Chambra d'Òc    Manifestazioni Eventi e Novità

invia mail   print document in pdf format

Manifestazioni Eventi e Novità

Il tempo della danza: storia e memoria a tempo di musica

Lo temp de la dança: estòria e memòria a temp de música

Sabato 5 ottobre 2019 a Oulx presentazione del cd del gruppo Triolet

italiano

Lu Tëmp dë la danso” è il titolo del disco ed il frutto della ricerca e della creatività musicale del gruppo Triolet, proveniente dalla Val Chisone, formato da tre elementi: Corrado Aimar, flauti, voce, percussioni; Riccardo Aimar, organetto, voce; Enrico Pascal, violino, voce.

Vale la pena riportare per intero l’esplicativa ed interessante presentazione che il gruppo fa di se stesso e della sua storia nel libretto allegato a questo disco: “Da molto tempo progettavamo di “fare” un un cd, almeno 15 anni, durante i quali sono successe molte cose, sia all’interno del gruppo sia nella vita privata di ciascuno di noi. Ricapitoliamo: il gruppo Triolet nasce nel 1997 su iniziativa di Mauro Durando. Il nome de gruppo fa riferimento a un vocabolo francese che significa “terzina” (figura musicale), oltre ad indicare – in maniera popolare – una varietà di trifoglio diffuso nell’area alpina. La formazione iniziale, con Mauro al violino e i fratelli Corrado e Riccado Aimar, l’uno ai flauti e l’altro all’organetto, lavora alcuni anni mettendo a punto un repertorio di danze tradizionali dell’area occitana e di canti delle valli Chisone e Germanasca tratti in gran parte dal magnifico lavoro di ricerca svolto negli anni ’80 dall’associazione La Cantarana, della quale Mauro è stato fondatore. La caratteristica distintiva del gruppo diventa subito l’utilizzo del canto per accompagnare la danza. In seguito al ritiro di Mauro, Triolet lavora in duo per alcuni anni con alterne vicende fino ad arrivare alla formazione attuale con Enrico Pascal al violino. Perché un cd? Innanzitutto per lasciare una traccia del nostro passaggio – quasi in punta di piedi - nel panorama vastissimo della musica tradizionale delle nostre valli. Ma anche per dare un po’ di luce al patrimonio coreutico ricco ma non così diffuso delle valli Chisone e Germanasca. Forse anche un poco per vanità, visto che abbiamo voluto inserire alcune melodie di nostra composizione... con la speranza di dare un contributo al repertorio tradizionale. Dal titolo già si intuisce che il cd è praticamente tutto da ballare, abbiamo scelto dal nostro repertorio le cose che ci piacciono di più e che, forse, ci rappresenano maggiormente.”

Tutti brani ballabili, dunque, fra i quali naturalmente delle courente, la danza più comune nelle valli occitane (alcune più conosciute, come La vacho malho, la courento dal cucù o Jan la Rivello, altre meno, come la “Courento di Lazèrn” ), o la Guihouno, danza tradizionale dell’alta Valle Varaita riproposta in sequenza di due melodie. Raccolte rispettivamente a Casteldelfino e Pontechianale, entrambe ben documentate nella pubblicazione del 1985 dell’associazione Soulestrelh “Musiques Ousitanes”; ma anche altre danze comuni al repertorio del ballo popolare, come lo scottish “Margherita”, composto da Mauro Durando, la mazurca “Pioggia d’estate” e il valzer “La tierce”, scritti dall’organettista Riccardo Aimar, o le stesse Courente e balet dal Mouti’”, borgata dall’indritto di Villar Pellice, dove abita il violinista Enrico Pascal, originario del luogo.

Un altro elemento è il canto, come “Marion, l’ane et le meunier”, canto tradizionale della Francia centrale interpretato a cadenza di rondeau con una melodia finale scritta da Riccardo Aimar; o il “Valzer de la La Tour”, valzer a 5 tempi, danza nata nell’ambiente folk francese e ormai diffusasi in tutta Europa, inventat alcuni anni fa durante una serata a Torre Pellice su richiesta di Duccio Gay, che il gruppo ricorda come amico e figura chiave per la diffusione della danza tradizionale nel Pinerolese. O ancora i canti “La bello vigno”, canto dedicato al vino con moltisime versioni in molti dialetti, delle quali è stata scelta la versione raccolta a Prali da Aldo Richard e pubblicata nel 1982 da La Cantarana, e “Le moine confesseur”, che ci riporta al XVIII secolo e la cui storia, riportata nel libretto, è la seguente: “Era il 1764 quando il Tribunale della Val San Martino (oggi Val Germanasca) con sede a Perrero processava Gio’ Peirotto e Giacomo Ghigo detto “Merenda” per aver cantato questa canzone durante una veglia nella stalla del chirurgo della valle sita a Chiotti. Siamo nel clima teso della “difficile convivenza” tra cattolici e valdesi e questo processo sembra un tentativo di stroncare la diffusione di canti satirici contro il clero cattolico. Con nostro grande sollievo risulta dagli atti del processo che i soldati mandati ad arrestare il “Merenda” e il suo amico Gio’ sono tornati a Pinerolo a mani vuote: i nostri eroi avevano evidentemente già passato il confine... Il canto è stato raccolto a Pomaretto da Mauro Durando cantato da Emanuel Bertalot, classe 1909, di Prali, minatore. Non sappiamo se questo canto sia mai stato utilizzato per la danza, ma la cadenza ci sembrava perfetta e noi lo proponiamo come bourrée a due tempi”.

