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San Sebastiano, festa di Chiomonte

Sant Bastian, fèsta d'Chaumont

di Remolif Mauro

San Sebastiano, festa di Chiomonte
italiano E' oggi ignota l'origine di questa festa, ma si pensa possa essere nata come manifestazione di ringraziamento a seguito della rovinosa peste del 1630: fu proprio in quegli anni che i chiomontini adottarono San Sebastiano come patrono, in quanto riconosciuto valido protettore contro il terribile morbo.
Non si sa come si celebrasse allora la festa, ma si ipotizza possa essere stato riadattato in chiave cristiana un antico rito pagano del passaggio dall'inverno alla primavera : l'albero addobbato ( una conifera ), chiamato in patois "chirintel", di chiara origine celtica, ripreso dal cristianesimo per guarnire i sagrati delle chiese nei giorni di festa, potrebbe essere collegato a quello a cui è iconograficamente legato San Sebastiano durante il martirio.
L'attuale "pouento", che secondo questa ipotesi sarebbe dunque l'evoluzione del "chirintel" , è formata da un'intelaiatura, un tempo di legno ora in metallo, su cui sono fissati verticalmente nastri di seta variopinti ( "riban") appartenenti a tutte le famiglie chiomontine e altri nastri più piccoli, che pendono, appartenenti alle priore ed ai priori; al centro vi è una fascia orizzontale con lo stemma di Chiomonte e la scritta " Viva San Sebastiano"; alla sommità vi è un mazzo di fiori finti rossi, a ricordo del martirio del santo; alla base vi sono quattro bracci che consentono di alzarla e farla "ballare". Fino agli anni '50, quando la "pouento" era di legno, si continuava la festa finché non si rompeva e veniva rifatta ogni anno; era compito delle priore chiedere in prestito i nastri, addobbarla e restituirli alla fine della festa, mentre adesso resta montata per gli anni successivi. L'insieme dei "riban" rappresenta l'unione della comunità e il suo senso di aggregazione, ma allo stesso tempo quelli donati dai priori possono essere ricollegati a un rito propiziatorio: nella nostra cultura alpina, il "riban" era collegato alla fertilità: in alcune cappelle vi erano infatti statue di madonne ornate con nastri offerti dalle giovani spose come buon auspicio per la loro futura procreazione.
La festa nel suo svolgimento attuale è attestata dalla fine del XIX secolo; viene celebrata il 20 di gennaio e generalmente anche la domenica più vicina a tale data e di norma i protagonisti sono 8 coppie di ragazze e ragazzi non sposati e sui 20 anni, ma attualmente si possono avere fino a 10 coppie; ogni coppia è affiancata da un bambino o una bambina di 7/8 anni, chiamato angioletto, accompagnatore dell'anima di San Sebastiano in paradiso.
Le priore indossano il costume festivo chiomontino della fine del 1800, composto da un vestito scuro lungo, uno scialle di seta variopinto, un grembiule, un copricapo bianco di tulle e portano al collo la caratteristica croce montata su nastri neri insieme a una spilla, entrambe d'oro; i priori, all'inizio del secolo, indossavano anche loro il costume della festa, ma oggi hanno adottato un abbigliamento più "rustico", mantenendo comunque il cappello nero a tesa larga e il gilé; gli angioletti portano una veste lunga azzurra, delle ali di cartone e una ghirlanda dorata.
La manifestazione ha inizio il mattino: la punta viene portata sulle spalle fino in chiesa, seguita da una processione e accompagnata dal suono della banda musicale; qui viene celebrata la Messa Solenne, durante la quale si benedicono la "pouento" e la "charità", il pane benedetto che viene poi distribuito sul sagrato all'uscita da Messa, mentre viene fatta ballare la punta. Dopo pranzo ancora danze per le vie del paese, con soste a base di vino e dolciumi ( " vin e torchets") davanti alle case dei priori. Il ballo si svolge al suono di marce eseguite dalla "musicco": la "pouento" è innalzata e fatta girare da due coppie di priori, mentre i rimanenti, insiemi agli angioletti, eseguono dei girotondi o delle farandoule. La cerimonia si conclude nella piazza principale del paese, dove viene offerto il tipico vin brulé.
occitan Nous sabem pas ren sus quora la s'es comença a far quela fèsta aicí, mas nous dobtòns que la sié après d'la granda pèst dòu 1630; l'es pròpi en queles ans que los paures chamossins que ilh s'eran sauvats ilh an ariat a far d'processions e a priar Sant Bastian per remerciar-lo.
Pòl èsser que lo Chirintèl, já adobrat dins las fèstas paganas d'fertilitat e puei représ da nòstra religion per garnir la plaça d'las gleisas los jorns de fèsta, nos sie vengut la nòstra Poenta; parier come la lhi a de ressemblanças avei l'aubre ente que lhi era liat Sant Bastian.
Quela aicí da un simple chirintèl d'sap o d'pin ilh es chanjat dins los ans: derant ilh era futjaa avei d'latas d'bleton e après l'es venguá d'fèrre come veiam aüra. Los ribans qu'un còp las prioras las anavan emprestar da chasque familha per puei tornar a rénder-lo après la fèsta, aüra ilh reston montas sus la Poenta per l'an d'après.
La fèsta la s'fai en dos jorns, lo 20 janvier jorn d'Sant Bastian e la dimenja plus pròcha.
Los protagonistas, que d'costuma l'eran 8 chascun mas aüra que los joves ilh son pas ren tant galhards pòion arrivar a 10, son: las Prioras, los Priors e los Àngèls. Las Prioras e Los Priors devon pas èsser mariats, aguer un pauc-près 20 ans e tenir a garda l'àngel, que l'es un enfant o una minjoreta de 7 o 8 ans qu'al aie pas encara fait la promiera comunion. La Musica puei l'es lo condiment d'tota la fèsta; l'es iela que comanda lo bau e la se pòl pas anar-se a maison se la lhi a encara qualque soneire que sofla dins son amei.
Las prioras las son abilhaas come a la fin dòu 1800 dins los jorns d'festa, avei la ròba, lo mochaor d'soà, lo faudil, la cuéfa e la crotz d'òr montaa. Mai los priors un còp ilh eran abihats come a las fèstas, mas aüra a part lo chapèl ilh adòbron las bràias d'velut, la chamisa e l'corpet come lo jórie. Los àngels ilh an una ròba clara lònja fins ai pè, un parelh d'alas d'papier e sus la tèsta una corona.
La fèsta ilh comença lo matin en partent da Sant Ròc: d'aicí la procession avei los priors en tèsta que ilh pòrton sus las espatlas la poenta, la musica qu'ilh sona e après tuchi los autri ilh junhon a la gleisa. A la messa granda, Monsièu lo Curat beneisís la Poenta e la Charitat. A la sortia d'la messa los priors ilh fan la Charitat e après a o son d'la musica sus la plaça d'la gleisa ilh començon lo bal. Après-merenda l'es torna ora e la procession fai lo vir dòu país, en plantant-se derant la maison de los priors antei que ilh donon da minjar d'tòrchets e d'leichiers e d'gatèus e buòure un bòn veire d'vin d'Chaumont. La fèsta puei ilh liora sus la plaça d'la Comuna ente un pòl eschaudar-se avei l'vin chaud.