Portal d’Occitània    Cammino: L'Occitània a Pè

COME HO VISSUTO IL PASSAGGIO DELLA MARCIA "L'OCCITANIA A PIEDI" SUL LARZAC E NEI DINTORNI.

COSSÍ AI VISCUT LO PASSATGE DE LA MARCHA " L'OCCITÀNIA A PÈ" SUL LARZAC E UN PAUC MAI LUÒNH.

Di Hubert Martin
Associazione "Larzac Village d'Europe" - Le Caylar (Hérault)

COME HO VISSUTO IL PASSAGGIO DELLA MARCIA "L'OCCITANIA A PIEDI" SUL LARZAC E NEI DINTORNI.
italiano Innanzitutto devo presentarmi. Abito a Le Caylar, un villaggio del Larzac meridionale e sono presidente di un'associazione culturale «Larzac Village d'Europe». Lo scopo di questa associazione è quello di essere un luogo e un mezzo di scambio tra le diverse lingue e culture presenti sul nostro altipiano.
Tra queste vi è la lingua occitana, la prima lingua della nostra regione e per questo, da qualche anno, all'interno della nostra associazione, abbiamo creato « Le Café occitan » - il « Caffè occitano », una serata mensile di discussione in cui si parla solo nella « nostra lingua ».
A fine primavera, avevo vagamente sentito parlare del percorso « Occitània a pè » dalla «Charte Lodévois-Larzac», l'istituzione locale che si occupa dell'animazione culturale del paese.
I camminatori dovevano fare sosta a La Couvertoirade il 4 ottobre e dunque abbiamo pensato di fare qualcosa.
L'estate è trascorsa, occupata dalle nostre abituali attività. Poi, la Charte Lodévois-Larzac ha proposto, a tutti coloro che si occupano di occitano, una riunione il 6 settembre per pensare come accogliere i camminatori dell' « Occitania a piedi » ; dopo questa riunione, troppo breve per poter decidere tutto, la nostra associazione, essendo la più vicina a La Couvertoirade, è diventata quasi per caso quella che ha giocato il ruolo di coordinatore fra tutti i partner in questione.
Finalmente la mobilitazione ha avuto luogo con undici entità : un comune, due organismi istituzionali, sette associazioni e un posto tappa che si sono uniti per tentare un'accoglienza degna dell'avvenimento.
Concretamente è stato dato appuntamento a tutti coloro che volevano accogliere i nostri camminatori il sabato 4 ottobre, alle 14, a La Couvertoirade.
Era prevista una serata di accoglienza la sera prima a Vissec. Il nostro « Caffè occitano », invitato dal sindaco del comune, Laurent Pons, decise di unirsi e ci presentammo in più di 18. Per me fu il primo grande momento d'emozione. Arrivare in questa piccola sala comunale, piena cone un uovo, -c'erano circa un centinaio di persone- e trovarvi una donna che parlava con passione,- ho riconosciuto subito Ines che non avevo mai incontrato- che teneva il suo discorso spiegando con convinzione ciò che i 7 camminatori stavano facendo, questo mi ha scosso. In un minuto ho capito cos'era veramente « Occitània a pè » e la portata di questa impresa. Dario e Peyre hanno saputo in pochi istanti comunicarci il loro fervore e la loro speranza. Ci hanno spiegato la loro sorpresa di essere stati accolti dappertutto in modo cosí eccezionale, ci hanno raccontato il loro stupore per aver scoperto lungo tutto il percorso, nelle piccole città e nei paesi attraversati, numerose iniziative in favore della lingua d'oc, ci hanno riportato come si può fare oggi un enorme lavoro se si mette insieme tutto ciò che avviene sul territorio- le cose a volte sono modeste ma hanno sempre un effetto -.Infine ci hanno espresso il desiderio che tutte queste iniziative si alleino in una sorta di grande movimento non rigido ma efficace e ci hanno comunicato la loro speranza che la marcia « Occitània a pè » sia il detonatore di questo movimento. Breve, questo primo contatto fu per me una sorta di rivelazione. Ma bisognava rientrare per preparare il giorno seguente.
Alle 14 appuntamento a la Couvertoirade, una trentina di persone erano già presenti e senza più attendere siamo partiti per incontrare i 7 della Chambra d'òc già accompagnati da una trentina di camminatori. Il contatto ha avuto luogo poco prima delle Gole della Virenque, a est della Couvertoirade e al villaggio sono dunque arrivate circa 70 persone ; erano le 16 passate. I festeggiamenti sono cominciati con una « Foto di famiglia », intorno alla cisterna, all'ingresso del paese. Ma era assolutamente necessario lasciare che i camminatori facessero la doccia e si riposassero al "Gîte de la cité". Appuntamento dunque alle 17,30 per la visita al paese. All'ora stabilita, i volontari hanno coraggiosamente affrontato un vento glaciale per scoprire la città medievale della Couvertoirade, in occitano, con la guida di uno dei membri del Caffe occitano, Christian Dur che ha aggiunto aneddoti piccanti.