Ma, oltre alla danza, la viva protagonista di questo disco è la storia della sua gente, come si può leggere nella breve introduzione al brano “Depuis Paris jusqu’ a Valence”: “Canto della tradizione francese che racconta l’usanza dei “compagnons” di affinare il mestiere attraverso un periodo di praticantato itinerante in tutto il paese. Il mestiere in questione era lo spaccapietre, molto diffuso anche dalle nostre parti. La melodia, bourrée a tre tempi, è tradizionale e viene utilizzata con altri testi”.

Un disco in cui traspare appassionato, nonché importante e lungimirante, lavoro di ricerca etnomusicologica portato avanti negli anni 80’ dall’associazione La Cantarana (la musicassetta “La bello a la fénetro”è del 1983), che, registrando i vecchi suonatori di semitoun, trascrivendo, imparando e ripropondendo i brani e i canti facenti parte della memoria storica di quei luoghi, ha contribuito in modo sostanziale a mantenere vivo il repertorio musicale e coreutico del suo territorio fino ad oggi. Un contributo che di certo con questo lavoro discografico è stato dato anche dal gruppo Triolet, che potrete apprezzare in concerto a Oulx sabato 5 ottobre 2019 (Auditorium – IISS Des Ambrois, 21h00) nell’ambito dell’8 ª Giornata delle minoranze linguistiche storiche occitana, francoprovenzale, francese.

Tutti gli arrangiamenti presenti nel disco sono stati effettuati dal gruppo Triolet.

Per informazioni consultare la pagina pagina facebook: Triolet Trio.

occitan

Lu tëmp dë la danso” es lo títol dal disc e lo fruch de la recèrcha e de la creativitat musicala dal grop Triolet, provenent da la Val Cluson, format da tres elements: Corrado Aimar, flaütas, vòutz, percussions; Riccardo Aimar, semiton, vòutz; Enrico Pascal, violon, vòutz.

Val la pena reportar per entier l’explicativa e interessanta presentacion que lo grop fai de se mesme e de son estòria ental libret annèx an aqueste disc: “ Despuei lòngtemp projectàvem de “far” un cd, almenc 15 ans, durant lhi quals se son passaas un baron de causas, tant dins lo grop coma dins la vita privaa de chascun de nos. Recapitolem. Lo grop Triolet nais ental 1997 sus iniciativa de Mauro Durando. Lo nom dal grop se referís a un mot francés que sinhífica “tercina” (figura musicala), en mai qu’indicar – d’una maniera populara – una varietat de trefuelh difondut dins l’àrea alpina. La formacion iniciala, abo Mauro al violon e lhi fraires Corado e Riccardo Aimar, un a las flaütas e l’autre al seminton, trabalha qualqui ans en butant a ponch un repertòri de danças tradicionalas de l’àrea occitana e de chants d’las valadas Cluson e Sant Martin tirats lo mai dal manhífic trabalh de rechèrcha complit enti ans 80’ da l’associacion La Cantarana, dont Mauro es istat fondator. Sa característica distintiva dal grop deven súbit l’emplec dal chant per acompanhar la dança. Après l’abandon de Mauro, Triolet trabalha en duo per qualqui ans abo de vicissitudas altèrnas fins a arribar a la formacion actuala abo Enrico Pascal al violon. Perqué un cd? Derant tot per laissar una traça de nòstre passatge – esquasi en poncha de pè – ental mai que vast panorama de la música tradicionala de nòstras valadas. Mas decò per donar un pauc de lutz al patrimòni corèutic ric mas pas talament difondut d’las las valadas Cluson e Sant martin. Benlèu decò un pauc per vanitat, vist que avem volgut inserir qualquas melodias de nòstra composicion... abo l’esperança de donar un apòrt al repertòri tradicional. Dal títol já s’intuís que lo cd es tot da dançar, avem cernut da nòstre repertòri las causas que nos agradon e benlèu nos representon de mai.”

