Nuova pubblicazione edita da PAPIROS nella collana plurilingue “Farfalle”: “L’om que’ou soumnàvat ‘d piënte”. L'edizione in francoprovenzale arricchita dai bei disegni di Manuela Marchesan entra a far parte, in compagnia delle versioni in sardo, algherese e tabarchino, della collana plulingue “Farfalle”. Diego Corraine, ideatore della collana e curatore delle edizioni nelle varie lingue, assomiglia per certi versi al personaggio descritto da Jean Giono.

Corraine agisce concretamente acquistando i diritti per tutte le lingue che vogliono aderire alla collana , impagina il vari testi e li pubblica. Un’azione che abbatte notevolmente i costi: mai noi potremmo permetterci pubblicazioni così curate, a quattro colori, con così belle illustrazioni.

Jean Giono, originario dell’Italia, abitava a Manosque e si può dire che fosse un visionario e che credesse fermamente che la responsabilità e l’impegno personale nei confronti della salvaguardia della natura potessero cambiare radicalmnte delle situazioni deteriorate e consolidate.

Nato nel 1895 e morto nel 1970 a Manosque, Provenza, Francia. Figlio di un calzolaio anarchico di origine piemontese, la madre aveva un laboratorio di stiratrici. 
Nel 1911, a causa della cattiva salute del padre e della povertà della famiglia, smise di andare a scuola e continuò a studiare come autodidatta. Nel 1915, fu mobilitato per la Grande Guerra, che egli ricorda anche in questo libro.

Incominciò a scrivere dopo aver letto i grandi scrittori classici, soprattutto Virgilio. Dopo il buon esito della sua prima opera, Colline, nel 1929 lasciò il lavoro in banca che aveva per dedicarsi solo alla scrittura di opere letterarie. Nel 1929 per quel libro ricevette il premio “Brentano.
All'inizio della Seconda Guerra Mondiale Jean Giono scrisse le suppliche pacifiste  Refus d’Obéissance, Lettre aux Paysans sur la Pauvreté et la Paix, Précision e Recherche de la Pureté . 
Fu arrestato ne 1939 per il suo pacifismo, ma subito dopo fu liberato. Nel 1944, fu accusato di collaborazionismo e fu nuovamente arrestato,nonostante avesse proclamato la sua contrarietà al nazismo. Fu liberato nel gennaio del 1945. 
Nel 1953, ricevette il “Prix du orince Ranieri III de Monaco” per tutta la sua opera letteraria. L'anno seguente fu ammesso nell’Accademia Goncourt. La presente opera è sicuramente la più conosciuta di Giono, tradotta in decine di lingue e certamente la più nota dell’autore.

Quando penso che un uomo solo, ridotto alle semplici risorse fisiche

e morali, è stato sufficiente per far uscire dal deserto quel «paese di Canaan»,

trovo che, a parte tutto, la condizione umana sia ammirevole.”

Jean Giono