E poco prima delle 19, già con una buona mezz'ora di ritardo, cominciò il ricevimento ufficiale nella sala delle Feste de La Couvertoirade. Come a Vissec, la serata fu un grande momento, ancora con un centinaio di persone riunite, provenienti un po' dappertutto, ma soprattutto dal dipartimento del vicino Hérault. Dopo un benvenuto in occitano pronunciato da Pierre Marcilhac, de Millau, che accompagnava i camminatori da una settimana, e un breve intervento del vice-sindaco, è arrivato il momento forte della serata : l'omaggio a Max Rouquette, il grande scrittore occitano scomparso tre anni fa, di cui una parte delle radici familiari si trovano a La Couvertoirade e che ha nominato più volte nelle sue opere il Larzac..
Il Presidente dell'associazione degli « Amici di Max Rouquette », lo scrittore Jean-Frédéric Brun, ha comunicato il suo piacere e la sua emozione nell'accogliere i camminatori della Chambra d'òc. Ines e Dario ci hanno allora ripetuto il loro messaggio pronunciato la sera a Vissec.
Poi c'è stato un momento molto solenne : la lettura di due brani di Max Rouquette da parte di Roland Pécot : il poema « Larzac » e l'inizio di « l'Autbòi de Nèu » la cui storia è ambientata appunto vicino a La Couvertoirade.
Infine, il figlio dell'autore, Jean-Guilhem Rouquette, presente in mezzo a noi, ha donato ai camminatori uno stupendo libro di fotografie sul Larzac i cui testi erano stati scritti da suo padre per accompagnare le meravigliose immagini del fotografo Georges Souche, anch'egli in mezzo a noi in quella serata. Il dono è stato completato con qualche bottiglia di vino di Saint-Saturnin - nell'Hérault - di un'annata speciale dedicata a Max Rouquette e con sull'etichetta un disegno dell'autore. E stato allora che, a poco a poco, spontaneamente, si sono innalzate le parole di « Se chanta » cantate in sala con grande fervore.
Poi, Georges Causse, un altro frequentatore del «Caffè occitano» ha intonato la sua emblematica canzone sulla nostra lingua "Las Regas" (les Sillons)**. Il pubblico ha ascoltato a bocca aperta questo superbo testo pieno di speranza, che evoca il passato, il presente e il futuro della lingua d'òc.
L'emozione fu allora al culmine. Infine il momento distensivo, ben meritato, è giunto con l'aperitivo offerto dal comune. È stato il momento, come sempre, degli scambi e dei contatti, momento che si è prolungato durante il pasto condiviso e l'animazione musicale del gruppo dell'associazione «Recaliu» di Millau. Questa mezza giornata è stata una bella festa, riuscita grazie alla mobilitazione e alla collaborazione di undici partner* che vanno ringraziati.
Per riassumere, penso che questa marcia « Occitània a pè » sia semplicemente un'idea geniale. Certo, il suo scopo è l'iscrizione della nostra Lingua d'òc nella lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità, dell'UNESCO, e io spero che ci arriveremo.
Ma, soprattutto, vedo, dopo aver accompagnato i camminatori per quattro giorni, che « Occitània a pè » conduce all'incontro del piccolo mondo degli occitanisti con l'immenso universo degli occitanofoni - coloro che dicono di parlare patois - che spesso sono ben più numerosi di quanto si pensi, due insiemi di persone che, spesso purtroppo si fiancheggiano senza conoscersi o avere scambi. Posso garantirvi che di questi scambi, nei quattro giorni, ne ho visto più d'uno.
In fin dei conti, io penso che questa marcia, un avvenimento che non può suscitare ostilità, un avvenimento, che al contrario non può che attirare simpatia e curiosità, faccia nascere una mobilitazione generale sul territorio.
È questa mobilitazione che dobbiamo mantenere e sviluppare per raggiungere il nostro obiettivo : ridare nuovo slancio alla lingua occitana in tutto il suo territorio.
* La Commune de La Couvertoirade, La Mission Départementale de la Culture de l'Aveyron, La Charte Lodévois-Larzac, Les Amis de Max Rouquette, Le Foyer Rural de Lauroux, Le Foyer Rural de St-Maurice-Navacelles, Le Cercle occitan du Lodévois, l' association "Recaliu" de Millau, Le Gîte de la Cité de La Couvertoirade, l'Institut d'Etudes Occitanes - Languedoc, Le Café occitan de "Larzac Village d'Europe".
