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Valdieri - Testimonianças de vita

Giovanni Battista Barale

Giovanni Battista Barale

Gestisce con la moglie Caterina Lovera un commercio di materiali edili a Valdieri

Giovanni Battista Barale
italiano Mio padre faceva il carrettiere; anzi, già mia nonna faceva la commerciante. Noi siamo sempre stati autonomi, non abbiamo quasi mai lavorato per gli altri, piuttosto abbiamo fatto lavorare altri per noi. Mio padre faceva il carrettiere e faceva commercio di tutti i prodotti di allora: comprava fieno, legna, castagne, patate e tante ardesie. Portava ardesie un po' dappertutto. Ad un certo punto è riuscito a fornire tutte le lause necessarie all'ospedale di Cuneo. L'ospedale di Cuneo aveva 4.000 giornate di cascine; 20 e più cascine, tutte coperte a lose. Tutti i momenti bisognava fare un viaggio. Poi le lose sono state richieste ancora di più quando i tedeschi hanno cominciato a bruciare le case. Ne abbiamo portate tante a Boves, su fino a San Giacomo... dove avevano incendiato le case.
Io per un po' sono andato a scuola, e poi non ne avevo più voglia, gli ultimi due anni, eravamo nel '44 - '45, io aiutavo un po' i partigiani, facevo di tutto tranne che studiare. Mio padre ha comprato una bella mula francese e mi ha detto: Toh, qui c'è la briglia, prova a fare il carrettiere. Ma non erano più i tempi, cominciavano già ad esserci i camion. Allora a diciotto anni ho preso la patente e nel '49 ho comprato un cattivo camion. Mi ha dato tanti dispiaceri. Non andava avanti, una volta perdeva le ruote, un'altra volta un'altra storia... Più di una volta mio padre ha dovuto attaccare la mula al carro e aiutarmi a trasbordare le lose e poi le portarva lui.
Poi sono andato militare, e al ritorno si trattava di decidere cosa fare: o scappare in Francia, come facevano gli altri, oppure aggiornarsi. Allora sono riuscito a comprare un Leoncino. Da quel momento la mia vita è cambiata. Mia madre ha cominciato a respirare, andavamo a fare il mercato, invece di partire alle due con il carro si partiva alle cinque con il camion; che piovesse o facesse bello, sul camion era sempre tranquillo. Avevo bisogno di un posto dove posare il materiale (sabbia e altro) e ho chiesto al mugnaio, perché il mulino era stato portato via dall'alluvione. Ma ne portavano via più di quanta io ne vendessi! Avevano preso il giro, e venivano tutti a servirsi lì. C'era un certo Luigi che faceva il camionista, mi portava una sabbia da un fiume vicino a Torino, ma non era il Po... Una sabbia che assomigliava allo zucchero. Be', se n'erano accorti e venivano fin da Borgo a portarmi via quella sabbia lì! Non sapevo più cosa fare, allora ho fatto una permuta ho allargato un po' il magazzino e ho iniziato a mettere il materiale qui. Così era un'altra faccenda: seguivo solo più questo magazzino qui.
