Il Cavaliere della Repubblica Angelo Court (1919-2001), commerciante di Cesana Torinese, è amministratore comunale per oltre quarant’anni e ricopre più volte la carica di Sindaco. Appassionato cultore di tradizioni e cultura locali, il Court scrive e pubblica tre racconti nella parlata cesanese, oltre ad alcune poesie rimaste inedite.

Nel racconto Gran Diable, il Court riunisce alcune storie tradizionali come quella del tesoro del Rio Leità della Val Thuras, nota localmente come La boutte ad Merlin ad ploumb e d’argent (La bottiglia di Merlin di piombo e d’argento, anche con la variante d’or e d’argent, d’oro e d’argento) riportata in Thures e la sua valle. La memoria della terra di Renato Sibille e Franca Bernard (2010). Il testo contiene numerosi toponimi della Val Thuras, riscontrabili nel corposo lavoro citato del Sibille e della Bernard. Valle che il Court conosce bene per via della moglie Maddalena Bouvier originaria di Thures, ex Comune censuario soppresso nel 1928 e accorpato al Comune di Cesana Torinese di cui oggi è frazione.

La narrazione, resa in forma organica e costruita intorno al personaggio di Grandiable (Grandiavolo) o Foutrediable (Fottidiavolo), è la trasposizione in forma scritta della tradizione orale del tipico racconto fatto dai nonni ai nipotini durante le veglie invernali.

La grafia utilizzata dal Court è piuttosto semplice, basata su quella francese, con e finale generalmente semimuta (viande, carne), l’uso del grafema q per il suono della c aspra (taqe, tascapane; qan, quando) e del digramma lh per il suono gl dolce italiano (velhe, vecchia). Non è fatta distinzione tra s sorda e sonora (ciasse, caccia; fasie, faceva), non è sempre indicato l’accento grafico sulla vocale terminale su cui cade (troubà, trovato; resulta, risultato; assura, assicurata) e non sempre è indicato l’allungamento vocalico, mediante raddoppio della vocale (dinaa, pranzo; see, cielo; lindaa, uscio), su diverse parole dove sarebbe altrimenti necessario per una corretta lettura (issaia, provare; anqa, ancora). 

Gran Diable

La novella ‘L Roucià ‘d Clari e l’estroumpou du sesanies riprende la tradizione del racconto degli anziani durante le veglie invernali nelle stalle. La grafia imprecisa utilizzata qui dal Court, pur rendendo immediata la lettura, non permette la pronuncia corretta (e spesso neppure approssimativa) a chi non sia patoisant

L Roucià ‘d Clari e l’estroumpou du sesanies

Come in Gran Diable, anche nella novella ‘L Roucià ‘d Clari e l’estroumpou du sesanies sono presenti alcuni toponimi in modo da fornire al lettore l’ubicazione geografica del racconto come pure nel successivo Gran Bouc

Se Gran Diable racconta il mondo fantastico e ingenuo della tradizione montanara di cui il Court è figlio e se ‘L Roucià ‘d Clari narra con ironia le vicende bizzarre delle amministrazioni locali di cui l’autore fa parte per molti anni, Gran Bouc è un racconto ispirato alle vicende legate all’altra grande passione del Court: la caccia. Il Court è cacciatore e conosce bene i luoghi descritti che sono minuziosamente indicati con il relativo toponimo.

Gran Bouc