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Le valli Grana, Maira e la lingua occitana

Valle Maira

Val Maira

di Roberta Ferraris

Valle Maira
italiano Una lunga valle, chiusa da montagne impervie, con strade malagevoli, di difficile accesso: così negli anni ’60 la valle fu ignorata sia dal turismo delle villeggiature estive sia da quello successivo degli sport invernali. La popolazione emigrò, lasciando vuote le borgate appollaiate sui poggi assolati. Negli ultimi vent’anni la val Maira ha vissuto una sua riscossa, con la riscoperta e la valorizzazione del suo patrimonio artistico e delle architetture tradizionali, retaggio di un passato di prosperità e autogoverno, che vide fiorire la valle tra il XIII e il XVI secolo. In tempi recenti, la notorietà della valle ha valicato i confini nazionali, grazie a un percorso pedonale assai apprezzato dai camminatori d’oltralpe, i Percorsi Occitani.
Il percorso di visita
Porta della valle è Dronero (Draonier), raccolto intorno al Ponte del Diavolo (XV secolo), che valica il Maira con tre archi e un passaggio pedonale merlato. Si percorre la caratteristica via IV Novembre, che attraversa il centro storico tra case porticate del XIV e XV secolo; l’ottagonale Loggia del Grano o Foro frumentario, sorta per la contrattazione dei cereali, è del XV secolo. Dronero vanta una tradizione consolidata nella produzione di attrezzi da taglio, e in particolare delle falci.
Dal paese,  si sale a visitare la notevole chiesa di S. Costanzo al Monte, che conserva le absidi romaniche del XII secolo.
Dronero è anche punto di partenza per un’escursione la Riserva naturale dei Ciciu del Villar (comune di Villar S. Costanzo), dove un percorso di visita accessibile a tutti consente di ammirare spettacolari colonne di erosione, formate da una roccia tenera (conglomerato argilloso) e alte fino a 10 metri, sormontate da massi di gneiss larghi anche alcuni metri. Un centro visite spiega il fenomeno geologico.
Poco oltre Dronero vi è il comune di Roccabruna (La Ròcha) con le sue oltre novanta borgate poste sul lato solatio della valle. Da segnalare la pregevole iniziativa comunale di segnalalare la toponomastica degli insediamenti con pannelli bilingue (occitano-italiano) e di aver dedicato le nuove strade della parte bassa del comune di più recente costruzione alla storia dell’Occitania: regioni, trovatori, personaggi storici, ecc.
Proseguendo sulla SP422, si trova, poco oltre Dronero, Cartignano (Cartinhan), dominato dal castello del XIV secolo. Poi si giunge a San Damiano Macra (Sant Damian) che rappresenta il centro più importante della media e alta valle e sede della Comunità Montana. Il suo territorio comunale comprende due valloni laterali: di Pagliero sulla sinistra orografica e di Paglieres sulla destra entrambi ricchi di borgate in buona parte disabitate. In seguito la valle si stringe e, oltrepassata la porta di Lòttulo, arriva al comune di  Macra (L’Arma) dove nella chiesa di S. Pietro è presente un ciclo pittorico recentemente restaurato raffigurante una pregevole danza macabra. Una deviazione verso il versante all’opaco porta al comune di Celle Macra (Cèlas), dove a mezza costa si trovano le ben 18 borgate del comune. In passato gli abitanti del paese erano venditori ambulanti di acciughe, e al loro è dedicato il Museo multimediale degli acciugai nel capoluogo Chiesa. La parrocchiale di S. Giovanni conserva un polittico di Hans Clemer, raffigurante la Madonna in trono col Bambino e Santi (1496). In borgata Chiotto la cappella di S. Sebastiano è del XIV secolo, con affreschi del XV per mano di Giovanni Baleison (martirio di S. Sebastiano, Giudizio universale e pene dell’Inferno).
Sull’asse della valle la SP422 prosegue verso Stroppo (Estròp), le cui 14 borgate sono disseminate dal fondovalle fino a circa 2000 m di quota. Si sale all’aprico verso capoluogo Paschero, per proseguire in direzione di Cucchiales verso la chiesa di S. Pietro (Sant Peire), bell’edificio romanico del XII secolo, con affreschi gotici di anonimo del XV (Natività, Annunciazione e altri soggetti tratti dai Vangeli apocrifi). Continuando questa strada si passa a San Martino, meravigliosa borgata che si affacia in balconata sulla valle, e attraverso il Colle della Cavallina si può scendere a Elva o proseguire verso il Colle di Sampeyre.