Essere autonomi vuol dire tribolare molto più di quello che fa il dipendente, e dormire molto di meno! Ad ogni modo, sono soddisfatto della vita che ho fatto, siamo sinceri.
Fare le ferie? Ma la stagione delle ferie è mio piacere, perché quelli che vivono a Torino o in Francia e vengono qui a far le ferie, vengono a comprare un sacco di cemento o un bancale di mattoni.
occitan
Mon paire fasia lo carretonier e ma nòna fasia já la comerçanta. Nosautri avem sempre trabalhat per nòstre compt, jamai coma dipendents, ansi avem agut de personal.
Mon paire fasia lo carretonier e comerciava un pauc de tot: fen, lenha, chastanhas, bòdis e de lausas. Portava lausas un pauc de pertot. A siu temp avia fornit totas las lausas que sievien per l'ospital de Coni qu'avia 4.000 jornaas de tèrra e mai que 20 cascinas totas cubèrtas a lausas. Tuchi lhi moments fasia un viatge. Après de lausas al n'a fornias un baron quora lhi tedescs an brusat las casas. N'avem portaas un baron a Bueves, amont fins a Sant Jaco... ente avien brusaas las casas.
Quie siu anat a l'escòla per un pauc mas après n'aviu pita vuelha e ental '44-'45 ajuavo un pauc lhi partisans, ensoma fasiu de tot gavat d'estudiar. Mon paire a achatat na bèla mula francesa e m'a fach: "tò, aicí lhi la brila, pròva a far lo carretonier". Mas eron já d'autri temp, lhi avia já lhi càmions.
Alora a detz-e-uech ans ai pilhaa la patenta e ental '49 a achatat un marrit càmion. M'a masque donat de desplasers. Anava ren anant, na vira perdia las roas, n'autra vira avia n'autra maganha... Mai de na vira mon paire devia estachar la mula, meirar las lausas e portar-las ele sal carreton.
Après siu anat da soldat e vengut mai a casa deviu decidar: o escapar en França coma fasien tuchi o amodernar-se. Ai puei achatat un Leoncino. D'aquel moment ma vita es chambiaa. Ma maire a tacat a respirar; anaviam far lo marchat e non pas pàrter a dui bòts embe lo carreton partiem a cinc oras embe lo càmion, bèl o marrit temp, era un'autra causa. Aviu de manca d'un pòst per pausar la ròba (sabla e d'autre) parelh ai demandat al molinier que avia pus lo molin rablat via da l'alluvion. Mas aquí me portaven via la ròba en mai d'aquela que vendiu. Avien pilhat lo vir e tuchi se servien ailen.
Un que lhi disien Luís que fasia lo camionista me portava na sabla que venia dal cant de Turin, mas ren dal Pò... Na sabla que semelhava de sucre. Era na meravelha. Be, l'avien vista e venien fins da O Borg per robar-me aquela sabla. Sabiu pus coma parar-me, alora ai baratat un terren e ai eslarjat lo magasin per butar lo material. Parelh anava mielh, era tot sot uelh.
Èsser per ton compt vòl dir trebular ben mai que èsser dipendent, e durmir ben menc! Totun siu ben content de la vita qu'ai fach.
Far de vacanças? Mas s'es pròpi ental moment d'las fèrias qu'arriba la gent da Turin e da la França e venen a chatar la ròba per arranjar las casas: un sac de ciment, un bancal de mons....

