Non essendo linguisti, filologi o glottologi, e non disponendo di testi di riferimento nella variante della propria parlata, o potendone reperire in quantità marginale, i primi autori altovalsusini sentono la necessità di compilare grammatiche e dizionari per poter poi scrivere nella lingua madre oralmente appresa.

Dopo Duccio Eydallin e Piero Perron, mentre Angelo Masset raccoglie i lemmi della parlata di Rochemolles e Clelia Baccon quelli di Salbertrand, un altro abitante di Sauze d’Oulx, Daniele Gally, si appassiona alla ricerca del lessico che va perdendosi tra le stalle e i fienili del villaggio ormai trasformati in eleganti hotel, bar e negozi.