L’asse della valle invece passa a Bassura di Stroppo e si stringe ancora in corrispondenza dello sbocco del vallone di Elva, percorso dalla SP 104, con tortuoso e ardito percorso, scavato in più punti direttamente nella roccia. Elva (Elva) merita una visita per la splendida conca in cui sorge, ai piedi del monte Pelvo, e per la parrocchiale di S. Maria Assunta: nell’abside, Crocifissione del pittore fiammingo Hans Clemer, il Maestro d’Elva; sulle pareti, dello stesso autore, ciclo sull’infanzia di Cristo e vita di Maria. In paese è stato allestito, nella pregevole casa medievale della Meridiana, il Museo di Pelassiers, che racconta l’attività itinerante dei raccoglitori di capelli femminili e della lavorazione che ne veniva eseguita prima dell’esportazione e la confezione di parrucche. Uno dei tanti mestieri che le valli occitane seppero inventarsi nel XIX secolo.
Con punto di partenza alla borgata capoluogo (Serre), il percorso escursionistico «A spas per lou viol» descrive un anello di circa 30 km, interamente segnato, toccando le varie borgate nella conca di Elva. Dal capoluogo si può raggiungere il colle della Cavallina dove si incrocia la via che giunge da Stroppo e proseguire per il Colle di Sampeyre e scendere in Valle Varaita.
Continuando la risalita della valle principale sulla SP 422 si giunge a Ponte Màrmora dove sulla destra orografica si diparte un altro vallone laterale che è una delle più belle valli tributarie, ai piedi della Rocca la Méia (m 2831). Ad un certo punto il vallone si divide: a sinistra verso il comune di Màrmora (La Màrmor) dove alla borgata S. Sebastiano, la cappella titolata ai Ss. Sebastiano e Fabiano (XV secolo) è affrescata all’interno da Giovanni Baleison, con scene tratte dai Vangeli apocrifi. Dalla borgata Reinero la carrozzabile sale lungo il vallone di Marmora verso il colle d’Esischie, quindi prosegue come strada militare sterrata verso il colle del Mulo (m 2527) e il passo della Gardetta (m 2437), in ambiente di grandiosi altopiani.
Con la deviazione a destra del vallone,  si imbocca il vallone del Préit dove si trova il comune di Canosio (Chanuèlhas). Si trovano qui altri interessanti esempi di casa alpina, databili intorno al XVI-XVII secolo, con le caratteristiche colonne rotonde, lobbie di legno, portali scolpiti, segno di una considerevole disponibilità di capitale.
Continuando a seguire la provinciale lungo il Maira (SP 422), il paese successivo è Prazzo (Prats), con molte borgate sparse tra l’ampio fondovalle e le pendici del monte Chersogno (m 3026). Degno di nota è il palazzo dell’ex municipio a S. Michele di Prazzo, con affreschi raffiguranti i padri dell’Unità d’Italia. Merita una visita anche Ussolo, che conserva un notevole patrimonio architettonico, tanto da essere stato scelto come set per il film di Giorgio Dritti, Il vento fa il suo giro.
Proseguendo verso la testata della valle si arriva ad Acceglio (Acelh), la cui frazione capoluogo, La Villa, è raccolta in fondovalle. Varie interessanti borgate si visitano nei valloni che fanno capo ad Acceglio: a Chialvetta, nell’appartato vallone Unerzio, si trova il Museo etnografico La Misoun d’en bot, da cui parte un percorso di visita che include il forno della borgata Ghèit, e il mulino di Pratorotondo. Su Chiappera, ultima borgata nel vallone Maurin, chiuso alla testata dall’Aiguille de Chambeyron (m 3411), incombe la parete verticale del gruppo Castello-Rocca Provenzale, con vie classiche e moderne di arrampicata.
"Antipasti" e Percorsi Occitani
Con partenza da Villar S. Costanzo, i Percorsi Occitani sono un circuito escursionistico in 18 tappe, sui due versanti della valle. Tocca borgate e paesi, non presenta difficoltà alpinistiche, ed è interamente segnato con tabelle e tacche gialle, e attrezzato di posti tappa confortevoli, in locande e rifugi che, di norma, propongono un menù occitano. I piatti tipici della valle sono stati così apprezzati da entrare nel titolo (Antipasti und Alte Wege, antipasti e antiche strade) di una popolare guida pubblicata in Svizzera (Rotpunkt Verlag). Oltre ai Percorsi Occitani, la valle conta una fitta rete di sentieri segnati e itinerari alpinistici, estivi e invernali. Per la mountain bike è particolarmente stimolante la strada dei cannoni, una via sterrata che percorre lo spartiacque tra Maira e Varaita, dalla colletta di Rossana (m 617) al colle della Bicocca (m 2285).
occitan Una lònja valada, sarraa da montanhas escalabrosas, embe de vias malaisaas, com aquò enti ans '60 la valada foguet ignoraa sia dal torisme di vilejants que d'aquel successiu de lhi espòrts uvernals. La populacion emigret, laissant vueidas las ruaas quilhaas sus lhi pueis ensolelhats. Enti darriers vint ans la valada s'es já mai reviscolaa, embe la descubèrta e la valorizacion de son patrimòni artístic e de l’arquitectura tradicionala, retatge d'un passat de prosperitat e d'autogovèrn qu'a vist florir la valada entre lo sècle XIII e XVI. Enti darriers temps, la notorietat de la valada a passat lhi confins nacionals gràcias a un percors pedonal ben apreciat dai chaminaires dal delai de las Alps, lhi Percors Occitans.

