italiano

Dopo anni di lotta contro un avversario che prima o poi vince, è deceduto Lido Riba.

Fino all’ultimo non ha rinunciato alle battaglie per la montagna italiana, perennemente sconfitta, all’impegno sociale, a contribuire nella costruzione di una società più giusta che permetta  alle classi più svantaggiate e umili di raggiungere l’ascensore sociale e poter avere parola nella società italiana.

Ci conoscevamo da sempre, ma non sempre, specialmente nell’ultimo decennio del secolo scorso, nelle discussioni contingenti al cambiamento della società italiana eravamo d’accordo; ma mai troppo lontani nel valutare le situazioni che via via si presentavano. Lui sovente allineato al Partito (ma non sempre e a volte critico) io sempre senza tessere in tasca che cercavo,  con fatica, di trovare una mia via. Non mi è mai piaciuto essere comandato!

Quando nel 2004 mi proposi di ritornare a fare il sindaco di Ostana con idee folli, per quel tempo, decidemmo di unire le forze. Chiesi di far parte del nostro sogno anche a Valter Giuliano (già Assessore alla Cultura dell’allora Provincia di Torino). Era la prima volta che arrivavano dei “forestieri”  a far parte del Consiglio Comunale. Non furono pochi i contrasti (la gente non capirà, comanderanno i forestieri, ecc.).

Fu una scelta felice. 

Nelle nostre  piccole amministrazioni comunali  i  grandi sogni si realizzano con la volontà, la chiarezza degli obiettivi, le alleanze, le intuizioni rispetto ad un mondo in perenne cambiamento e,  non ultime, con l’onestà e la giustizia (per quanto umanamente possibile) nelle decisioni. Guai usare due pesi e due misure nella gestione quotidiana! 

E tanto, tanto lavoro (gratuito).

Seguirono anni di grande attività, di discussioni, di cambi di rotta (marginali), di nuovi traguardi.

Lido, in questo tragitto, agì da “elemento regolatore” tra le fughe in avanti ( proposte  da alcuni consiglieri) e le prudenti riflessioni ( da parte di altri) cercando sempre una mediazione che non fosse un’arresa ai diversi pensieri, ma equilibrata strada da seguire per il percorso di Ostana. Sono stati momenti di entusiasmo verso le nuove idee che ognuno portava; momenti di soddisfazione quando qualche obiettivo veniva raggiunto: nuovamente bimbi ad Ostana, nuovamente esercizi  pubblici di ristorazione, il panificio, il raggiungimento di una ospitalità nei confronti di alcuni migranti pakistani, pur tra grandi difficoltà “ambientali”. E innumerevoli  altre realizzazioni.

Lido non fu mai sopra le righe nonostante i confronti fossero qualche volta accesi; sempre con l’umiltà di chi sa di sapere molto ma non tutto. 

Ora imperano i tuttologi che ieri discettavano sulla validità di uno stage universitario, oggi su scelte delle amministrazioni senza conoscerne le motivazioni, domani chissà….. Umane infallibilità e mancanze di generosità, occupati  a idolatrare se stessi. Grande male dell’Italia che pervade  chi, persa una sana umiltà, si erge a giudice o, peggio ancora e/o di conseguenza, si candida, a volte,  a ruoli al disopra delle proprie umane possibilità; ma il narcisismo da sempre ha accecato l’umanità e in Italia è imperante a tutti i livelli,funzioni e professioni.

Nel 2004 il mondo andava verso la globalizzazione continuando  la marginalizzazione delle aree montane, verso una espansione infinita di una economia che in montagna  non passava. Chi disturbava il manovratore era visto con sospetto e antipatia. 

Lido in quel tempo  divenne presidente  UNCEM del Piemonte e impresse una sterzata rispetto al sonno che aveva accompagnato per decenni l’istituzione e parimenti influì sull’UNCEM  nazionale. L’UNCEM piemontese divenne interlocutore nei confronti della Regione suggerendo adeguate politiche montane che qualche risultato hanno portato. La montagna piemontese si è scrollata di dosso l’immagine del mondo dei vinti con la quale si era per decenni identificata e pian piano, dove c’erano amministratori capaci, si è assistito ad un certo sviluppo e/o arresto del degrado; certamente  il cammino è ancora lungo ma Lido ha formato persone che questo cammino continueranno.

Con gli ostanesi, da quel lontano 2004, non solo con gli amministratori, Lido cominciò allora un rapporto umano che non  è terminato con la sua morte ma, sono sicuro, continuerà con Luciana e con i figli Emiliano e Valeria.

 Al funerale ho sentito con commozione le parole di commiato di Emiliano. Raramente ho sentito, pur nel dolore,  parole simili per ricordare il proprio padre. Da noi ad Ostana  si dice che “ i quiap sëmelhën a lh’oule”.; i cocci assomigliano ai vasi! Lido e Luciana hanno seminato bene!

Come dimenticarci del “raduno cantato” (pranzo incluso) che si  teneva ogni anno presso la famiglia Riba  a Caraglio  dove si cantava dal mattino fino alla sera?  Lido si occupava con abbondanza dei vini….

Canzoni  della cultura popolare, un tempo disprezzate (Lido aveva recuperato , seppur parzialmente, la lingua occitana dei propri rèire), in una semplicità e purezza di sentimenti e di vera amicizia ormai rara e da apparire quasi innaturale.  Un rapporto che continuerà, credo,  fino all’esaurimento naturale…….

A Lido è stata evitata la visione di questo ultimo periodo di bassa politica (di delusioni ne aveva comunque immagazzinate  a sufficienza..) che vede il PD (il suo Partito pur nel cambiamento delle sigle..)dirigersi decisamente verso il centro dell’agone  politico raccogliendo per le prossime elezioni i rottami che trova sulla  strada; potrebbe essere  compreso  Renzi che  si è dimostrato essere l’antitesi dei valori che hanno accompagnato la vita di Lido. Forse sarebbe meglio per il PD perdere le elezioni  andando soli al voto con un vero e  bel programma di sinistra che vincere ( ma credo che le speranze siano poche) con compagni di strada ricchi di idee poco condivisibili e che quindi creerebbero infiniti problemi in un ipotetico futuro governo. A volte è meglio perdere con onore preparando una futura rivincita e non farsi accecare dall’inseguimento delle poltrone parlamentari e dalla necessità di essere primedonne a tutti i costi. E forse era meglio non rompere così drasticamente con i 5 stelle che comunque avrebbero portato il loro dodici per cento di voti ben più di quel sette-otto per cento che porteranno i vari “cespugli” ; ma con valori, per quelli rimasti nel movimento, decisamente di sinistra e che credono ancora nella possibilità del governo degli onesti e di chi ha un senso dello Stato. 

Vedremo anche se Letta candiderà i renziani rimasti nel Pd ( Lotti,  Marcucci, ecc.). 

A meno che la possibile  vittoria della Meloni spaventi un po’ di elettori della destra moderata che potrebbero convergere verso il centro. E occorre sempre tenere presente  che la percentuale dei votanti scenderà ancora. Tanti sono stanchi di votare turandosi il naso!

Ma sono argomenti del tutto frutto di impressioni e potrebbero essere smentiti dai fatti.

Riposa  tranquillo Lido e non voltarti indietro!

 Giacomo Lombardo 

Ostana  03 luglio 2022

Ps

Il padrino mafioso Mariano esprime il suo rispetto per il protagonista del romanzo, il capitano Bellodi.

Leonardo Sciascia “Il giorno della civetta”

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) piglia inculo  e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»