Tuchi de tòcs da dançar, donca, entre lhi quals naturalament de correntas , la dança più comuna dins las valadas occitanas (d’unas mai conoissuas, coma La vacho malho, la courento dal cucù o Jan la Rivello, d’autrs menc, com la “Courento di Lazèrn” ), o la Guihouno, dança tradicionals de l’auta Val Varacha repropausaa en sequença de doas melodias. Reculhias respectivament a Chasteldelfin e a Pont e La Chanal, totas doas ben documentaas dins la publicacion dal 1985 de l’associacion Soulestrelh “Musiques Ousitanes”; mas decò d’autras danças comunas al repertòri dal bal populas, coma lo scottish “Margherita”, compausat da Mauro Durando, la masurca “Pioggia d’estate” e la valsa “La tierce”, escrichs dal sonaire de semiton Riccardo Aimar, o las mesmas Courente e balet dal Mouti’”, ruaa a l’adrech dal Vilar, en Val Pélitz, ente ista lo violonaire Enrico Pascal, originari dal pòst.

Un autre element es lo chant, coma “Marion, l’ane et le meunier”, chant tradicional de la França centrala interpretat abo la cadença dal rondeu abo una melodia finala escricha da Riccardo Aimar; o lo “Valzer de la La Tour”, valsa a 5 temps, danza naissua dis l’ambient folk francés e d’aüra enlai se difondua en tota Europa, inventat qualqui ans fa durant una serada a La Tor sus demanda de Duccio Gay, que lo grop recòrda coma amís e figura clau per la difusion de la dança tradicionala ental Pinerolés; O encara lhi chants “La bello vigno”, chant dedicat al vin abo un baron de versions dins un baron de dialècts, d’las qualas es istaa chausia la version reculhia a Prali da Aldo Richard e publicaa ental 1982 da La Cantarana, e “Le moine confesseur”, que nos repòrta al sècle XVIII, dont l’estòria, reportaa ental libret es la seguenta: “Era lo1764 quora lo Tribunal de la Val Sant Martin (encuei Val Germanasca) abo sa demora a Perrier, processava Gio’ Peirotto e Giacomo Ghigo dich “Merenda” per aver chantat aquesta chançon durant una velhaa dins l’estable dal quirurgian de la valada dins la ruaa de Lhi Clòts. Siem ental clima tendut de la “difícila convivenza” entre catòlics e valdés e aqueste procés semelha un temptatiu d’estroncar la difusion di chants satírics còtra lo clerjat catòlic. Abo nòstes nòstreun grand solatjament resulta da lhi acst dal procés que lhi soldats mandats a arrestar lo “Merenda” e son amís Gio’ son tornat a Pineròl a mans vueidas: nòstri eròis evidentement avion já passat la frontiera. Lo chant es istat reculhit a Pomaret da Mauro Durando chantat da Emanuel Bertalot, classa 1909, de Praals, minaor. Saubem pas se aqueste chant si mai istat adobrat per la dança, mas la cadença nos semelhava perfècta e nosautri lo propausem coma borrea a dui temps”.

Mas, en mai de la dança, la viva protagonista d’aqueste disc es l’estòria de sa gent, coma se pòl léser dins la brèva introduccion al tòc “Depuis Paris jusqu’ a Valence”: “Chant de la tradicion francesa que còntia l’usança di “compagnons” d’afinare lo mestier a travèrs un periòde de praticantat itinerant dins tot lo país. Lo mestier ien question era lo picapeiras, ben difondut decò en cò nòstre. La melodia, una borrea a tre temps, es tradicionala e ven adobraa abo d’autri tèxts”.

Un disc ente tranpareis l’apassionat, en mai que important e lungimirant, trabalh de rechèrcha estomusicològica menat enti ans 80’ da l’associacion La Cantarana (la caisseta “La bello a la fénetro es dal 1983), en registrant lhi vielhs sonadors de semitoun, en trascrivent, en aprenent e en repropausant lhi tòcs e las chançons e lhi chants fasents part de la memòria estòrica d’aquilhi luecs, a contribuït en maniera substanciala sostanziale a gardar viu lo repertòri musical e corèutic de son territòri fins a encuei. Un contribut que certament abo aqueste trabalh discogràfic es istat donat decò dal grop Triolet, que polerètz apreciar en concèrt a Ols Sande 5 d’otobre (Auditorium – IISS Des Ambrois, 21h0) dins la 8 ª Jornada d’las minoranças linguísticas estòricas occitana, francoprovençala, francesa.

Tuchi lhi arranjaments son istats efectuats dal grop Triolet.

Per mai d’informacions consultar la pàgina facebook: Triolet Trio.