Lo percors de vísita
Pòrta de la valada es Draonier, reculhit a l'entorn dal Pònt dal Diaul (sècle XV), que passa Maira embe tres arcs e un passatge pedonal merlat. Se percor la característica via IV Novembre, que travèrsa lo centre istòric entre maisons porticaas dal sècle XIV e XV; l'octagonala Lòtja dal Gran, naissua per la contractacion di cereals, es dal sècle XV. Lo país vanta una tradicion consolidaa dins la produccion d'aisinas da talh, en particular di dalhs.
Da la pichòta vila se monta per visitar la preciosa gleisa de S. Costanç que garda d’absides romànicas dal sècle XII.

Draonier es decò lo ponch de partença per un'excursion a la Resèrva naturala di Cicho dal Vilar, (comuna dal Vilar), ente lo percors de vísita, accessible a tuchi, consent d'admirar d'espectacularas colòmnas d'erosion, formaas da una ròcha tenra (un conglomerat arzilós) e autas bèla 10 mètres, surmontaas da de ròcs de gneiss làrgs bèla qualque mètre. Un centre vísitas explica lo fenomen geològic.

Just passat Draonier se tròba la cumuna de La Ròcha embe sas passa novanta ruaas ben esponguas al solelh. Val la pena de dir que l’administracion de la comuna a volgut marcar las ruaas embe lo nom en doas lengas (occitan e italian) e d’aver dediat las vias de la part novèla de la comuna a l’istòria de l’Occitània: las regions, lhi trobadors, lhi personatges istòrics, etc.

En continuant sus la SP422, pauc après de Draonier se tròba Cartinhan, dominat dal chastèl dal sècle XIV. Après la lhi a Sant Damian qu’es lo centre mai gròs de la valada sobre Draonier e ente se tròba l’administracion de la Comunitat de Montanha. Dins son territòri trobem doas combas, una a l’adrech, Palhier, e l’autra a l’ubac, Palheres, embe un baron de ruaas en bòna part vueidas.
La valada se restrenh e, passaa la pòrta de Lòtol, arriba a la comuna de L’Arma ente dins la gleisa de Sant Pèire es present un cicle de pinturas, da gaire temp recuperat, embe una interessanta dança de la mòrt. Vèrs l’ubac na via pòrta a la comuna de Cèlas, ente a mesa còsta se tròbon las ben 18 ruaas de la comuna. Ental passat lhi abitants dal país eron marchands ambulants d'anchoas e a lor es dedicat lo Musèu multimedial de lhi anchoiers a La Gleisa, lo cap-luec. La parroquiala de Sant Joan garda un políctic de Hans Clemer rafigurant la Madòna sus lo tròn abo l'Enfant e lhi Sants (1496). A la ruaa dal Clòt la chapèla de Sant Sebastian es dal sècle XIV, abo de frescs dal XV per man de Giovanni Baleison (martiri de Sant Sebastian, Giudici universal e penas de l'enfèrn).

La SP422 continua vèrs Estròp, embe sas 14 ruaas espanteaas d'en bas fins a pauc près a 2000 mètres d'autessa. Se monta a l’adrech per lo Pasquier (pòst de l’administracion comunala) e sus la via de Chuchales vèrs la gleisa de Sant Pèire, bèl edifici romànic dal sècle XII embe de frescs gòtics d'anònim dal XV (Nativitat, Anonciacion e d'autres subjècts trachs dai Vangèls apòcrifs). Sus aquesta via se passa a Sant Martin, formidabla ruaa que s’esguincha sus tota la valada, e mai chappuei s’arriba al Còl d’la Cavalina ente se pòl calar a Èlva o montar al Còl de Sant Pèire.

