I 12 canti dello spettacolo sono brani rappresentativi delle diverse sfaccettature della realtà linguistica di minoranza in Italia: brani della tradizione e di composizione, storici e contemporanei, brani corali e danze, canti di protesta e di amore.
La scelta di ogni brano si è avvalsa della partecipazione dei rappresentanti delle comunità linguistiche, invitati a proporre le canzoni che meglio potessero rappresentare la propria cultura.
Coscienti di non poter riassumere in una canzone la storia e la tradizioni musicali di un popolo, offriamo un tributo alle lingue minoritarie. Abbiamo cercato di raccontare con i nostri strumenti e la nostra voce l'atmosfera di ciascuna lingua. C'è lo spazio per una farandoulo occitana e una pizzica salentina, mentre un coro omaggia la val di Fassa, una marcia ricorda i Walser e poi il tempo si distende per parlare delle case di legno e lo scricchiolìo del fuoco...

albanese, catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, francoprovenzale, friulana, ladina, occitana, sarda.

 

 


ALBANESE
Comunità di lingua albanese si trovano in Italia dalla prima metà del XV secolo in Abruzzo, Molise, Campagna, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Protette da autonomia amministrativa e religiosa nel regno di Napoli e di Sicilia, le comunità albanesi mantennero attraverso i secoli la loro lingua e cultura, gli usi e costumi tra cui la religione cattolica di rito orientale. Furono proprio i i preti della chiesa di rito greco-bizantino a dare all'albanese dignità di lingua scritta, formando l'intellighenzia arbëreshë. Prima della legge 482 del '99 nessun progetto era orientato alla tutela linguistica sul territorio, pur esistendo cattedre universitarie nelle università di Roma, Bari, Palermo e Calabria. La minoranza è oggi attiva in 45 comuni su 7 regioni del Sud Italia

 

 

CATALANO
In seguito all'insediamento dei catalano-aragonesi sull'isola di Sardegna la città di Alghero ospitò per secoli una popolazione esclusivamente catalana. La dominazione sabauda e in seguito il Regno d'Italia resero più debole la presenza catalana senza però influenzare la lingua e la cultura dei cittadini di Alguer (il posto delle alghe). I catalani di Alghero trovano nuova forza durante il '900 e in particolare con la dichiarazione di autonomia della Catalogna. Lingua e letteratura catalane sono insegnate all'università di Sassari e sono attivi autori in lingua; si valuta che attualmente siano approssimativamente 15mila le persone che usano il catalano a L'Alguer.

 


GERMANICO
Tra le lingue germaniche in Italia troviamo i Ladini dell'attuale Alto Adige (passati, in seguito alla prima guerra mondiali, da territori del Sud Tirolo a territorii italiano sotto la provincia di Trento) e diverse isole linguistiche che possiamo raggruppare in tre parti: Walser (Valle di Gressoney e alcuni comuni delle valli Sesia, Anzasca e Formazza), Cimbri (Luserna nel Trentino orientale, alcuni villaggi nelle province di Verona e Vicenza) e i Mòcheni (in Val Fersina a Est di Trento), il comune di Sappada in veneto e alcune comunità carinziane nel Friuli Venezia Giulia. Sono piccole comunità alloglotte che hanno mantenuto, malgrado l'isolamento, la loro parlata d'origine e per le quali la legge 482/99 ha rappresentato un utile strumento di presa di coscienza e resistenza

 

 

GRECO
Si ritiene che le comunità grecaniche risalgano a periodi anteriori alla conquista romana dell'italia meridionale e della Sicilia. Fino alla fine del Medio Evo una comunità di lingua greca abitava un ampio territorio tra i due mari Adriatico e Tirreno. Oggi rappresenta una popolazione di circa 20 mila grecofoni che si trovano in 9 comuni del Salento (circa 15 mila persone) e 6 comuni in provincia di Reggio Calabria sull'Aspromonte. Un tempo buona parte del Mediterraneo era di lignua greca, mentre oggi è rimasto solo in Grecia e nelle isole linguistiche italiane.



SLOVENO
La comunità di lingua slovena in Italia si trova all'estremo Nort-Est in continuità territoriale con la Repubblica slovena. Complessa e tormentata è stata nel passato la storia di quel popolo slavo per secoli sotto la monarchia asburgiuca e diviso tra amministrazioni diverse. Anche in seguito al risorgimento sloveno, contemporaneo a quello italiano, nel 1846, le sorti delle comunità slovene non migliorarono, fino a subire, poi, una politica di repressione nel periodo fascista. Non molte sono state le azioni di tutela da parte dello stato fino alla legge 482/99, nonostante la vivace attività culturale degli sloveni di Trieste e Gorizia.

