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Le Valli della Provincia di Torino

Valle di Susa

Val Dueira

di Roberta Ferraris

Valle di Susa
italiano Si svolge tutto nell’alta valle l’itinerario di visita nella val Susa occitana: nella valle della Dora, terra di confine e di passaggio, passa il confine linguistico tra l’area occitana e quella francoprovenzale. A complicare le cose interviene anche la penetrazione del francese, dovuta all’appartenenza dell’alta valle al Delfinato, per cinque secoli, dal XIV al trattato di Utrecht, nel 1713. L’alta val Susa si frequenta di solito per le sue ben attrezzate stazioni sciistiche. Ma non c’è solo quello: molte le memorie del passato legate alla via Francigena, al passaggio di eserciti, re e condottieri.
Il percorso di visita
Da Susa si segue la SS24, per risalire la valle fino a Chiomonte, primo centro di lingua occitana della valle. Il paese ha antiche origini, anche se l’abitato odierno, su un poggio sul versante orografico destro, fu edificato sull’opposto versante, dove già esisteva un gruppo di baite, a causa di una frana. Il paese è allineato lungo la centrale via Vittorio Emanuele II (l’antico «Chemin Royal»), e conserva alcune belle fontane del XVI secolo. Nel cortile di palazzo Beraud si trova l’oratorio romanico di S. Caterina, già ospitale lungo la via Francigena, fondato nel XII secolo, dove sono stati riportati alla luce e restaurati gli affreschi del XIV secolo. Lungo la via centrale affaccia la parrocchiale dell’Assunta, rifatta nel XV-XVI secolo al posto di una chiesa medievale, con snello campanile quattrocentesco. Il palazzo Levis (XVII sec.) è sede della pinacoteca comunale dedicata al pittore chiomontino Giuseppe Augusto Levis, attivo nella prima metà del XX secolo. Notevole la facciata affrescata con la tecnica a graffito (XVII sec.) di casa Ronsil (XIII sec.). Nel territorio di Chiomonte, con brevi deviazioni, si raggiungono il sito e il museo archeologico di La Maddalena (reperti dal Neolitico all’Età del Ferro), sul versante orografico sinistro, dove si trovano interessanti vigneti a terrazze. Da vedere anche il traforo di Thullie, raggiungibile dalla frazione Ramats: è un canale di irrigazione sotterraneo, lungo circa 500 m, scavato tra il 1526-33 da Colombano Roméan, nativo di Chiomonte.
Oltre Chiomonte la SS24 sale più ripidamente, in vista del forte di Exilles, edificato già a partire dell’antichità su uno sperone roccioso proteso sulla valle. Le odierne massicce strutture della fortezza risalgono alla ristrutturazione della prima metà del XIX secolo. Dal 2000 ospita due aree museali permanenti sulle truppe alpine e sull’architettura militare, due percorsi di visita e spazi espositivi per mostre ed eventi. L’abitato di Exilles si trova a breve distanza: si visita la chiesa romanica di S. Pietro Apostolo, fondata nell’XI secolo, che conserva un pregevole portale gotico e il campanile tardo romanico.
Sulla sponda sinistra della Dora si trova Salbertrand, all’inizio della vasta conca di Oulx. Il 3 settembre 1689 vi fu combattuta la battaglia decisiva tra le truppe francesi e i valdesi, che riuscirono a passare il blocco e passare nella val Chisone, durante il Glorioso Rimpatrio. La parrocchiale di S. Giovanni Battista, in stile tardo gotico (inizio del XVI sec.), fu costruita su un edificio più antico. In facciata, portale scolpito ad arco carenato del 1512, opera di Matteo Rode, e notevole Cavalcata dei vizi del XVI secolo. Nelle vie dell’abitato, belle fontane del XVI e XVIII secolo. A Salbertrand si trova la sede del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, esteso su oltre 2000 ettari, sul versante orografico destro della valle.
Dove la valle si biforca, in un’ampia conca, l’abitato di Oulx si articola nel Borgo Basso e Borgo Alto e in numerose borgate sparse. Fu luogo strategico per i transiti dai due valichi del Moncenisio e del Monginevro già in epoca romana. Ebbe ancora grande importanza nel Medioevo grazie all’istituzione della Prevostura di S. Lorenzo nell’XI secolo. Unica testimonianza rimasta della città medievale è la Torre saracena (XII sec.), merlata. La parrocchiale di S. Maria Assunta , sorta nel XV secolo sul luogo dove sorgeva la medievale prevostura, è stata più volte rifatta.
