Non si può precisare con esattezza la data in cui apparvero gli "escartons" nel briançonnese. E' certo che essi esistevano molto prima della Carta del 1343, essi furono prima chiamati "unioni", "leghe" o "federazioni", e in seguito escartons.
L'etimologia del nome viene dalla principale funzione di queste assemblee, che erano incaricate di ripartire (escartonner) tra tutte le comunità le contribuzioni; la parte di ciascuna era uno "escart".
La comunità del briançonnese, una delle più importanti del Delfinato, raggruppava 51 comuni, divisi in cinque piccoli escartons; di Briançon, di Oulx, di Pragelato o Valchisone, del Queyras, di Casteldelfino o Varaita.
Il piccolo escarton di Briançon: Mont-Genèvre et Val-des-Prés, Monêtier, La Salle, Névache, Puy-St.André, Puy-St.Pierre, St.Chaffrey, St.Martin-De-Queyrières, Cervières, Vallouise, Villard-St.Pancrace.
Ogni comune aveva una sua propria amministrazione; questa eleggeva dei deputati che la rappresentavano in seno al piccolo escarton, il quale si riuniva nel capoluogo.
Ogni anno i piccoli escartons designavano dei deputati che si riunivano due volte all'anno, o di più se necessario, in assemblea di "grande escarton". Ogni comune delegava un numero variabile di deputati secondo l'importanza degli affari trattati e secondo l'interesse del comune stesso all'argomento. Era necessario rimborsare loro le spese di soggiorno e, di conseguenza, limitare le designazioni al minimo indispensabile. In generale l'assemblea della comunità era rappresentata da circa ottanta deputati.
Essi si riunivano a Briançon senza la presenza o l'autorizzazione del "Balì" o del "Castellano", secondo la Carta del 1343. Le sedute erano sempre presiedute dal Primo Console di Briançon.
Il ruolo di questa federazione di comuni.era triplice. Essa aveva dapprima un ruolo che si potrebbe definire politico e che consisteva nella difesa delle libertà ottenute dal popolo ogni volta che il potere centrale cercava di restringerle o limitarle. E i suoi interventi in questo settore furono frequentissimi. Era la federazione che reclamava, presso ogni nuovo Delfino, le lettere di ratifica della Carta del 1343. Essa inviava rappresentanti alle assemblee generali della provincia, o anche presso il Re, quando era necessario o vi erano richieste da formulare. Essa decideva in merito ai doni da farsi a certe personalità (Arcivescovo di Embrun, Intendente del Re, Governato del Delfinato, ecc.) e ripartiva le spese occorrenti tra le comunità.
Essa doveva vegliare sulla sicurezza del Paese, con la leva dei militi e delle guardie di frontiera, e fare scortare il Delfino su sua richiesta.
Il secondo ruolo, economico, degli escartons, era il più importante. Essi ripartivano, nel corso di una riunione che si teneva ai primi di gennaio, le contribuzioni generali tra i diversi comuni. Ma essi curavano anche che questi tributi non divenissero troppo pesanti. E' così che nel 1639, la federazione insorse contro la revisione dei fuochi, decisa dal Re, e ottenne causa vinta. Si oppose ugualmente alla creazione di un granaio a sale a Briançon voluta dal direttore delle tasse, all'acquisto di uffici venduti dal Re ecc...
Questa unione per la difesa delle libertà e degli interessi economici aveva necessariamente per corollario lo spirito di solidarietà. E questo, della cooperazione, è il terzo aspetto
degli escartons: il briançonnese sopportava in comune ciò che capitava all'una o all'altra delle comunità. È così che nel 1641 il Castellano del Queyras aveva ottenuto dal Re che i Consoli non potessero riunire alcuna assemblea nè fissare imposizioni senza la sua preventiva autorizzazione. Questa violazione della Carta sollevò un grande fermento e l'assemblea del Grande escarton del Queyras non solo moralmente ma anche finanziariamente nella sua protesta contro questa decisione che alla fine fu revocata.
Questa mutua assistenza permise al briançonnese di sopravvivere alle gravi imposizioni tributarie dovute al passaggio di truppe in tutto il diciassettesimo secolo, come annota l'assemblea del Grande escarton del 5 dicembre 1671; "Le comunità sono sempre rimaste unite, per la regolazione delle spese comuni, in modo che quella che si trovava a soffrire per dover alloggiare truppe o per altri motivi è sempre stata soccorsa dalle sue vicine".
Parallelamente, quando nel 1689 ci si accorse che le mura di Briançon non potevano assicurare una protezione sufficiente contro un eventuale attacco dei Savoia, le comunità dell'escarton si impegnarono a partecipare per metà ai lavori di rifacimento.
Questa Repubblica degli Escartons, come è stata chiamata, era una forza incontestabile morale e materiale.
Si può dire che é grazie ad essa che la zona di Briançon potè conservare tutte le sue libertà e i suoi privilegi, anche quando il potere, come sotto Luigi XIV, tendeva a centralizzare tutto.
Essa prova la saggezza e l'abilità politica dei briançonnesi che seppero dimenticare qualche piccola rivalità di campanile allorchè l'interesse generale lo imponeva e seppero mantenere per diversi secoli una stretta unione in tutte le loro valli.