Tornant sus la linha de la valada se passa a Bassura e après la valada s'estrenh encara ailai ente chapa amont per la comba d'Èlva, percorrua da la SP104 per una via torzua e azardosa, chavaa en mai d’un ponch directament dedins la ròcha. Èlva mèrita una vísita per la formidabla conca ente se tròba, ai pè dal Pèlvo, e per la parroquiala de S. Maria Assompta ente lo pintre flamenc Hans Clemer, dich lo Magistre d'Elva, a fach sus la vòlta de l’àbside la Crucifixion e sus lhi murs lo cicle sus l'enfància dal Crist e la vita de la Madòna. Dins lo país es estat montat, dins la bèla casa de la solària, lo Musèu di Pelassiers, que còntia l'activitat d’aquilhi que viravon a chatar lhi pels d’las fremas e coma après lhi trabalhavon. Un di tanti mestiers que las valadas occitanas an saubut s'inventar ental sècle XIX.
En partent dal Sèrre la lhi a un vir que se sòna “A spas per lo viòl” que fai un vir de na trentena de km per veire las ruaas d’Èlva. Sempre dal Sèrre part la via que vai a la Cavalina ente crosea la via que monta da Estròp e pòl continuar per lo Còl de Sant Peire e calar en Val Varacha.

Sal bas, al lòng de la via principala, s'arriba a Pont Màrmor ente a l’ubac part un di pus bèls valons laterals que pòrta vèrs Ròca la Mèia (2831). A na mira lo valon se devid: a manchina vèrs la comuna de La Màrmor, ente a la ruaa S. Bastian se tròba la chapèla titolaa ai Ss. Bastian e Fabian (sècle XV) afrescaa al dedins da Giovanni Baleison, embe de scènas trachas dai Vangèls apòcrifs. A Lo Renier la via pren amont dins l’aut valon de la Màrmor vèrs lo còl d’Esisquie, puei contínua per una dralha militara esterraa vèrs lo còl dal Mul (2527 m) e lo pas de la Gardeta (2437 m), dins un ambient de planòls grandiós.

Se a la crosièra se vai a drecha se chapa lo valon dal Preit ente se tròba la comuna de Chanuèlhas. Son presents aicí d'autri interessants exèmples de maison alpina datables a l'entorn dal sècle XVI-XVII, embe las características colòmnas reondas, las planchas de bòsc, lhi portals escolpits, senh de la considerabla richessa dal temp.

En continuant per la provinciala al lòng dal Maira, lo país d'après es Pratz, embe un baron de ruaas esparpalhaas da l'ample fons de la valada al Carsuenh (3026 m.). Digne de nòta es lo palais de l'ex municipi a Sant Michèl de Pratz, embe de frescs refigurants lhi paires de l'Unitat d'Itàlia. Mèrita una vísita decò Ussòl, que garda un considerable patrimòni arquitectònic, tant da èsser estat cernut coma set per lo film de Giorgio Diritti “L'aura fai son vir”.

Mai amont én arriba a Acelh, embe lo cap-luec de La Vila abaronat d’un cant e l’autre de Maira e de nombrosas ruaas interessantas espanteaas enti valons laterals: En Charveta, a l’ubac dins lo valon d'Uníerç, se tròba lo Musèu estnogràfic “La Misoun d'en bot”, d'ente part un percors de vísita qu'enclui decò lo forn a la ruaa dal Gueit e lo molin de Prareond. Sus la Clapiera, darriera ruaa de la valada dins lo valon dal Maurin, barrat al som dal l'Agulha de Chambeiron (3411 m), tresplomba la paret verticala dal grop Chastèl- Ròca Provençala, embe de vias clàssicas e modèrnas de rampinhada.

"Antipasti" e Percors Occitani
En partent dal Vilar S. Costanç, lhi Percors Occitans son un circuit excursionístic en 18 tapas, sus lhi dui versants de la valada. Trucha de ruaas e de país, presenta pas de dificultats alpinísticas e es entierament senhalat embe de panèls e de marcas jaunas e equipat de pòsts tapa confortables en de locandas e de refugis que, de costuma, propauson de menú occitans. Lhi plats típics de la valada son estats tant apreciats da intrar dins lo títol (Antipasti und Alte Wege, antipasts e anticas vias) d'una populara guida publicaa en Soïssa (Rotpunkt Verlag). En mai di Percors Occitans, la valada compta una nombrosa ret de viòls marcats e d'itineraris alpinístics estius e uvernals. Per la bici de montanha es mai que mai estimulanta la via di canons, que sus un chamin esterrat percor tot la cresta entre la Val Maira e la Val Varacha da la coleta de Rossana (617 m) al còl de la Bicòca (2285 m).