Proseguendo verso Sud sulla SS24, poco oltre Oulx, si sale verso Jouvenceaux, dove la cappella di S. Antonio Abate reca in facciata affreschi del XV-XVI secolo. Dalla frazione si prosegue verso Sauze d’Oulx, importante stazione per lo sci alpino, nel vasto comprensorio della Via Lattea, che comprende Sauze d’Oulx, Sansicario, Sestriere, Pragelato in val Chisone, Clavière e Montgenèvre in Francia. Erroneamente tradotto come Salice d’Ulzio sotto il fascismo, il toponimo, di antica origine pre-indoeuropea, indica un luogo roccioso.
Continuando sulla statale in fondovalle si sale a Cesana Torinese, paese di antica origine, citato negli itineraria romani come luogo di sosta verso il passo del Monginevro. Conserva un gradevole centro storico raccolto intorno alla centrale via Roma. La chiesa di S. Giovanni Battista, in posizione elevata, conserva tracce dell’edificio romanico del XII secolo. Da Cesana, la SR23 risale la testata della valle: una deviazione porta alla stazione di sport invernali di Sansicario. La regionale prosegue a mezzacosta fino al colle del Sestriere, celebre stazione di sport invernali attiva dagli anni ’30 del XX secolo, quando la famiglia Agnelli promosse la costruzione delle torri e dei primi impianti di risalita. Dal Sestriere si scende nel fondovalle del torrente Ripa con la SP215 fino a Sauze di Cesana, che conserva, nel capoluogo e nella borgata di Brusà des Planes, case antiche (XVI-XIX sec.) e fontane con delfini e gigli di Francia. Si scende ancora per tornare a Cesana Torinese, toccando le borgate Rollières e Bousson, dove la parrocchiale di Nostra Signora della Neve conserva un portale gotico.
Oltre Cesana, la SS24 continua a salire in ambiente montano verso l’ultimo comune, Claviere, prima del confine e il colle del Monginevro frequentato già in epoca romana (Mons Matrona): qui faceva capo la via Domizia, che raggiungeva il Sud della Gallia e la penisola iberica.
Da Oulx la visita alla val Susa segue la SS335, che risale la valle della Dora di Bardonecchia. La valle, percorsa dall’autostrada e dalla ferrovia, dirette alla galleria e al tunnel del Fréjus, sale stretta fino alla gola della Pierre Taillée, quindi si apre nell’ampia conca di Bardonecchia. Il paese ha una consolidata vocazione turistica, legata allo sci invernale, ma conserva qualche casa antica e quattro meridiane nel Borgo Vecchio. La parrocchiale di S. Ippolito è del XIX secolo, costruita su una chiesa più antica di cui rimane il campanile romanico. Un piccolo museo etnografico racconta la vita nella valle prima dell’avvento del turismo. L’ottocentesco forte di Bramafan, costruito su un preesistente castello a difesa del traforo del Fréjus, ospita un allestimento museale sulle architetture militari e sugli eventi bellici della prima metà del XX secolo. Varie escursioni portano alle borgate alte: a Millaures la cappella di Orres conserva affreschi del XVI secolo (Cavalcata dei vizi e altri); da Les Arnaud si sale su mulattiera alla cappella di Notre Dame du Cognet, con affreschi della fine del XV; a Mélezet, borgata da cui provenivano dal XV al XVIII secolo vari artisti (scultori su legno) attivi in val Susa, si visita l’Esposizione di arte religiosa alpina, nell’oratorio di Nostra Signora del Carmine.
La via Francigena
Il facile valico del Monginevro (1850 m) fu il più frequentato dai pellegrini che, dalla Francia, si recavano verso Roma e la Terrasanta. Il più illustre viaggiatore in val Susa fu Filippo Augusto, re di Francia: salì al colle del Monginevro di ritorno dalla terza crociata, nel 1191. In molti dei paesi della valle esistevano ospitali che accoglievano i pellegrini, gestiti da ordini monastici ospitalieri e dalle importanti istituzioni religiose della valle, tra cui la prevostura di S. Lorenzo a Oulx e, nella bassa valle, la potente abbazia della Chiusa di S. Michele. Oggi un percorso pedonale segnato permette di ripercorrere le orme dei pellegrini medievali. Al colle del Monginevro una tabella indica la lunghezza dell’itinerario fino a Roma: 914 chilometri di strade minori, sentieri e carrarecce, pari a circa un mese di cammino.