 


CROATO
La minoranza croata attualmente è la più piccola comunità alloglotta italiana. La presenza dei croati in Italia si deve all'immigrazione del XV secolo scatenata dall'invasione turca della Croazia. Circa 2000 persone conoscono ancora la lingua d'origine in tre comuni molisani in provincia di Campobasso: Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise. Fu l'unità d'Italia a indebolire la coscienza croata degli altri territori, mentre queste comunità, a causa del loro isolamento hanno conservato il proprio patrimonio linguistico e culturale.

 


FRANCESE
Il francese in Italia rappresenta soprattutto una lingua di cultura per la popolazione valdostana, che è sostanzialmente di lingua madre francoprovenzale, e per la comunità di religione valdese delle valli occitane. I territori dell'arco alpino al confine con l'attuale Francia furono sempre in costante rapporto con la lingua francese; con il susseguirsi delle varie dominazione e per eredità feudale il francese fu lingua amministrativa e giuridica di zone a parlata francoprovenzale e occitana.


FRANCOPROVENZALE
L'area di parlata francoprovenzale si trova a cavallo di tre stati: Francia (Lionese, Forez, delfinato settentrionale, Savoia, Franca Contea meridionale), Svizzera (Romanda), Italia (le valli alpine occidentali che vanno dalla Val Sangone a Sud fino alla Val d'Aosta compresa). Due isole linguistiche si trovano nei comuni pugliesi di Faeto e Celle S.Vito in conseguenza di un'emigrazione di sei secoli fa. La divisione in stati diversi ha segnato la sopravvivenza della lingua causando forti discontinuità tra le diverse realtà territoriali. Negli anni '70 si è verificato una sorta di risveglio francoprovenzale, a partire dal quale lalingua è nota anche come Arpitano, lingua delle Alpi.



FRIULANO
Il ladino-friulano è la lingua della popolazione autoctona del Friuli storico, il territorio compreso tra Livenza, le Alpi Carniche, il Timavo e il mare Adriatico. Circa 700.000 persone circa che, dopo i sardi, rappresentano la più consistente minoranza linguistica in italia. Il friulano è la lingua di quel popolo fin dalla formazione delle lingue neolatine ma molto presto sono in friulano anche documenti giuridici e amministrativi e dal XVI si sviluppano la letteratura popolare e colta in lingua. Oggi è un punto di riferimento l'Università friulana di Udine.

 


LADINO
Il territorio ladino, erede di una regione cosiddetta "Grande Ladinia", che andava dal S.Gottardo a Capodistria, si divide in tre aree: quella occidentale nel cantone svizzero dei Grigioni, quella centrale in alcune valli dolomitiche (Val Gardena, val badia, Val di fassa e Moena, l'Alto Cordevole, il Colle di S. Lucia e la Valle d'Ampezzo) e quella orientale, cioè il Friuli. La divisione territoriale e amministrativa ha contribuito a creare diversi livelli di coscienza linguistica mentre oggi, la legge statale 482/99 rappresenta una possibilità di tutela e sviluppo.

 


OCCITANO
La comunità di lingua occitana in Italia rappresenta l'estremo oriente della grande area di lingua d'oc che si estende in tutto il sud dello stato francese e nord catalano. Sono occitane le vallate alpine dall'Alta Valle Susa a briga Alta in provincia di Torino, di Cuneo e di Imperia. In provincia di Cosenza si trova il comune di Guardia Piemonrtese, occitano per ragioni legate alle vicende storiche delle comunità valdesi. Anche in assenza di un censimento ufficiale, si stima che la popolazione occitana in Italia raggiunga le 150.000 persone. La presa di coscienza dell'identità etnico-linguistica risale agli anni '60 e oggi il livello di consapevolezza è molto alto tra l'interesse dei giovani e la continuità delle tradizioni culturali.

 


SARDO
Il sardo è considerato da molti la più arcaica e più conservativa tra le lingue romanze e già nel Medioevo raggiunse una certa unità, molto prima dell'italiano. La Sardegna subì l'imposizione di più lingue ufficiali straniere: catalano, spagnolo e poi italiano, a causa del suo destino di perenne terra di conquista, ma non perse mai la propria. La scrittura del sardo risale al XI e XII secolo, con una ricca produzione di letteratura popolare e religiosa. La lingua, tutelata da Eleonora di Alborea nel 1395, fu il dominio dei Savia a indebolire l'autonomia sarda e in seguito il fascismo.