Nel 1982, Valerio Coletto pubblica, sulla rivista Valados Usitanos, una pagina (la 46) estratta dal conto consolare di Salbertrand del 157724 dove lo storico riporta che, tra le pagine 46 e 52, sono rintracciabili «termini lessicali inequivocabilmente scritti in lingua locale». Nel testo, redatto per il resto in lingua francese, sono riportati i termini femminili terminanti in -o al singolare, come tuttora in uso nella parlata di Chiomonte e Ramats e per alcuni vocaboli in quella di Fenils, mentre in altre località dell’area è evoluto in altre forme sotto l’influsso del francese: -a turbata a Salbertrand, -e muta a Oulx e Bardonecchia. Alcuni esempi sono rilevabili nelle annotazioni che estraiamo dal testo pubblicato dal Coletto:

Laurens Jaymen a vaqué à Exilhes porter uno letro - soulz II
Lorenzo Jayme si è recato a Exilles a portare una lettera - soldi 2

Pierre Faure a vaqué a Oux porter uno garbino à monsur La Cazeto - soulz II
Pietro Faure si è recato a Oulx a portare una gerla al Signor La Cazettes - soldi 3

Plus pour autro vacation à l’escorso de la poudro ung jour - soulz VI
Più, per altro viaggio a scorta della polvere da sparo, un giorno - soldi 4

Il Coletto ipotizza che tale utilizzo della terminale -o possa essere giustificato da un «rifiuto psicologico ad adottare la -e terminale francese, la cui pronuncia poteva dare il senso del plurale femminile»; infatti, a Chiomonte, dove è in uso la terminale -o per il femminile singolare, il plurale ha esito in -e, mentre, salvo eccezioni, a Salbertrand, Oulx e Bardonecchia ha avuto esito in -a.