Alessandro Strano (1992-), chiomontino, è studente di Storia presso l’Università degli Studi di Torino. Appassionato di cultura e lingua occitana, nel 2011 con Valerio Coletto, fonda l’Associacion Renaissença Occitana, su ispirazione del gruppo chiomontino attivo negli anni Ottanta di cui il Coletto era colonna portane insieme con il padre di Alessandro, Tiziano Strano.

L’Associacion Renaissença Occitana promuove iniziative di stampo culturale e sociale e pubblica il periodico culturale e teorico La Rafanhauda che esce con cadenza semestrale riprendendo le pubblicazioni della storica La Rafanhaudo. Alessandro Strano è attivo politicamente nelle file del Partito della Rifondazione Comunista e nella lotta alla linea dell’alta velocità Torino-Lione, dal 2011 collabora con il mensile di cultura occitana Ousitanio Vivo. Coltiva l’orto e le vigne di famiglia e suona il semiton (organetto diatonico) appreso alle lezioni del musico, musicista ed etnomusicologo Dino Tron.

Nella prefazione al numero 1/2011 della rinnovata rivista, riprende una delle leggende intorno alla Rafanhauda, essere fantastico «bestia meitat ors e meitat sorciera que cest còp portarà pas via los eifannts de nòstres vilatges» (bestia metà orso e metà strega che questa volta non porterà via i bambini dai nostri villaggi), per consegnare alla rivista che prende il nome proprio da questa il compito di «manseirar d’autras bestias, plus mauditas d’iela, l’es a dire las bestias que son aprés a tuar la societat e la civilisacion» (far scomparire altre bestie, più maledette di lei, ovvero le bestie che stanno uccidendo la società e la civiltà) e ne scrive il manifesto. 

Derant Prepaus


Pountet dë la Vàuto e Agachaor de la Riviera

Nell’agosto 2013, alcuni volontari chiomontini si dedicano alla pulizia e al ripristino, tra l’altro, del ponte in pietra ricostruito nel 1732, detto Pountet dë la Vàuto, che oltrepassa il torrente Rìou dë las Bàume o Riou dë Jeraço, e della relativa via d’accesso lungo un antico tracciato che conduce a una zona di vigneti dove sorge il rudere dell’Agachaor de la Riviera che, come spiega Valerio Coletto: «per secoli ha ospitato nei periodi antecedenti la vendemmia e durante la stessa la “gardo de las vinhe” che aveva il compito di vigilare sulla sicurezza dei raccolti d’uva della collina delle Rivière»377.

Il ripristino di alcuni luoghi del territorio comunale chiomontino, deciso da cittadini stanchi di assistere alla negligenza delle amministrazioni comunali, è seguito dalla pubblicazione di alcuni articoli di analisi storica dei manufatti ne La Rafanhauda n. 5 del 2014 dove il Coletto, accusando la politica di svendita e devastazione del territorio a causa delle grandi opere quali l’autostrada, l’acquedotto di valle, il cantiere per la realizzazione del tunnel geognostico della Valle Clarea per il TAV, per citare solo le maggiori, puntualizza:

"[…] da troppo tempo l’incuria menefreghista della presente e delle passate amministrazioni comunali di Chaumont ha volutamente distolto dalle sue competenze la conservazione dei manufatti e del territorio comunali, preferendo favorire la forsennata devastazione colonialista del territorio comunale, come almeno dall’anno 1958 tutti (o quasi tutti) lous Chamoussins hanno potuto essere testimoni oculari. Oh, pàure Chàumount en quel eytat i t’an foutu touns eyfans sênso miàulo! [Oh povera Chiomonte in quale stato ti hanno ridotta i tuoi figli smidollati!].378"

Per l’occasione Alessandro Strano scrive una poesia dedicata all’Agachaor de la Riviera che supera la tendenza nostalgica del tempo che fu tipica della letteratura altovalsusina, confidando in un mondo migliore e in un riscatto sociale, piegando le parole e i suoni alla composizione poetica e alle invenzioni linguistiche, con sperimentazioni e azzardi che indicano nuove vie all’estro dei futuri poeti.

Agachaor de la Riviera