Pigna è un groviglio di vie strette, di passaggi voltati, di scalette degne dell'immaginazione visionaria di Escher. Carichi di zaini pesanti, ci chiediamo se il bed&breakfast si debba trovare proprio sul cocuzzolo di questo compattissimo centro medievale. Un ultimo sforzo e concludiamo anche questa seconda tappa, sotto il sole caldissimo del Mediterraneo. Il cammino si è concluso con un salutare bagno nelle pozze limpidissime del rio Campali, giusto alle porte del paese. Come ieri, a Rocchetta Nervina, la giornata aveva avuto la degna conclusione nelle vasche, assai più grandi, vere marmitte dei giganti, che si susseguono, una più bella dell'altra, turchesi e gelide, lungo il Nervia. Acque limpide e impetuose, amatissime dai francesi, che vi fanno canyoning. Da qualche tempo una vera risorsa turistica per il paese.
Non è altrettanto fortunata Pigna, il suo torrente è troppo esiguo per quella pratica, ma i turisti amanti della natura e delle attività all'aria aperta sono comunque in aumento. Se ne stupisce Nadia Ughetto, pignasca doc, proprietaria del B&B Via col Tempo. Si chiede come trovino, dall'Australia, un posto sperduto come il suo paese. E da dove vengano quelle carte del territorio così precise, che a Pigna proprio non si trovano. Gli stranieri, poi, arrivano a piedi, da Baiardo, percorrendo il Sentiero Balcone del Mediterraneo, entusiasti del paesaggio collinare e montuoso se vengono dall'Olanda, dagli storici uliveti se la provenienza è anglosassone. Tutti gradiscono la saporita sardenaria, la focaccia condita con sugo di pomodoro che qui, precisa Nadia, si chiama "vuiun", tanto per differenziarsi dalla costa.
Ma non ci sono solo gli stranieri ricchi del nord del mondo, che godono dei paesaggi mediterranei e della buona cucina e ospitalità. Non ci sono solo le comunità di residenti che hanno acquistato le case del centro storico e le affittano ai loro connazionali (molto probabilmente senza alcuna autorizzazione sanitaria e senza essere registrate come strutture ricettive, e senza quindi pagare tasse sui profitti che ne ricavano). Non ci sono, dunque, solo i canadesi, danesi e svedesi, con cui, comunque i pignaschi hanno ottimi rapporti.
A Pigna c'è anche Aziz, che viene dal Senegal, fa l'ambulante di mestiere, e mantiene famiglia, non sappiamo quanto numerosa, nel suo paese natale. Ed è "regolare", tanto che quando ha preso la residenza, non conoscendo la sua data di nascita, in comune gli hanno d'ufficio assegnato, come giorno natale, il 29 settembre, festa patronale di Pigna. Aziz ringrazia e ogni anno, in collaborazione con la pro loco, organizza un cous cous per turisti e residenti, e si arriva anche a 6 - 700 coperti.