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Eventi, manifestazioni culturali

La lingua guaranì – estratto dalla rivista Òc

La lenga guaraní – extrach da la revista Òc

La versione originale delle poesie in lingua guaraní è disponibile all’interno del numero di giugno 2021 della rivista Òc.

italiano

Scorcio storico

Al giorno d’oggi il guaranì è parlato da quattro milioni di persone, sparse soprattutto in Paraguay, ma anche in Argentina, Bolivia e Brasile.

Secondo Harège, per evocare il guaranì pre-ispanico “si può parlare di una civilizzazione della parola” basata su una cosmologia protettrice del “linguaggio orale (considerato) come creazione divina”.

Sin dagli albori della conquista europea, lo statuto del guaranì fu legato all’evoluzione della colonizzazione. Posti di fronte ad una popolazione meticcia, i francescani compresero presto il valore missionario di quella lingua. Dopo la creazione nel 1605 della Provincia Jesuítica del Paraguay nacquero a Madrid il Tesoro, l’Arte y vocabulario e il Catecismo de la lenga guaraní, di Ruíz de Montoya.

In seguito alla sua indipendenza (1811), la volontà di castiglianizzare il Paraguay rafforzò la dicotomia fra lingua ufficiale, minoritaria, e lingua maggioritaria dominata. Paradossalmente, fu attraverso le guerre che insanguinarono il luogo che il guaranì divenne lingua di resistenza nazionale. La popolazione del paese era passata da 1 300 000 abitanti a 200 000... ma il guaranì era sopravvissuto alla scomparsa!

Nel 1992, la costituzione del Paraguay ha consacrato la co-ufficialità dello spagnolo e del guaranì, stipulando l’obbligo del bilinguismo.

Elías Caurey

Elías Caurey è un socioliogo e antropologo guaraní. Ha creato il corso di esperti in “strategie di rivitalizzazione linguistica” all’Università di Mondragon (Bascoat).

È autore di diverse pubblicazioni sulla tematica indigena, soprattutto guaranì. Nel 2018 ha ottenuto il Premio Plurinazionale Eduardo Abaroa per la sua raccolta “Yayandu ñeere”. Ha rappresentato di fronte al Comitato Direttivo dell’UNESCO i Popoli Indigeni d’America Latina e del Caribe nell’ambito dell’organizzazione dell’Anno Internazionale delle Lingue Indigene del 2019.

Mezzogiorno

Il cielo è terso.

Le nubi nascoste.

Il vento ha smesso di soffiare, si è chetato.

Il sole si ferma, resta picco! È mezzogiorno.

Le lucertole, in gran fretta corrono ad appartarsi.

Le giovani madri sgridano i bambini perché tornino a casa.

I cani fra le lacrime scrutano i rilievi.

Le foglie degli alberi fingono di essere appassite, è mezzogiorno.

Le ombre sono senza ombra.

Gli spiriti delle cose escono per camminare.

Che non passeggino, i bambini, per quella distesa di tempo,

dicono gli anziani, che la sua anima non resti arenata nell’altro tempo.

I tempi trascorrono nel riposo! È mezzogiorno!

Fiore di selva

Sprofondo nello spessore del mondo.

Cammino adornato da un suo riso.

Le sue soffici mani mi accarezzano le guance,

le mie fossette gli rendono grazia.

Nel profumo del nettare del suo fiore la mia anima si guarisce.

È il mio “fiore di selva”.

Al soffio del vento danza, come una farfalla screziata.

Si tace la mia voce, per lasciare la parola al cuore.

E il mio cuore ammira incantato quella beltà senza pari.

In sé adagia lo strame del mio “fiore di selva”.

La versione originale delle poesie in lingua guaraní è disponibile all’interno del numero di giugno 2021 della rivista Òc.

