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Valdieri - Testimonianças de vita

Giacomo e il figlio Giuseppe Destefanis di Andonno

Giacomo e lo filh Giuseppe Destefanis de Andonno

Muratori

Giacomo e il figlio Giuseppe Destefanis di Andonno
italiano Ho cominciato che ero ben piccolo... Ho iniziato che avevo 16 o 17 anni, con i miei zii, a fare tetti a lause. C'era solo quello. Dovevo avere 26 anni quando ho iniziato a lavorare da solo. La prima casa che ho fatto da solo è questa di Giovanni il mugnaio, qui vicino alla mia. Dopo sono andato per tanti anni a lavorare a Beguda, a fare un capannone e poi la casa. Poi è iniziato il boom. Allora facevano tutti così: prima si metteva il tetto, poi la cucina e una stanza; il bagno mai, perché costava troppo, si metteva solo il vaso. Poi, pian piano, si faceva il resto. Negli ultimi anni si faceva tutto, ma solo negli ultimi anni. Questa casa, prima della ristrutturazione, non era proprio qui. Era dieci metri più indietro, ma c'erano i gelsi; per ingrandirla bisognava buttarne giù dieci, il padrone era dispiaciuto perché non poteva più allevare i bachi da seta. L'abbiamo spostata, e poi restava davanti all'altra casa. Pensa, si allevavano ancora i bachi da seta ad Andonno.
Lavorando per conto proprio, le ore non si contavano. Mai meno di 10 ore al giorno. Finito la sera, si andava a caricare o comandare la roba. Mica come ora, che non si lavora più. Ora se vuoi qualcuno, devi chiedere agli extracomunitari, degli altri chi trovi? I giovani... Allora era fatica, sai...
Io volevo fare il meccanico. Poi ho iniziato con lui, come bocia, poi pian piano sono arrivato... mi ha dato la qualifica. Ci sono momenti poco buoni, altri in cui sono contento. Mi dà soddisfazione vedere il lavoro finito. Mi piace tutto, faccio qualunque cosa, ma in particolare mi piacciono le pietre. Mi attira, mi insegna sempre delle cose, non hai mai finito di imparare. Il nostro mestiere è vasto, non è mai la stessa cosa: un giorno si fa una cosa, un altro giorno un'altra. E meno male, altrimenti avrei già cambiato perché non mi piace sempre stare nello stesso posto e fare sempre la stessa cosa. E' una cosa che detesto: mai stare per più di due mesi nello stesso posto.
occitan Ai tacat qu'ero ben pichòt... Aurei agut 16 o 17 ans, embe lhi miei barbas, fasiem cubèrt a lausas. Lhi avia masque aquò. Aurei agut 26 ans quora me siu butat per mon compt. La premiera maison qu'ai fach tot solet es aquesta de Joanin lo molinier, aicí arramba a la mia. Après ai trabalhat per un barron d'ans a Beguda a far cabanon e la casa. Après es vengut lo bom. Enlora fasien tuchi parelh: caseaven, s'arribava fins al cubèrt, après se sistemava la cusina e un'estància, lo banh no perque costava tròp, se fichava masque lo vas. Après plan-planet se fasia puei la resta. D'en darrier se fasia tot, mas masque lhi darriers ans. Aquesta maison derant de l'arranjar era pas aicí. Era dètz mètre mai enreire mas lhi avia lhi moriers e per la sgrandir devien ne'n talhar na desena e al padron lhi engravava de pas pus enlevar lhi bigats. Parelh l'avem meiraa. Pensa masque, s'enlevaven encà lhi bigats a Andòn.
Quora trabalhes per ton compt pòs pas beicar las oras. Jamai menc que dètz oras lo jorn. Lo sera quora fenies anaves encà charjar o comandar la ròba. Encuei se trabalha pas pus. Enquei se as de manca de qualqu'un deves pilhar n'extracomunitari, diferent qui pilhes? Lhi joves.... Enlora era fatiga, sas!
Mi voliu far lo mecànic. Après ai tacat embe quiel, coma bòcha e plan planet me siu fach... ai agut la qüalífica. De bòt siu descoratjat e d'autri siu content. Me plai de veire lo trabalh fenit. Fau tot volentier, mas sobretot me plai la peira. M'atira, me dona qualcòsa, empares sempre. Dins nòstre mestier lhi a de tot, fas mai l'estessa causa. Un jorn na causa e l'autre n'autra. Encà pro, se non auriu já chambiat perque quié sopòrto pas d'estar sempre en l'estes pòst e far sempre l'estessa causa.
O sopòrto pas: jamai estar per mai que dui mes al mesme pòst.