occitan Tot se passa dins l'auta valada l'itinerari de vísita dins la Val Dueira occitana: dins aquela valada, tèrra de confin e de passatge, passa la bòina linguística entre l'area occitana e a quela francoprovençala. A complicar las causas interven decò la penetracion dal francés, degua a l'apartenença de l'auta valada al Delfinat per cinc sècles, dal sècle XIV al tractat de Utrecht, ental 1713. L'auta Val Dueira se frequenta de costuma per sas estacions d'esquí ben equipaas. Mas lhi a pas masque aquò: tantas las memòrias dal passat liaas a la via Francigena, al passatge d'armadas, reis e condotiers.

Lo percors de vísita

Da Susa se seguís la SS24 per remontar fins a Chaumont, premier centre de lenga occitana de la valada. Lo país a d'originas anticas, mesme se lo vilatge actual, butat sus un puei a l'ubac, foguet bastit sus lo versant opausat, ente lhi avia já de granjas, a causa d'una roïna. Lo país es alinhat al lòng de la centrala via Vittorio Emanuele II (l'ancian Chemin Royal) e garda qualquas bèlas fontanas dal sècle XVI. Dins la cort dal palais Beraud se tròba l'oratòri romànic de Santa Catarina, já ospital al lòng de la via Francigena, fondat ental sècle XII, ente son estats reportats a la lutz e restaurats lhi afrescs dal sècle XIV. Sus la via centrala dona la parroquiala de l'Assompcion, refacha ental sècle XV-XVI al pòst d'una gleisa medievala, embe un linge campanil dal Quatre Cent. Lo palais Levis (sècle XVII) es domicili de la pinacoteca comunala dedicaa al pintre de Chaumont Giuseppe Augusto Levis, actiu, dins la premiera meitat dal sècle XX. Remarcabla la façada afrescaa embe la técnica a grafit (sècle XVII) de casa Ronsil (sècle XIII). Dins lo territòri de Chaumont, embe de cortas deviacions, se rejónhon lo site e lo musèu arqueològic de La Madalèna (repèrts dal Neolític a l'Etat dal Fèrre), a l'adrech, ente se tròbon d'interessantas vinhas a terrassa. Da veire decò lo tunèl de Thullie, qu'én pòl rejónher da la ruaa de Ramats: es un canal d'irrigacion soterran lòng a pauc près 500 mètres, chavat entre lo 1526-33 da Colombano Roméan, natiu de Chaumont.

Passat lo país la SS-24 monta pus drecha, en vista dal fòrt d'Ensilha, bastit já a partir da l'antiquitat sus un esperon rochassut al metz de la valada. Las massissas estructuras de la fortessa d'encuei remonton a la restructuracion de la premiera meitat dal sècle XIX. Despuei l'an 2000 òspita doas àreas musealas permanentas sus las tropas alpinas e sus l'arquitectura militara, dui percors de vísita e d'espacis expositius per de mòstras e d'events. Lo vilatge d'Ensilha se tròba jus aquí estachat: se vísita la gleisa romànica de Sant Peire Apòstol, fondaa al sècle XI, que garda un preciós portal gòtic e lo cloquier tard romànic.

Sus la riba gaucha de la Dueira se tròba Salbeltrand, al començament de l'ampla conca de Ols. Lo 3 de setembre 1689 aquí foguet combatua la batalha decisiva entre las tropas francesas e valdesas, qu'arriberon a passar lo blòc e passar en Val Cluson, durant la Gloriosa Rentrada. La parroquiala de Sant Joan Batista, en estil tard gòtic (començament dal sècle XVI) es estaa bastia sus un edifici mai antic. Sus la façada, un portal escolturat a arc carenat dal 1512, òbra de Matteo Rode, e una remarcabla Calvalcada di Vicis dal sècle XVI. Dins las vias dal vilatge, de jòlias fònts dal XVI e XVIII sècle. A Salbertrand se tròba lo domicili dal Parc Natural dal Grand Bòsc de Salbeltrand, estendut sus passa 2000 ectars, a l'ubac de la valada.

Ente la valada fai una forcha, dins un'ampla conca, lo vilatge de Ols se partís en Bor Bas Borg Aut e e en divèrsas ruaas espanteaas. Es estat un luec estratégic per lo passatge dai dui còls dal Montcenís e dal Montgenèvre já en època romana. A agut encara una granda importança dins l'Atge Mesan gràcias a l'intitucion de la Prevostura de Sant Laurenç ental sècle XI. L'única testimoniança restaa dal vilatge medieval es la Tor Sarrasina (sècle XII), ornaa de merlets. La parroquiala de Santa Maria de l'Assompcion, bastia al sècle XV sus lo luec ente se dreiçava la prevostura, es estaa refacha mai de bòts.