** Canzone di Bernard CONNAC (par. e mus.) e Jean-Pierre SIORAT (mus.) del gruppo "La Companhía del Sauvatèrra" (1974)
occitan Tot primièr, me deve presentar. Demòre al Cailar, un vilatge del Larzac Miègjornal e se trapa que siái president d'una associacion culturala : "Larzac Vilatge d'Euròpa" que sa tòca es d'èstre un esplech d'escambi entre las culturas e las lengas divòrsas representadas sus nòstre platèu. Demest aquelas lengas, i a la lenga occitana la primièra sus aquesta terra ; es per aquò qu'avèm creat, i a quauques annadas, al dintre de l'associacion "lo Cafè occitan", una acampada, un cop per mes, per charrar pas qu'en "Lenga nòstra".
Just abans l'estiu, aviái vagament entendut parlar d'aquela marcha "Occitània a pè" per la "Carta Lodevés-Larzac", l'institucion locala que se maina de l'animacion culturala del país. Los 7 caminaires devián faire un arrèst, lo 4 d'octòbre, a La Coberturada e, solide, pensàvem faire quicòm. L'estiu se passèt, comol de nòstras activitats regularas. Puèi, a la debuta de setembre, la Carta Lodevés-Larzac prepausèt una reünion a tot lo monde que s'occupava d'occitan per imaginar cossí poiriam aculhir los caminaires d'"Occitània a pè". A la fin d'aquesta reünion tròp corta per tot poder decidir tot, nòstra associacion, donat qu'èra la mai pròcha de La Coberturada, devenguèt un pauc per azard la que joguèt lo ròtle de coordinacion entre totes los associats dins aquel afar. Fin finala, i agèt una brava mobilisacion e siaguèron una comuna, dos organismes institucionals, sèt associacions e un jaç * que s'agropèron per ensajar de capitar un acuèlh digne de l'eveniment. D'un biais pratic, rendètz-vos siaguèt donat lo dissabte 4 d'octòbre a las 2 or. d.v., a totes los que volián reçaupre nòstres caminaires.
La velha, a Vissec, una serada era atanben prevista en son onor. Nòstre "Cafè occitan", convidat pel conse, Laurent Pons, decidiguèt de s'i jónher e siaguèrem pas mens de 18 a i anar. Siaguèt per ieu lo primièr grand moment d'emocion. Abutar dins aquesta pichòta sala comuna, plena coma un uòu, - i aviá al mens cent personas - e i veire una femna parlant ambe passion - reconosquère sul pic Inès, qu'aviái pas jamai rencontrada - apetegant lo public present, a explicar ambe conviccion çò que, eles, los 7 caminaires, venián de faire e èran en trin de viure, me tresvirèt. En una minuta, veniái de comprendre ço qu'èra vertadièrament "Occitània a pè". Inès, Dario e Peyre sapièron en quauques instants nos comunicar sa fervor e son espèr. Nos diguèron sa suspresa d'èstre estats pertot aculhits d'un biais excepcional, nos contèron son estonament d'abure descobèrt, tot al long del camin, dins las vilòtas e los pichons vilatges traversats d'iniciativas nombrosas al benefici de la lenga d'òc, nos raportèron cossí se fa uòi, un pauc pertot, un trabalh enòrme de terren, se recampam l'ensemble de çò que se fa, de còps que i a de causas modèstas, mas totjorn efectivas. Fin finala, nos diguèron son vòt que totas aquelas iniciativas se fedèren en una mena de grand moviment, plegadís mas eficaç, e son espèr que "Occitània a pè" siá la beluga d'onte partisca aquel moviment. En un mòt, aquest primièr contacte siaguèt per ieu una mena de revelacion. Mas nos caliá tornar per preparar l'endeman.
A las 2 oras, al rendètz-vos de la Coberturada, un trentenat de personas èran ja presentas e sens esperar mai, sèm partits al rescontre dels 7 caminaires de la Chambra d'òc, eles ja accompanhats per un trentenat de personas de mai aquel jorn. Lo conctacte se faguèt, just abans las Gòrjas de la Virenca, a l'èst de La Coberturada e, donc, sèm abutats, a l'entorn de setanta al vilatge ; èra ja mai de las 4 oras. Las festivitats debutèron per una "fotò de familha", a l'entorn de la polida lavanha que se trapa a la dintrada del vilatge. Mas caliá, solide, daissar los caminaires se dochar e se repausar al "Jaç de la Ciutat". Rendètz-vos donc a las 5 or. e mièja per la visita del vilatge. A l'ora dicha, los volontaris an coratjosament afrontat la cisampa per descobrir la ciutat medievala de La Coberturada, en occitan, menats per un guide plan assabentat, membre de nòstre "Cafè occitan", Cristian Dur, que nos faguèt una visita mirgalhada d'anecdòtas saborosas.
