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Chianocco

Tsanouc

Chianocco
italiano

Chianocco è una località della Bassa Valle di Susa situata sulla sinistra orografica della Dora Riparia, che conta circa 1700 abitanti. Il territorio comunale occupa una superficie di 18,63 km², compresa in una fascia altimetrica che va dai 400 m s.l.m. delle borgate di fondovalle agli oltre 2000 m della cima della Grand’Uia (2666 m, letteralmente la “grande cima”), posta sullo spartiacque tra la Valle di Susa e la Valle di Viù.
L’origine del toponimo, che nei testi medievali compare nelle forme di Channusco, Canusco, Canosco, è da far risalire ad un derivato in –uscus dal nome personale latino Canus, dal significato dunque di ‘(piccolo) luogo appartenente a Canus’. Si tratta di un toponimo che trova ampia diffusione in tutta l’area francoprovenzale, in Francia, in Svizzera, in Piemonte e in Valle d’Aosta (1).
Il comune di Chianocco si compone di un insieme di borgate disposte lungo il versante solatio della valle, che si raccolgono intorno al capoluogo, Campoasciutto. Il piccolo borgo medievale si sviluppa a 560 m di quota e ospita gli edifici principali del paese: il municipio, la casaforte e la chiesa parrocchiale. Dedicata a SS. Pietro e Paolo, essa fu edificata nella seconda metà del XVIII secolo, a seguito di una disastrosa alluvione del rio Prebèc che, all’inizio del ‘600, distrusse l’antica chiesa, risparmiandone tuttavia il campanile romanico, ancora visibile oggi nei pressi della frazione Tou (il cui toponimo deriva dalla presenza in loco di una torre medievale).
A monte della borgata Campoasciutto, si trova la “Riserva Naturale dell’Orrido e Stazione del Leccio di Chianocco”. Istituita nel 1980, ha un’estensione di 26 ettari e comprende il tratto terminale del bacino del rio Prebéc, da borgata Molé all’Orrido. L’area costituisce un’isola xerotermica in cui, grazie al suo particolare microclima, si sono conservati alcuni esemplari di leccio, pianta tipica della macchia mediterranea che probabilmente raggiunse i versanti alpini più aridi in una fase climatica particolarmente favorevole, resistendo in alcune zone isolate al successivo raffreddamento. Il leccio è denominato localmente ramouliva (ramo d’ulivo) poiché le sue fronde sempreverdi venivano utilizzate un tempo durante la Domenica delle Palme, in sostituzione del ramo d’ulivo.
Dedito tradizionalmente all’allevamento e alle attività agricole, incentrate principalmente (date le condizioni climatiche) sulla viticoltura, Chianocco è oggi una vivace comunità che tuttavia ha subito nei decenni l’influenza economica del fondovalle e la vicinanza alle grandi vie di comunicazione (la ferrovia, la strada statale). Ciò ha comportato il progressivo abbandono dei lavori tradizionali e lo spopolamento degli insediamenti posti a quota più elevata, come ad esempio le borgate Rossera (1030 m s.l.m.), Strobietti (1150 m s.l.m.), Pianfé Inferiore (1226 m s.l.m.) e Fraita (1270 m s.l.m.). La parlata locale francoprovenzale, risentendo anch’essa delle trasformazioni socio-economiche e culturali intervenute, è ormai poco utilizzata e viene spesso sostituita, nella comunicazione quotidiana, dal piemontese e dall’italiano.


(1)Riferimenti in Ivi, p. 201.

franco-provenzale

Tsanouc et in paì dla basa Val de Souiza plasà tsu l’èitsota orografica de la Douèiřa è le fét 1700 abitan. Lou teritoře ou l’ot ina superficie de 18 quilometri carà da li 400 metre de Bourdzà da Basa Val ai 2666 metre s.l.m. de la pouèinta Grand’Uia, que lhe fét da spartièiva da la Val de Viù.
Lou noun ou se trove d’in lh’èicrit medieval queme Channusco, Canusco, Canosco que dau noun latin canus voulét diře ‘petseut post de Canus’. Na trouveun vèiřo d’in tot l’area francoprovensal, an Fransa, Svisera, Piemoun è Val d’Aousta(1).
La quemuna de Tsanouc et in ansèin de bourdzà pouzà desù l’andret de la coumba, Champisuit, petsita bourdzà medieval aioun trouveun la quemuna, lou Castèl è la Géza dedicà a S.Piere è Paolo a 560 m s.l.m., rifèta dou XVIII apré ina aluvioun dou Ri Prebèc que din l’inise dou 600 ou l’avet pourtà vio la Géza Viéia lèisan però lou cloutsie roumanic d’in la bourdzà Tou (da ina vielha tou medieval).
D’amoun la bourdzà Champisuit trouveun “la Riserva naturale dell’orrido e stazione del leccio di Chianocco” feta d’in lou 1980 per ina estensioun de 26 ettari, lhe preun lou Prebèc daou Moulé a le Ròche ‘d Prabèc.
L’area et in’isola xerotermica e, grasie a soun microclima, lhot counservà diversi ezemplař de la planta de ramouliva (planta de leccio, tipica de li clima mediteranei) arivà isé d’in li tèin è souprovisù a la frét, damandà ramouliva aperque deloun veurt ieře anouvrà per Armèliva.
Ieře in chentro agricoul è de alevameun è grasie a l’espouzisioun bèin plasa per le vinheus, incué et ina béla coumounità quel hot apoudzase tsu le fabriqueus è la férovia abandounan li travalh tradisiounal lhot aieu lou spoupoulameun de le bourdzà de mountanha queme le Rousére (1030 m), Stroubiëttè (1150 m), Pianfé Dzout (1226 m), è Fraita (1270 m).
Lou francoprovensal ansèin lou spopoulameun de la mountanha ou l’ot perdù sa forsa è se anovre nourmalmeun lou piemountê o l’italian.


(1)Riferimént din Ivi, p. 201.