La lingua guaranì è stata premiata nel 2019 nell’11 edizione del “Premio Ostana – scritture in lingua madre” nella sezione Premio Cinema, conferito al regista paraguaiano Marcelo Martinessi.

occitan

Abracat istorique

A l’ora d’ara lo guaraní es parlat per unes quatre milions de personas, escampilhadas mai que mai en Paraguay, mès tanben en Argentina, Bolivia e Brasil.

Segon Hagège, per evocar lo guaraní pre-ispanique «se pòt parlar d’una civilizacion de la paraula» apiejada sus una cosmologia aparaira del «lengatge oral (considerat) coma creacion divenca».

Tre la debuta de la conquista europenca, l’estatut del guraní siasquèt ligat a l’evolucion de la colonizacion. Acarats a una populacion mestissada, los Franciscans comprenguèron lèu la valor missionària d’aquela lenga. Après la creacion en 1605 de la Provincia Jesuítica del Paraguay espeliguèron a Madrid lo Tesoro, l’Arte y vocabulario e lo Catecismo de la lenga guaraní, de Ruíz de Montoya.

A la seguida de son indipendéncia (1811), la volontat de castelhanizar lo Paraguay renfortiguèt la dicotomia entre lenga oficiala, minoritària, e lenga majoritària dominada. Paradoxalament, ’quò’s a travèrs las guèrras que sagnèron l’encontrada que lo guaraní venguèt lenga de resisténcia nacionala. La populacion del païs èra passada de 1300000 abitants a 200000... mès lo guaraní, del, aviá sobreviscut a l’escantiment!

En 1992, la constitucion del Paraguay consacrèt la co-oficialitat de l’espanhòl e del guaraní, en estipular l’obligacion del bilinguïsme.

Elías Caurey

Elías Caurey es un sociològue e antropològue guaraní. A impulsat lo cursus d’expèrts en «estrategias de revitalizacion linguïstica» a l’Universitat de Mondragón (Bascoat).

Es autor de mantuna publicacion sus la tematica indigèna, mai que mai guaraní. Obtenguèt en 2018 lo Prèmi Plurinacional Eduardo Abaroa pel seu recuèlh “Yayandu ňeere”. Representèt davant lo Comitat Directiu de l’UNESCO los Pòples Indigèns d’America Latina e del Caribe pr’amor d’endreiçar l’Annada Internacionala de las Lengas Indigènas de 2019 (IYIL-2019).

Miègjorn

Lo cèl es descapelat.

Los crums son esconduts.

Lo vent a quitat de bufar, s’es amaisat.

Lo solelh s’estanca! Damòra pincat, es miègjorn!

Los lusèrps, als quatre galaups còrron per s’entutar.

Las mametas cridan los felens que s’entòrnen a l’ostal.

Los cans demièg las lagremas espian las sèrras.

Las fuèlhas dels arbres fan mina d’estar passidas, es miègjorn!

Las ombras son sens ombra.

Los esperits de las causas sòrton per caminar.

Que non se passegen, los mainats, per aquel espandi-temps,

Dison los ainats, que son l’arma damòre pas encalada dins l’autre temps.

Los temps se passan lo relais! Es miègjorn!

Flor de selva

M’entrauqui dins l’espés del monde.

Camini flocat d’un risolet eu.

Sas mans moflas me calinhan las gautas,

Los meus clotets li rendon gràcia.

Dins la nolença del nectar de sa flor mon arma se garís.

Es ma “Flor de selva”.

Al compàs del vent dança, coma un parpalhòl mirgalhat.

Se calha ma votz, per daissar la paraula al còr.

E mon còr remira pivelat aquela belesa sens-parièra.

Al dintre d’el meteis gaubeja un jaç que siasque lo de ma “Flor de selva”.

La version originala d’las poesias en lenga guaraní es disponibla ental numre de junh 2021 de la revista Òc.

La lenga guaraní es istaa premiaa ental 2019 dins l’11 edicion dal “Prèmi Ostana – escrituras en lenga maire” dins la seccion Prèmi Cínema, donat al regista paraguaian Marcelo Martinessi.




