter, suppurer”.
Lavalade (2001) riporta per il Limosino la forma sumilhar : la suor sumilhava e autre con il medesimo senso ( jumilhar, surpurar ecc.) “ suinter”.
Mistral riporta: “ sumi, chemi (lim.), chaumi (l.) ( cat.3 port. sumir). Languire, consumarsi parlando del legno che resta parecchio sul fuoco senza bruciare, in francese chêmer (introvabile nei dizionari moderni)..; filtrare, uscire da un vaso, nel Delfinato.” Alibert cita pure il verbo sumir, con il valore di languire, consumarsi senza bruciare. Var. chaumir. Etym.L. sumere.
Lo REW 8448 sūmĕre “nehmen”, cita il verbo sardo sumiri col valore di “ consumare” dallo spagnolo sumir. In base al Nuovo Vocabolario della lingua sarda che ha : súmer(e), sum(m)iri, tzumire, sumiri «assorbire, mangiare, divorare, ingoiare, tracannare, ubriacarsi, trasudare»; sumire, sumiri «consumare»; sumidura «trasudazione», da súmere «trasudare».
Abbiamo dunque un secondo significato per il verbo sumir, quello di consumare senza bruciare, cosa che capita quando il legno non è ancora secco. Effettivamente se si prende del legno non molto secco e lo si butta sul fuoco, vedrete che dal legno usciranno delle piccole bolle di linfa, cosa ben spiegata nel dizionario di Lalle. Il passaggio semantico tra l’emissione di liquido o vapore a quello di materiale che brucia malamente, è più che giustificato, e il legno che non brucia, alle volte geme, fischia. Il francese ha per questo fenomeno il verbo “ chêmer” oggi poco conosciuto, se non completamente dimenticato da una gran parte della popolazione che non è più in grado di accendere un fuoco, non necessario alla vita moderna. Il verbo chêmer in base al REW 7799 verrebbe dal latino * sēmare “halbieren”, it. scemare, afr semer, prov, semar.
Mistral riporta sema, assema, suma “ diminuire, ridurre, diminuire per evaporazione”.
A questo punto un terzo verbo, riportato da Alibert (1977) deve essere preso in considerazione: chimar che nel Roergue avrebbe il significato di trasudare, colare e chumar nei parlari centrali presente pure in piemontese: ċẹmí [ʧëmí] ( var. ċụmí con ụ (ü)…) “ardere, cuocere, bollire a stento” < prov. m. chemí “ languire; consumare; gemere; gocciare; deperire ( Mistral gemí e sumí). Da * semare “ dimezzare”, derivato da semis (REW7799), contaminato, direi con gemere. [Per contro, it. scemare mi par che derivi da eximere passato alla I coniug. come consumere e tremere] (Levi, 1918/ 1927).
A parte la distribuzione areale di questi due verbi, sumir e chumir parrebbero allòtropi provenienti da una stessa base. L’etimologia proposta dal REW 8448 sūmĕre “nehmen” sembra fondata sul valore di prendere, di togliere, consumare. Tuttavia vi ritroviamo il senso dato a questo verbo alle Valli di “ trasudare, di filtrare”; bisogno pure dire che qui potrebbe esserci stata l’influenza del verbo * sēmare .
La forma della val Grana persemir sembrerebbe essersi formata da per ( preposizione latina che significa passare attraverso uno spazio o la diffusione sopra o intorno) + semir che a sua volta parrebbe una forma ibrida tra sumir e semare.
Franco Bronzat
Bibliografia
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1Duvo cèsta informacion al Prof. Arturo Viano de Sen Pìe de Montrós.
2Enf. Jan Michel Effantin, 1956
3 Lo diccionari de la Llengua Catalana a la votz sumir dona cèsta definission: “enfonsar sota la terra o l’aigua.”
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