franco-provenzale

Una poesia, una filastrocca di Groscavallo ma anche una danza. Se le immagini del testo e la lingua sono caratteristici delle nostre zone, la danza che si è scelto di adattare non lo è. Si tratta infatti di una chapelloise (di origine svedese) ma è nello spirito della contemporaneità e della condivisione di una festa che si è scelto di proporre anche alcune danze che, seppure non tradizionali delle nostre regioni, sono ormai largamente diffuse e richieste nei balli, in particolare per la loro caratteristica di essere danze di gruppo, in cui ad ogni giro si cambia coppia.


Bella t’è bella, balà 'd balle bin

Me fa a nhin voulete bin, matassi

N' aouta pi bella qui bal miai quë te

Vala trouvà isì 'n tou gran jamarè

L'aiva dë Stura se fus tout 'd vin boun

É peres dli quiapé é fuset miquë 'd pan

L'aiva dë Stura se fus tout 'd vin boun

Tinme la man quë traversen lou rianc.

BELLA SEI BELLA

Bella sei bella, a ballare balli bene / Come si può non volerti bene, graziosa / Un'altra più bella che balli meglio di te /

Vai a trovarla qui in questa confusione.

L'acqua dello Stura se fosse tutta del buon vino / E le pietre delle pietraie fossero micche (tipica forma di pane) di pane / L'acqua dello Stura se fosse tutta del buon vino / Tienimi la mano che attraversiamo il ruscello.