Giovanni Battista Barale

Giovanni Battista Barale

Gestisce con la moglie Caterina Lovera un commercio di materiali edili a Valdieri

Giovanni Battista Barale
italiano Mio padre faceva il carrettiere; anzi, già mia nonna faceva la commerciante. Noi siamo sempre stati autonomi, non abbiamo quasi mai lavorato per gli altri, piuttosto abbiamo fatto lavorare altri per noi. Mio padre faceva il carrettiere e faceva commercio di tutti i prodotti di allora: comprava fieno, legna, castagne, patate e tante ardesie. Portava ardesie un po' dappertutto. Ad un certo punto è riuscito a fornire tutte le lause necessarie all'ospedale di Cuneo. L'ospedale di Cuneo aveva 4.000 giornate di cascine; 20 e più cascine, tutte coperte a lose. Tutti i momenti bisognava fare un viaggio. Poi le lose sono state richieste ancora di più quando i tedeschi hanno cominciato a bruciare le case. Ne abbiamo portate tante a Boves, su fino a San Giacomo... dove avevano incendiato le case.
Io per un po' sono andato a scuola, e poi non ne avevo più voglia, gli ultimi due anni, eravamo nel '44 - '45, io aiutavo un po' i partigiani, facevo di tutto tranne che studiare. Mio padre ha comprato una bella mula francese e mi ha detto: Toh, qui c'è la briglia, prova a fare il carrettiere. Ma non erano più i tempi, cominciavano già ad esserci i camion. Allora a diciotto anni ho preso la patente e nel '49 ho comprato un cattivo camion. Mi ha dato tanti dispiaceri. Non andava avanti, una volta perdeva le ruote, un'altra volta un'altra storia... Più di una volta mio padre ha dovuto attaccare la mula al carro e aiutarmi a trasbordare le lose e poi le portarva lui.
Poi sono andato militare, e al ritorno si trattava di decidere cosa fare: o scappare in Francia, come facevano gli altri, oppure aggiornarsi. Allora sono riuscito a comprare un Leoncino. Da quel momento la mia vita è cambiata. Mia madre ha cominciato a respirare, andavamo a fare il mercato, invece di partire alle due con il carro si partiva alle cinque con il camion; che piovesse o facesse bello, sul camion era sempre tranquillo. Avevo bisogno di un posto dove posare il materiale (sabbia e altro) e ho chiesto al mugnaio, perché il mulino era stato portato via dall'alluvione. Ma ne portavano via più di quanta io ne vendessi! Avevano preso il giro, e venivano tutti a servirsi lì. C'era un certo Luigi che faceva il camionista, mi portava una sabbia da un fiume vicino a Torino, ma non era il Po... Una sabbia che assomigliava allo zucchero. Be', se n'erano accorti e venivano fin da Borgo a portarmi via quella sabbia lì! Non sapevo più cosa fare, allora ho fatto una permuta ho allargato un po' il magazzino e ho iniziato a mettere il materiale qui. Così era un'altra faccenda: seguivo solo più questo magazzino qui.
Essere autonomi vuol dire tribolare molto più di quello che fa il dipendente, e dormire molto di meno! Ad ogni modo, sono soddisfatto della vita che ho fatto, siamo sinceri.
Fare le ferie? Ma la stagione delle ferie è mio piacere, perché quelli che vivono a Torino o in Francia e vengono qui a far le ferie, vengono a comprare un sacco di cemento o un bancale di mattoni.
occitan
Mon paire fasia lo carretonier e ma nòna fasia já la comerçanta. Nosautri avem sempre trabalhat per nòstre compt, jamai coma dipendents, ansi avem agut de personal.
Mon paire fasia lo carretonier e comerciava un pauc de tot: fen, lenha, chastanhas, bòdis e de lausas. Portava lausas un pauc de pertot. A siu temp avia fornit totas las lausas que sievien per l'ospital de Coni qu'avia 4.000 jornaas de tèrra e mai que 20 cascinas totas cubèrtas a lausas. Tuchi lhi moments fasia un viatge. Après de lausas al n'a fornias un baron quora lhi tedescs an brusat las casas. N'avem portaas un baron a Bueves, amont fins a Sant Jaco... ente avien brusaas las casas.
Quie siu anat a l'escòla per un pauc mas après n'aviu pita vuelha e ental '44-'45 ajuavo un pauc lhi partisans, ensoma fasiu de tot gavat d'estudiar. Mon paire a achatat na bèla mula francesa e m'a fach: "tò, aicí lhi la brila, pròva a far lo carretonier". Mas eron já d'autri temp, lhi avia já lhi càmions.
Alora a detz-e-uech ans ai pilhaa la patenta e ental '49 a achatat un marrit càmion. M'a masque donat de desplasers. Anava ren anant, na vira perdia las roas, n'autra vira avia n'autra maganha... Mai de na vira mon paire devia estachar la mula, meirar las lausas e portar-las ele sal carreton.
Après siu anat da soldat e vengut mai a casa deviu decidar: o escapar en França coma fasien tuchi o amodernar-se. Ai puei achatat un Leoncino. D'aquel moment ma vita es chambiaa. Ma maire a tacat a respirar; anaviam far lo marchat e non pas pàrter a dui bòts embe lo carreton partiem a cinc oras embe lo càmion, bèl o marrit temp, era un'autra causa. Aviu de manca d'un pòst per pausar la ròba (sabla e d'autre) parelh ai demandat al molinier que avia pus lo molin rablat via da l'alluvion. Mas aquí me portaven via la ròba en mai d'aquela que vendiu. Avien pilhat lo vir e tuchi se servien ailen.
Un que lhi disien Luís que fasia lo camionista me portava na sabla que venia dal cant de Turin, mas ren dal Pò... Na sabla que semelhava de sucre. Era na meravelha. Be, l'avien vista e venien fins da O Borg per robar-me aquela sabla. Sabiu pus coma parar-me, alora ai baratat un terren e ai eslarjat lo magasin per butar lo material. Parelh anava mielh, era tot sot uelh.
Èsser per ton compt vòl dir trebular ben mai que èsser dipendent, e durmir ben menc! Totun siu ben content de la vita qu'ai fach.
Far de vacanças? Mas s'es pròpi ental moment d'las fèrias qu'arriba la gent da Turin e da la França e venen a chatar la ròba per arranjar las casas: un sac de ciment, un bancal de mons....