Eventi, manifestazioni culturali

La lingua guaranì – estratto dalla rivista Òc

La lenga guaraní – extrach da la revista Òc

La versione originale delle poesie in lingua guaraní è disponibile all’interno del numero di giugno 2021 della rivista Òc.

italiano

Scorcio storico

Al giorno d’oggi il guaranì è parlato da quattro milioni di persone, sparse soprattutto in Paraguay, ma anche in Argentina, Bolivia e Brasile.

Secondo Harège, per evocare il guaranì pre-ispanico “si può parlare di una civilizzazione della parola” basata su una cosmologia protettrice del “linguaggio orale (considerato) come creazione divina”.

Sin dagli albori della conquista europea, lo statuto del guaranì fu legato all’evoluzione della colonizzazione. Posti di fronte ad una popolazione meticcia, i francescani compresero presto il valore missionario di quella lingua. Dopo la creazione nel 1605 della Provincia Jesuítica del Paraguay nacquero a Madrid il Tesoro, l’Arte y vocabulario e il Catecismo de la lenga guaraní, di Ruíz de Montoya.

In seguito alla sua indipendenza (1811), la volontà di castiglianizzare il Paraguay rafforzò la dicotomia fra lingua ufficiale, minoritaria, e lingua maggioritaria dominata. Paradossalmente, fu attraverso le guerre che insanguinarono il luogo che il guaranì divenne lingua di resistenza nazionale. La popolazione del paese era passata da 1 300 000 abitanti a 200 000... ma il guaranì era sopravvissuto alla scomparsa!

Nel 1992, la costituzione del Paraguay ha consacrato la co-ufficialità dello spagnolo e del guaranì, stipulando l’obbligo del bilinguismo.

Elías Caurey

Elías Caurey è un socioliogo e antropologo guaraní. Ha creato il corso di esperti in “strategie di rivitalizzazione linguistica” all’Università di Mondragon (Bascoat).

È autore di diverse pubblicazioni sulla tematica indigena, soprattutto guaranì. Nel 2018 ha ottenuto il Premio Plurinazionale Eduardo Abaroa per la sua raccolta “Yayandu ñeere”. Ha rappresentato di fronte al Comitato Direttivo dell’UNESCO i Popoli Indigeni d’America Latina e del Caribe nell’ambito dell’organizzazione dell’Anno Internazionale delle Lingue Indigene del 2019.

Mezzogiorno

Il cielo è terso.

Le nubi nascoste.

Il vento ha smesso di soffiare, si è chetato.

Il sole si ferma, resta picco! È mezzogiorno.

Le lucertole, in gran fretta corrono ad appartarsi.

Le giovani madri sgridano i bambini perché tornino a casa.

I cani fra le lacrime scrutano i rilievi.

Le foglie degli alberi fingono di essere appassite, è mezzogiorno.

Le ombre sono senza ombra.

Gli spiriti delle cose escono per camminare.

Che non passeggino, i bambini, per quella distesa di tempo,

dicono gli anziani, che la sua anima non resti arenata nell’altro tempo.

I tempi trascorrono nel riposo! È mezzogiorno!

Fiore di selva

Sprofondo nello spessore del mondo.

Cammino adornato da un suo riso.

Le sue soffici mani mi accarezzano le guance,

le mie fossette gli rendono grazia.

Nel profumo del nettare del suo fiore la mia anima si guarisce.

È il mio “fiore di selva”.

Al soffio del vento danza, come una farfalla screziata.

Si tace la mia voce, per lasciare la parola al cuore.

E il mio cuore ammira incantato quella beltà senza pari.

In sé adagia lo strame del mio “fiore di selva”.

La versione originale delle poesie in lingua guaraní è disponibile all’interno del numero di giugno 2021 della rivista Òc.

