Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2021

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Nòvas n.212 Setembre 2021

Sostegno ai produttori di lavanda e lavandino di Valensole e dintorni

Sosten ai productors de lavanda e lavandin de Valensòla e lhi alentorns

di Ines Cavalcanti

italiano

Anche noi delle valli occitane siamo stati allevati con i racconti di emigrazione in Francia. Tra questi racconti spiccava l’argomento “raccolta della lavanda e del lavandino nella piana di Valesole in Provenza”. Le donne soprattutto partivano dalle valli Gesso, Stura, Maira, Grana per guadagnarsi stagionalmente da vivere partecipando alla raccolta. Quando siamo cresciuti abbiamo imparato a conoscere o nei nostri viaggi o nelle immagini proposte i campi di lavanda. Immagini bellissime, come quella che vi proponiamo a lato di questo articolo. Ora veniamo a conoscere che anche i campi di lavanda sono nel mirino dei funzionari dell’Unione Europe e che la Provenza è in allarme, i produttori sono preoccupati e il Presidente della Regione è obbligato ad intervenire. È triste pensare all’ignoranza che troppo spesso domina le menti dei cosidetti “specialisti”, ai quali , a sentire i politici, sempre di più dovremmo affidare il nostro futuro. Si parla per ore di ecologia, di conservazione del paesaggio, di biodiversità e sempre di più siamo dominati da menti ecologicamente guaste. Bisognerebbe istituire dei corsi sull’ecologia della mente, di cosa significhi avere una mente ecologica. Ma ecco il racconto dei fatti: nell’ambito del suo “Patto Verde” l’Unione Europea prevede di rinforzare la regolamentazione relativa alla classificazione e all’etichettatura dei prodotti tossici. Dal 2025 gli oli essenziali come quello della lavanda potrebbero essere catalogati nella categoria delle sostanze chimiche. Delle molecole naturalemente presenti nelle piante, in effetti, potrebbero provocare delle allergie, o e dei perturbatori endocrini. I produttori sono allarmati dalle ripercussioni che potrebbero verificarsi. Eletti della Regione e rappresentanti delle professioni, in una tavola rotonda tenutasi in un piccolo paesino vicino a Valensole, hanno sottolineato come si confonda il danno con il rischio e come sia inamissibile la proposta di catalogazione dell’Unione Europea , come sia un attacco ai prodotti naturali assolutamente ingiustificato. Da secoli la lavanda e il lavandino fanno parte della Provenza, con i loro campi allietano i nostri occhie e placano le ansie della nostra anima. Ci mancherebbe solo che la burocrazia portasse all’estizione una delle grandi tradizioni colturali provenzali. La filiera della lavanda genera circa 9.000 impieghi diretti e 17.0000 impieghi indiretti. La Francia è la prima produttrice al mondo di olio esssenziali di lavandino e il secondo produttore di olio di lavanda. La nuova regolamentazione europea potrebbe a breve minacciare centinaia di distellerie di olio essenziale e avere un impatto devastante sul turismo. Sull’argomento il Presidente della Regione ha preso posizione e si è impegnato a fine settembre a recarsi a Bruxelles per spiegare che la lavanda e il lavandino non sono tossici. “Sono vicino ai professionali della filiera e il mio impegno è totale” , ha twittato Renaud Muselier a seguito della sua visita. Speriamo in bene. Abbiamo già visto cosa è successo nel passato con lo sradicamento delle viti e i produttori di vino, che avevano un potere contrattuale sicuramente maggiore rispetto a quello dei produttori di lavanda.

occitan

Bèla nosautri d’las Valadas siem istats enlevats abo lhi racònts d’emigracion en França. Entre aquesti racònts sortia l’argument “culhia de la lavanda e dal lavandin dins la plana de Valensòla en Provença”. Las fremas sobretot partion da las valadas Ges, Estura, Maira, Grana per se ganhar da viure sasonalament en participant a la recòlta. Quora siem creissuts avem emprés a conóisser o dins nòstri viatges o dins las images propausaas lhi champs de lavanda. D’images sobrebèlas, coma aquela que vos propausem en regard d’aqueste article. Aüra venem a conóisser que bèla lhi champs de lavanda son ental mirin di foncionaris de l’Union Europèa e que la Provença es en alarm, lhi productors son sagrinats e lo President de la Region es obligat a intervenir. Es trist pensar a l’ignorança que tròp sovent domina las ments di pretenduts “especialistas”, ai quals, a auvir lhi polítics, deuríem confiar totjorn de mai nòstre avenir. Se parla per d’oras d’ecologia, conservacion dal païsatge, de biodiversitat e de mai en mai siem dominats da de ments ecologicament gastas. Chaleria instituïr de cors sus l’ecologia de la ment, de çò que signífica aver una ment ecològica. Mas vaquí lo cònte di fachs: dins lo quadre de son “Pacte Vèrd” l’Union Europèa prevé de renforçar la reglamentacion relativa a la classificacion e a l’arquitectura di produchs tòxics. Dal 2025 lhi òlis essencials coma aquel de la lavanda polerion èsser catalogats dins la categoria d’las sostanças químicas, de molèculas naturalament presentas dins las plantas, en efèct, polerion provocar d’alergias, o contenir de perturbators endòcrins. Lhi productors son alarmats d’las repercussions que polerion se verificar. D’elejuts de la Region e de representants d’las professions, dins una taula reonda se tengua dins un pichòt país da pè de Valensòla, an remarcat coma se confonde lo dalmatge abo lo risc e coma sie inadmissible la propòsta de catalogacion de l’Union Europèa, coma sie un atac ai produchs naturals absolutament injustificat. Depuei de sècles la lavanda e lo lavandin fan part de la Provença, abo lors champs rejoïsson nòstri uelhs e apasion las ànsias de nòstra anma. Lhi mancaria masque que la burocracia menesse a l’extincion una d’las grandas tradicions culturalas provençala. La filiera d’la lavanda génera environ 9.000 emplecs dirècts e 17.000 emplecs indirècts. La França es la premiera productritz al mond d’ueli essencial de lavandin e lo second productor d’ueli de lavanda. La nòva reglamentacion europèa d’aicí a gaire poleria menaçar de centenas de distillerias d’ueli essencial e aver un impact devastant sal torisme. Sus l’argument lo President de la Region a pilhat posicion e s’es empenhat a la fin de setembre a anar a Bruxelles per explicar que la lavanda e lo lavandin son pas tòxics. “Siu vesin ai professionals de la filiera e mon empenh es total”, a twittat Renaud Muselier après sa vísita. Esperem en ben. Avem já vist çò que’es arribat ental passat abo lo desraïsament d’las vitz e lhi productors de vin, que avion un poer contractual segurament major respèct an aquel di productors de lavanda.


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