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Il tessitore di Coazze

Lou teiziour 'd Couvase

Di Elisa Giacone - Ecomuseo dell'Alta Val Sangone

Il tessitore di Coazze
italiano Un tempo a Coazze quasi tutti avevano il telaio nella stalla e facevano la tela. E' per questo che il telaio è in primo piano al museo.
I tessitori andavano a raccogliere il filo di canapa che tutti i contadini filavano, lo portavano a casa, facevano la tela e la portavano a quelli che avevano dato loro il filo. Ricordiamo che qui nessuno aveva il telaio e i tessitori andavano a raccogliere il filo a Giaveno , in Val Susa, nella vallata di Pinerolo e nella piana verso Torino. A Giaveno c'erano dei commercianti che provvedevano a ritirare la canapa e il filo che facevano tessere e vendevano la tela di Coazze sui mercati. E' documentato che un commerciante di Giaveno alla fine del 1400 portava la tela di Coazze fino a Lione.
A Coazze c'erano molti abitanti, famiglie numerose, e il lavoro della campagna non poteva dare il necessario per vivere a tutti. E' per questo che facevano la tela per gli altri, per guadagnare qualcosa di più. I telai probabilmente hanno permesso a tanti di restare qui senza doversene andare per cercare lavoro altrove.
I nostri telai tessevano solamente la canapa che tutti seminavano e filavano per fare la tela e la biancheria che si adoperava in casa.
Erano lunghi circa 4 metri per permettere di usare i fili dell'ordito tesi tra i licci ed il subbio.
Per fare la tela oltre al telaio c'è bisogno dell‘orditore e del bobinatore. Fare funzionare il telaio è facile, ma è la preparazione del filo che è complicata. Una volta c'erano soltanto le donne anziane che facevano l'ordito sull'orditore e li mettevano sulla catena mentre le più giovani tessevano al telaio. Dopo il 1900 i telai in Coazze sono sempre diminuiti perchè le persone lavoravano in fabbrica. Gli ultimi telai sono stati usati dal 1950 al 1960. Ultimamente siamo riusciti a metterne in funzione ancora tre che sono stati trovati smontati in vecchie case. Dopo che sono stati trovati questi telai è stato possibile far vedere alla gente come si faceva la tela.
franco-provenzale In bot an Couvase queizi tut i aiount lou talei anta boua e i faiount tela. Alè per sounsi que lou talei ou eht an prima piasi aou muzeou.
Li teisiour i alavount cui lou fil d thcëmou que tut li campagnin i filavount, i lou pourtavount a quë, i faiount la tela e i la pourtavount a siqui qui i aiount dunai lou fil qui aiount filà . Isì anvirënt pagnun i aiount lou talei e li teisiour i alavount cui lou fil an Djavën, ant a Val d Suza, ant a Val d'Pinareul e anta piëna vers Turin. An Djaven aierat d'coumertchënt qui prouvediount d rihta da filè e d fil qui faiount tese e i vandiount la tela d Couvase sui marca. Alè documentà que in coumertchënt d'Djavën a la fin dou 1400 ou pourtavat la tela d' Couvase fiña a Liouñ.
An Couvase aierat grò d djën, d famie numerouze e lou travai da campagni ou poui pa dunè da vive a tut. Alè per sousi qui faiount tela per iaouti, për vagnèi carcoza d pì. Li talei proubabilment i ënt përmetu a tënti d rehtè isi d pa douvese ahcapè per alè serquè d travai fora.
Noeuhti talei i tesiount mëc lon tchëmou que tut i soumnavunt e i filavount per fè tela e avè la lndjeria quis douvravat an quë. I erount lounc sui cat meter per përmëte d poulè tchasei li fil dl urdi tëndu tra al liusure e lu dzubi.
Per fe tela oultre aou talei aië da mënca dl'urdiour e dl'ahpoulour. Fe founsiounè lou talei alè fina fatchil, ma la preparasioun dou fil i eht coumplica. In bot aierat mëc al done pi veie qui faiount l'urdi su l'urdiour e i butavount sus la tchèña, mentre li pa djouva i teisiount aou talei. Apre dou 1900 li talei an Couvase i ent sëmpe cala përquè al djen i travaieivount al fabrique. I ultim talei i ënt ahpari daou 1950 aou 1960. Ultimament sënt aruva a butena an founsioun incou trai qui sunt ihta trouva antel que veie desmounta. Aprè caië trouvase si talei iqui eht ihta pousibil fe vere al djën coume as fait a fè tela.