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La crisi strisciante che il governo Conte 2 si portava avanti da mesi a causa del lavorio quotidiano di demolizione di Renzi ha raggiunto il risultato voluto ed il governo è caduto. Ovviamente per il bene del Paese…..

Che il governo avesse perso incisività, logorato dalle continue polemiche e dalla fatica di gestire una pandemia sempre agguerrita era sotto gli occhi di tutti; come era visibile che la nave governativa procedesse tra sussulti, con evidenti sbandate provocate da un equipaggio frammentato che mirava a diverse destinazioni.

Pensare però che si potesse far cadere il Governo in piena emergenza pochi se lo aspettavano.

Certo che se uno rilegge la storia parlamentare degli anni che precedettero l’arrivo di Mussolini (soprattutto gli anni 20-21-22) deve convenire che, fatti i debiti distinguo per le diverse situazioni, ambedue gravi, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Manca solo un re che non firmi lo stato d’assedio (e abbiamo fortunatamente un Presidente della Repubblica tra i migliori che abbia avuto il Paese) ma i partiti erano allo sbando allora come adesso, incapaci di leggere il presente e i possibili sviluppi: la soluzione è stata diversa perché non abbiamo ora l’esercito e la forza pubblica (in buona parte) connivente come allora e un personaggio “all’altezza” del duce. Ma la crisi della democrazia è sotto gli occhi di tutti (non solo in Italia).

Ovviamente i partiti che hanno sostenuto il Conte due hanno responsabilità diverse: di Italia viva si è già detto; lo scorpione che morde per sua natura. I 5 stelle, pur divisi tra fazione governativa e quella di lotta, hanno tenuto, con ministri di non eccelsa levatura. Leu ha espresso un buon ministro della salute che ha gestito in modo più che sufficiente l’epidemia (teniamo anche presente la scarsa preparazione e mancanza di senso di responsabilità di molte strutture pubbliche..) tant’è che da mesi l’Italia è tra i Paesi europei quella che al riguardo sta meglio.

Il PD non ha fatto scintille (Gualtieri si è mosso bene, con Conte, per portare a casa gli aiuti europei deludendo però nelle proposte rispetto alla gestione degli stessi) accompagnando Conte nel suo tentativo di galleggiamento. Nel nuovo governo il PD ha infilato i capi corrente e nessuna donna.

In attesa di una resa dei conti?

Nel Paese il PD è pressoché assente e la gente non sa neanche chi siano i responsabili regionali. Non parliamo poi di programmi e di posizioni politiche (che magari potrebbero riferirsi ad antichi ideali….).

Solo cose generiche che non fanno breccia in quel tuttora vasto popolo che si identifica nel volontariato, nel sociale, in chi crede ancora nella necessità di una giusta società e nella costruzione del bene comune, nei tanti amministratori che lavorano ancora, incredibilmente, non interessati alla ricerca di una carriera politica.

E così ad un Paese allo sbando non restava che giocare la carta Draghi. L’unico statista italiano, oltre a Mattarella, rispettato ed apprezzato in tutto il mondo. Che non è presente sui social e che, dicono, lavori 18 ore al giorno….

Infatti Draghi ha lavorato velocemente mettendo insieme una compagine con due facce: quella politica e quella tecnica, di buon profilo.

In pochi giorni abbiamo assistito a voltafaccia, cui facciamo fatica abituarci. La più eclatante è stata quella di Salvini che è diventato europeista 100%. E’ anche comodo rivolgersi all’Europa quando ci si sente inadeguati!

Mattarella, con grande intelligenza e notevole audacia, ha imposto ai partiti una pace armata che ha prodotto velocemente un nuovo governo che durerà il tempo che i partiti, ognuno nella sfera dei propri interessi, riterranno opportuno.

Abilmente Draghi si è dotato di ministri tecnici per gestire al meglio gli aiuti europei e la gestione dell’economia lasciando ai politici, in questo ambito, il meno possibile. Com’era prevedibile ha confermato nei ruoli Speranza, Di Maio, Guerini, Franceschini e Lamborgese (irritando in quest’ultimo caso Salvini perché è stata la ministra che ha demolito i suoi decreti) che, tutto sommato, hanno lavorato bene nel Conte 2 ; altri sono stati confermati, in competenze anche diverse, per ottenere un dosaggio da manuale Cencelli e raggiungere la coalizione necessaria. Il nuovo governo è fortemente a trazione settentrionale con ben otto ministri lombardi. Italia viva ha un solo ministro (non sappiamo quanto imposto e/o digerito. Valeva la pena? ).