En continuant vèrs sud sus la SS24, pauc après Ols, se monta vèrs Jovenciau, ente la chapèla de Sant Antòni Abat pòrta sus la façada d'afrescs dal XV-XVI sècle. Da la ruaa se contínua vèrs Lo Sause, importanta estacion per l'esquí alpin dins lo vast comprensòri de la Via Lattea que compren Lo Sause, Sant Sicari, Sestrieras, Prajalat en Val Cluson, Clavieras e Montgenèvre en França. Traduch erroneament en italian coma Salice d'Ulzio dessot lo fascisme, lo topònim, d'antica origina pre-indoeuropea, índica un luec rochassut.

En continuant sus l'estatala al fons d'la valada se monta a Cesana, país d'origina antica citat dins lhi itineraris romans coma luec de sosta vèrs lo pas dal Montgenèvre. Garda un jòli centre istòric reculhit d'entorn la centrala via Roma. La gleisa de sant Joan Batista, en posicion elevaa, garda de traças de l'edifici romànic dal sècle XII. Da Cesana, la SR23 remonta la tèsta de la valada: una deviacion mena a l'estacion d'espòrts ivernals de Sant Sicari. La regionala contínua a mesa còsta fins al còl de Sestrieras, cèlebra estacion d'espòrts ivernals activa despuei lhi ans '30, quora la familha Agnelli promoguet la contruccion de las tors e di premiers emplants de remontaa. Da Sestrieras se davala al fons dal valon dal torrent Ripa embe la SP215 fins a Lo Grand Sause, que garda, dins lo cap-luec e a la ruaa de Brusat des Planes, de maisons anticas (XVI-XIX sècle) e de fònts embe de delfins e de liris de França. Se davala encara per tornar a Cesana, en tochant las ruaas de Rollières e Bousson, ente la parroquiala de Nòstra Senhora de la Neu garda un portal gòtic.

Passaa Cesana, la SS24 continua a poar dins un ambient de montanha vèrs la darriera comuna, Las Clavieras, derant dal confin d'estat e lo còl dal Montgenèvre, frequentat já en època romana (Mons Matrona): aicí fasia cap la via Domizia, que rejonhia lo Sud de la Gàllia e la península ibèrica.

Da Ols la vísita a la Val Dueira seguís la SS335 que remonta la valada de la Dueira de Bardonescha. La valada, percorrua dal l'autovia e da la ferrovia, que van vèrs la galeria e lo tunèl dal Frejús, monta estrecha fins a la gola de la Pierre Taillée, puei se duèrb dins l'ampla conca de Bardonescha. Lo país a una sòlida vocacion torística liaa a l'esquí alpin, mas garda qualqua maison antica e quatre solarias dins lo Borg Vielh. La parroquiala de Sant Ippòlit es dal sècle XIX, bastia sus una gleisa mai antica dont resta lo cloquier romànic. Un pichòt musèu etnogràfic còntia la vita dins la valada derant de l'avent dal torisme. Lo fòrt dal Uech Cent de Bramafam, bastit sus un chastèl preexistent a defensa dal tunèl dal frejús, òspita un alestiment museal sus las arquitecturas militaras e sus lhi eveniments de guèrra de la premiera meitat dal sècle XX. Divèrsas excursions menon a las ruaas d'amont: a Mieraura la chapèla de Òros garda d'afrescs dal sècle XVI (Cavalcada di Vicis e d'autres); da Les Arnaud se monta per una mulatiera a la chapèla de Nòstra Dama dal Conhet, embe d'afrèscs de la fin dal sècle XV; a Meleset, ruaa d'ente provenion dal XV al XVIII sècle divèrs artistas (escultors dal bòsc) actiu en Val Dueira, se vísita l'exposicion d'art religiosa alpina, dins l'oratòri de Nòstra Senhora dal Carmine.

La via Francigena
Lo fàcil còl dal Montgenèvre (1850 m) foguet lo mai frequentat dai pelegrins que, da la França, anavon vèrs Roma e la Tèrra Santa. Lo mai illustre viatjaire en Val Dueira foguet Filip Auguste, rei de França; montet al còl dal Montgenèvre de retorn da la tèrça crosada, ental 1191. En ben de país de la valada existion d'ospitals que aculhion lhi pelegrins, gestits da lhi òrdres monàstics ospitaliers e da las importantas institucions religiosas de la valada, entre las qualas la prevostura de Sant Laurenç a Ols e, en bassa valada, la potenta abaïa de la Clusa de Sant Michèl. Encuei un percors pedonal marcat permet de tornar percórrer las peaas di pelegrins medievals. Al còl dal Montgenèvre una tabèla mostra la longessa de l'itinerari fina a Roma: 914 quilomètres de vias pichòtas, viòls e chamins charretiers, equivalent a pauc o pro un mes de chamin.