Giacomo e il figlio Giuseppe Destefanis di Andonno

Giacomo e lo filh Giuseppe Destefanis de Andonno

Muratori

Giacomo e il figlio Giuseppe Destefanis di Andonno
italiano Ho cominciato che ero ben piccolo... Ho iniziato che avevo 16 o 17 anni, con i miei zii, a fare tetti a lause. C'era solo quello. Dovevo avere 26 anni quando ho iniziato a lavorare da solo. La prima casa che ho fatto da solo è questa di Giovanni il mugnaio, qui vicino alla mia. Dopo sono andato per tanti anni a lavorare a Beguda, a fare un capannone e poi la casa. Poi è iniziato il boom. Allora facevano tutti così: prima si metteva il tetto, poi la cucina e una stanza; il bagno mai, perché costava troppo, si metteva solo il vaso. Poi, pian piano, si faceva il resto. Negli ultimi anni si faceva tutto, ma solo negli ultimi anni. Questa casa, prima della ristrutturazione, non era proprio qui. Era dieci metri più indietro, ma c'erano i gelsi; per ingrandirla bisognava buttarne giù dieci, il padrone era dispiaciuto perché non poteva più allevare i bachi da seta. L'abbiamo spostata, e poi restava davanti all'altra casa. Pensa, si allevavano ancora i bachi da seta ad Andonno.
Lavorando per conto proprio, le ore non si contavano. Mai meno di 10 ore al giorno. Finito la sera, si andava a caricare o comandare la roba. Mica come ora, che non si lavora più. Ora se vuoi qualcuno, devi chiedere agli extracomunitari, degli altri chi trovi? I giovani... Allora era fatica, sai...
Io volevo fare il meccanico. Poi ho iniziato con lui, come bocia, poi pian piano sono arrivato... mi ha dato la qualifica. Ci sono momenti poco buoni, altri in cui sono contento. Mi dà soddisfazione vedere il lavoro finito. Mi piace tutto, faccio qualunque cosa, ma in particolare mi piacciono le pietre. Mi attira, mi insegna sempre delle cose, non hai mai finito di imparare. Il nostro mestiere è vasto, non è mai la stessa cosa: un giorno si fa una cosa, un altro giorno un'altra. E meno male, altrimenti avrei già cambiato perché non mi piace sempre stare nello stesso posto e fare sempre la stessa cosa. E' una cosa che detesto: mai stare per più di due mesi nello stesso posto.
occitan Ai tacat qu'ero ben pichòt... Aurei agut 16 o 17 ans, embe lhi miei barbas, fasiem cubèrt a lausas. Lhi avia masque aquò. Aurei agut 26 ans quora me siu butat per mon compt. La premiera maison qu'ai fach tot solet es aquesta de Joanin lo molinier, aicí arramba a la mia. Après ai trabalhat per un barron d'ans a Beguda a far cabanon e la casa. Après es vengut lo bom. Enlora fasien tuchi parelh: caseaven, s'arribava fins al cubèrt, après se sistemava la cusina e un'estància, lo banh no perque costava tròp, se fichava masque lo vas. Après plan-planet se fasia puei la resta. D'en darrier se fasia tot, mas masque lhi darriers ans. Aquesta maison derant de l'arranjar era pas aicí. Era dètz mètre mai enreire mas lhi avia lhi moriers e per la sgrandir devien ne'n talhar na desena e al padron lhi engravava de pas pus enlevar lhi bigats. Parelh l'avem meiraa. Pensa masque, s'enlevaven encà lhi bigats a Andòn.
Quora trabalhes per ton compt pòs pas beicar las oras. Jamai menc que dètz oras lo jorn. Lo sera quora fenies anaves encà charjar o comandar la ròba. Encuei se trabalha pas pus. Enquei se as de manca de qualqu'un deves pilhar n'extracomunitari, diferent qui pilhes? Lhi joves.... Enlora era fatiga, sas!
Mi voliu far lo mecànic. Après ai tacat embe quiel, coma bòcha e plan planet me siu fach... ai agut la qüalífica. De bòt siu descoratjat e d'autri siu content. Me plai de veire lo trabalh fenit. Fau tot volentier, mas sobretot me plai la peira. M'atira, me dona qualcòsa, empares sempre. Dins nòstre mestier lhi a de tot, fas mai l'estessa causa. Un jorn na causa e l'autre n'autra. Encà pro, se non auriu já chambiat perque quié sopòrto pas d'estar sempre en l'estes pòst e far sempre l'estessa causa.
O sopòrto pas: jamai estar per mai que dui mes al mesme pòst.