Ulteriori equilibri saranno raggiunti con la nomina dei sottosegretari , speriamo con la presenza di una adeguata presenza femminile che è mancata nella squadra dei ministri.

Comunque Draghi si è coperto le spalle in modo che i politici, essendo dentro l’esecutivo, non sparino troppo sul governo pur sempre con il pericolo di restare “prigioniero” del Parlamento.

Durerà il governo? Sicuramente fino a quando i partititi saranno obbligati a tenersi Draghi per risolvere gli urgenti problemi che assillano il Paese: covid, deficit strutturale dello Stato, razionalizzazione della spesa e dell’utilizzo dei fondi europei con l’indispensabile politica di rilancio dell’economia. Cose che gli attuali partiti si sono dimostrati largamente inefficienti e incompetenti, presi nel cercare di accontentare tutti a scapito del futuro del Paese. Draghi potrà governare senza preoccuparsi di perdere voti che non ha. Ma cosa succederà se qualche forza politica si accorgerà di perdere consensi in seguito del suo lavoro?

E non sarà facile, pur con la grande esperienza e intelligenza di Draghi, tenere insieme sensibilità che si presentano così diverse nelle forze che danno fiducia al nuovo governo. Già poco prima del giuramento del governo, Salvini diceva che Lamorgese e altri dovranno cambiare traiettoria rispetto al passato governo.

Tutto dipenderà dalla forza di Draghi e dall’appoggio reale dei partiti che possono, in parte, neutralizzarsi a vicenda rispetto alle rispettive fughe in avanti.

La Lega dovrà guardarsi a destra dove la Meloni attirerà simpatia da parte di chi non ha apprezzato la svolta di Salvini; i 5 stelle patiranno della spaccatura creata da Di Battista e magari germineranno una diversa forza politica; Italia viva resta alla presa con le fantasie politiche di Renzi; il PD non riesce a crescere nei consensi non individuando una strada politica e lasciando, a livello locale, una prateria per chi invece si muove (non ultimo l’ex ministro Calenda) e crea consenso (anche, a volte, di bassa qualità propositiva).

Molti pensano che Draghi poi sarà il nuovo Presidente della Repubblica.

Io non ne sono così convinto. Troppi cambiamenti in corso.

Otterrà risultati Draghi? Sicuramente utilizzando la sua grande preparazione ed esperienza ,sfruttando la luna di miele (che speriamo duri a lungo..) e la grande considerazione internazionale di cui gode, potrà gestire la brutta situazione economica impostando adeguatamente l’utilizzo dei fondi europei; questo in fondo è interesse di tutta la coalizione.

Ma le altre riforme? La giustizia in primis?

Metà dei sei partiti della maggioranza da sempre osteggiano questa riforma. Non dimentichiamo che il governo è caduto quando la proposta Bonafede approdava in aula e che durante il governo Conte 1 questa è stata l’ultima proposta discussa in Consiglio dei Ministri prima che Salvini facesse cadere il governo!

Sulla questione della lotta alla burocrazia occorre ricordare che TUTTI i ministri a ciò preposti (tra cui Calderoli, leghista di ferro ) non hanno mai combinato nulla. L’apoteosi della burocrazia è dovuta a norme che dovrebbero impedire reati di tutti i tipi.

Non sarebbe meglio mettere in galera chi delinque con norme efficaci che investire i tribunali di infiniti e lunghi processi che, per chi ha soldi per pagare importanti avvocati, fanno cadere i reati in prescrizione? Ma se dici questo ti accusano di essere giustizialista! Comodo! Così lasciamo le cose come sono.

La defunta riforma Bonafede tendeva appunto a questo (abbreviazione dei processi, sospensione della prescrizione, tempi da rispettare da parte della magistratura, semplificazioni, notifiche telematiche per rendere veloce la macchina, ecc.) ma troppi politici hanno avuto interesse a mettere le mani avanti.

Legittima difesa!

Ma una democrazia senza un’efficace giustizia non può funzionare.

Ma qualcosa Draghi tenterà e qualche riforma che non tocchi nervi scoperti dovrà portarla a casa; anche al di fuori dello stretto ambito economico.

Auguri Presidente.

Ostana 14/02/2021