La lingua guaranì è stata premiata nel 2019 nell’11 edizione del “Premio Ostana – scritture in lingua madre” nella sezione Premio Cinema, conferito al regista paraguaiano Marcelo Martinessi.

occitan

Abracat istorique

A l’ora d’ara lo guaraní es parlat per unes quatre milions de personas, escampilhadas mai que mai en Paraguay, mès tanben en Argentina, Bolivia e Brasil.

Segon Hagège, per evocar lo guaraní pre-ispanique «se pòt parlar d’una civilizacion de la paraula» apiejada sus una cosmologia aparaira del «lengatge oral (considerat) coma creacion divenca».

Tre la debuta de la conquista europenca, l’estatut del guraní siasquèt ligat a l’evolucion de la colonizacion. Acarats a una populacion mestissada, los Franciscans comprenguèron lèu la valor missionària d’aquela lenga. Après la creacion en 1605 de la Provincia Jesuítica del Paraguay espeliguèron a Madrid lo Tesoro, l’Arte y vocabulario e lo Catecismo de la lenga guaraní, de Ruíz de Montoya.

A la seguida de son indipendéncia (1811), la volontat de castelhanizar lo Paraguay renfortiguèt la dicotomia entre lenga oficiala, minoritària, e lenga majoritària dominada. Paradoxalament, ’quò’s a travèrs las guèrras que sagnèron l’encontrada que lo guaraní venguèt lenga de resisténcia nacionala. La populacion del païs èra passada de 1300000 abitants a 200000... mès lo guaraní, del, aviá sobreviscut a l’escantiment!

En 1992, la constitucion del Paraguay consacrèt la co-oficialitat de l’espanhòl e del guaraní, en estipular l’obligacion del bilinguïsme.

Elías Caurey

Elías Caurey es un sociològue e antropològue guaraní. A impulsat lo cursus d’expèrts en «estrategias de revitalizacion linguïstica» a l’Universitat de Mondragón (Bascoat).

Es autor de mantuna publicacion sus la tematica indigèna, mai que mai guaraní. Obtenguèt en 2018 lo Prèmi Plurinacional Eduardo Abaroa pel seu recuèlh “Yayandu ňeere”. Representèt davant lo Comitat Directiu de l’UNESCO los Pòples Indigèns d’America Latina e del Caribe pr’amor d’endreiçar l’Annada Internacionala de las Lengas Indigènas de 2019 (IYIL-2019).

Miègjorn

Lo cèl es descapelat.

Los crums son esconduts.

Lo vent a quitat de bufar, s’es amaisat.

Lo solelh s’estanca! Damòra pincat, es miègjorn!

Los lusèrps, als quatre galaups còrron per s’entutar.

Las mametas cridan los felens que s’entòrnen a l’ostal.

Los cans demièg las lagremas espian las sèrras.

Las fuèlhas dels arbres fan mina d’estar passidas, es miègjorn!

Las ombras son sens ombra.

Los esperits de las causas sòrton per caminar.

Que non se passegen, los mainats, per aquel espandi-temps,

Dison los ainats, que son l’arma damòre pas encalada dins l’autre temps.

Los temps se passan lo relais! Es miègjorn!

Flor de selva

M’entrauqui dins l’espés del monde.

Camini flocat d’un risolet eu.

Sas mans moflas me calinhan las gautas,

Los meus clotets li rendon gràcia.

Dins la nolença del nectar de sa flor mon arma se garís.

Es ma “Flor de selva”.

Al compàs del vent dança, coma un parpalhòl mirgalhat.

Se calha ma votz, per daissar la paraula al còr.

E mon còr remira pivelat aquela belesa sens-parièra.

Al dintre d’el meteis gaubeja un jaç que siasque lo de ma “Flor de selva”.

La version originala d’las poesias en lenga guaraní es disponibla ental numre de junh 2021 de la revista Òc.

La lenga guaraní es istaa premiaa ental 2019 dins l’11 edicion dal “Prèmi Ostana – escrituras en lenga maire” dins la seccion Prèmi Cínema, donat al regista paraguaian Marcelo Martinessi.