E un pauc abans las 7 or., ambe ja mièja ora de retard, comencèt la recepcion oficiala a la Sala de las Fèstas de La Coberturada. Coma a Vissec, la velha, siaguèt un moment fòrça bèl, ambe encara una centenat de personas acampadas, venant d'un pauc pertot, mai que mai del departament vesin d'Erau. Après un acuèlh en occitan prononçiat per Peire Marcilhac, de Milhau, que accompanhava los marchaires dempuèi una setmana, e un mòt brèu de l'adjonch del conse, arribèt lo moment fòrt de la serada : l'omenatge a Max Roqueta, lo grand escrivan occitan, disparegut i a tres ans que una partida de sas raices familialas se trapan a La Coberturada e que evoquèt mai d'un còp lo Larzac dins son òbra. Lo president de l'associacion dels "Amics de Max Roqueta", l'escrivan Joan-Frederic Brun, nos diguèt son plaser e son emocion d'aculhir los marchaires de la Chambra d'òc. Inès e Dario tornèron alara nos dire son messatge prononciat la velha a Vissec. Puèi venguèt un moment solemne : la lectura de dos extraches de Max Roqueta per Rotland Pecot, lo poèma "Larzac" e lo debut de "l'Autbòi de nèu" que l'istòria se debana justament tot près de La Coberturada. Puèi, lo filh de l'autor, Joan-Guilhèm Roqueta, present demest nos, ofriguèt als marchaires un libre subrebèl de fotòs sul Larzac que son tèxtes èran estats escrichs per son paire, per accompanhar los polits imatges del fotograf, Georges Souche, atanben demest nos aquel ser. Aquel present siaguèt completat par quauques botelhas de vin de Sant Sadornin - dins Erau - d'una cubada especiala dedicada a Max Roqueta e ornadas d'etiquetas portant un dessenh de l'autor. Alara, just aprèp, espontanament, s'enaucèron las paraulas del "Se canta" tanlèu represas per la sala e cantadas ambe una fervor tota particulara. En seguida, sul pic, Jòrdi Causse, un autre abituat del "Cafè occitan" entonèt sa bèla cançon tan simbolica "Las regas" **. Lo public escotèt, gòrjabadat, aquesta cançon subrebèla plena d'espèr, evocant la passat, lo present e l'avenir de nòstra lenga. L'emocion ne siaguèt alara ala cima. Mas enfin, lo moment de destenda, plan meritat, abutèt ambe l'aperitiu ofèrt per la comuna. Siaguèt alara lo temps, coma pertot, dels escambis e de las presas de contacte, temps que se prolonguèt pendent lo repais partejat e l'animacion musicala del grop de musicaires de l'associacion "Recaliu" de Milhau. Fin finala, aquela mièja jornada siaguèt una brava fèsta e una capitada gràcias a la mobilisacion e a la collaboracion de la còla dels onze associats *, ja evocats çai sus, que divon èstre mercejats per aquò.
Per resumir mon sentiment, voldriái dire qu'aquesta Marcha "Occitània a Pè" es tot simplament una idèa geniala. Solide, sa tòca es l'insripcion de nòstra "Lenga d'òc" sus la lista del Patrimòni mondial de l'Umanitat de l'Unesco, e espère que capitarem. Mas, subretot, vese, après abure acompanhat los marchaires pendent quatre jorns, qu' "Occitània a Pè" provòca lo rescontre del pichon monde dels occitanistas ambe l'univèrs immens dels occitanofòns naturals, - los que dison que parlan "patoès" - e que son plan mai nombroses que ne se pensa, dos ensembles de personas que, malurosament, se costejan sense, lo mai sovent, se conóisser o abure d'escambis. Vos pòde assegurar que d'escambis aital n'ai vistes mai d'un pendent aquestes quatre jorns. Fin finala, pense, qu'aquesta marcha, un mejan que cadun pòt pas èstre contra, un mejan que, al contrari, atira curiositat e simpatia, fa nàisser, un pauc pertot, una mobilisacion sul terren. Es aquesta mobilisacion que nos cal d'ara a l'endavant manténer e desvelopar per aténher nòstra finalitat, donar un vam novèl a la lenga occitana, sus son territòri tot entièr.
* La Comuna de La Coberturada, La Mission Departementala de la Cultura d'Avairon, La Carta Lodevés-Larzac, Los Amics de Max Roqueta, Lo Fogal Rural de Laurós, Lo Fogal rural de St-Maurice-Navacelas, Lo Cercle occitan del Lodevés, l'assoc. "Recaliu" de Milhau, IEO Lengadòc, Lo Jaç de la Ciutat de La Coberturada, Lo Cafè occitan de «Larzac Vilatge d'Euròpa».
** Cançon de Bernat CONNAC (par. e mus.) e Joan Pèire SIORAT (mus.) del grop "La Companhía del Sauvatèrra" (1974)