Il cammino volge alla fine, mentre continua a favorirci il bel tempo. La giornata di cammino sarà breve, perché non abbiamo che da percorrere la val Germanasca fino a Massello, una manciata di frazioni sparse in una valle che, rispetto a Ghigo, ha fatto scelte molto diverse sullo sviluppo del suo territorio. La salita oggi è breve; il colle di Serrevecchio è una sella boscosa che supera di poco i 1700 metri. Abbiamo il tempo di osservare dall'alto le borgate della valle: Villa di Prali è un gruppo di case dai bei tetti di pietra, con ben due cimiteri, uno cattolico, l'altro valdese. E così è in quasi tutti i paesi di questa valle. Anche Salza di Pinerolo è formato da borgate minuscole, quasi invisibili nell'abetina che le circonda. Sostiamo all'agriturismo La Miando, dove assistiamo alla preparazione del pane. Alla Miando il pane si fa ogni tre o quattro giorni, nel forno a legna. Ci vuole molto lavoro, ma il risultato non ha paragoni con il pane industriale. Gli ospiti dell'agriturismo sono gruppi di ragazzini che vengono dalla città. I loro animatori servono la merenda: pane e marmellata, pane cotto nel forno a legna e marmellata fatta con la frutta dell'orto. Si mangia al tavolo fuori, mentre le donne di casa rincalzano le patate nell'orto e tolgono le erbacce.
Lasciamo la fattoria didattica con alcuni filoni di pane ancora caldo. A Massello ammiriamo l'integrità dell'ambiente boscoso e incontaminato. La montagna sala ripida, non è un caso che in questa valle si arroccarono i valdesi nei mesi della loro resistenza alle truppe di Catinat e del duca di Savoia.
La sera rimane ancora un po' di energia per le danze. In una sala delle feste che ricorda molto quelle francesi, si fa musica dal vivo e si ballano danze occitane. Tutti partecipano e l'atmosfera è familiare e informale. Anche chi non sa muovere un passo è coinvolto in balli difficili e in cui porterà scompiglio. Ma l'importante è stare insieme e divertirsi.