Maestro di sci e contadino, Riccardo Colturi (1939-) vive a Fenils, Frazione di Cesana Torinese dove collabora con l’Associazione Lë Clouchìe ëd lâ sin Bourjâ359 (Il Campanile delle cinque Borgate), sia nelle varie attività del gruppo e nella cura del museo etnografico, realizzato nell’antico forno della borgata, sia nella ricerca e pubblicazione di importanti lavori quali I mulini cantavano (1994), memorie e aneddoti sulla panificazione, Il latte non esce dalle corna (1997), raccolta di proverbi e modi di dire nella parlata locale, e Toponimi del territorio di Fenils (2004). Colturi scrive alcuni articoli sulle tradizioni locali per le riviste Valados Usitanos e La Valaddo e collabora con il Coumbosuro Centre Prouvençal de Sancto Lucio de Coumboscuro alla realizzazione del Dizionario della Lingua Provenzale.

La grafia adottata dal Colturi è quella dell’Escolo dou Po che ben si adatta alla resa delle particolarità fonetiche della parlata fenigliana e della vena malinconica e nostalgica che pervade i suoi versi. Il segno j indica pertanto il suono della g dolce (jen, gente) e il digramma ch indica il suono corrispondente alla c dolce (chan, campo), mentre l’allungamento vocalico è indicato dal Colturi con l’accento piatto (, fare; , bosco, legno; vaŗoū, valore), mentre il grafema ŗ indica un’articolazione palatale della erre, tipica di Fenils (peiŗa, pietre). La maggior parte del lavoro di Colturi consistente in poesie e in descrizione del ciclo annuale dei lavori agricoli è, ad oggi, inedito. 

Mountanhar

Outen

Chabartoun

Finhōu moun bé pai

Per la poesia Patuà (Patois), Riccardo Colturi riceve la Mensioun d’ounour al Concorso Uno Terro, Uno Lengo, Un Pople 2010 di Sancto Lucio de Coumboscuro, menzione che riceverà anche nell’edizione 2013 con la poesia Louppë. Patuà è prima classificata al Premio Letterario di Poesia Dialettale Giannino Orengo di Dolceacqua (IM) nel 2011.

Patouà

Louppë