Il vallone di Massello si stringe tra ripide pareti boscose. Alla fine della strada La Balziglia è un villaggio diviso in due dal torrente. Le case si arrampicano verso il Castello e la cresta dei Quattro Denti. Luoghi da vertigine, ripidi e imboscati. Giosuè Giavanello aveva visto giusto. Il capo della resistenza valdese nel periodo delle repressioni delle Pasque piemontesi riteneva che quel luogo fosse l'estremo rifugio. Fu proprio lì che si rifugiarono i valdesi arrivati nelle valli con il Glorioso Rimpatrio, resistendo all'assedio fino allo stremo, fino alla fuga in una notte di nebbia, su percorsi che solo loro, nati e vissuti su quelle montagne, potevano conoscere. Beffando gli eserciti del re di Francia e del duca di Savoia. In memoria di quei fatti, accaduti oltre trecento anni fa, alla Balziglia visitiamo il piccolo museo allestito nel 1939 in una scuola. Non esistono né oggetti né monumenti che risalgano ai giorni della battaglia, naturalmente, ma solo le testimonianze lasciate dai protagonisti e le ricostruzioni degli storici. Sono interessanti le foto dell'inizio del secolo scorso: La Balziglia appare circondata da campi coltivati, dove ora invece è cresciuto un fittissimo bosco. E questa è una battaglia forse definitivamente persa. La gente dalla Balziglia se n'è andata per non tornare più a coltivare quei campi così ripidi. Salendo verso il colle dell'Albergian sostiamo alle bergerie di Valloncrò: il versante orografico destro della valle è utilizzato a fini venatori dal consorzio faunistico venatorio di Valloncrò, a gestione comunale. A Massello è stata fatta una scelta precisa: l'abbondanza di fauna selvatica è una risorsa per la montagna, a patto che sia gestita in modo sostenibile, con prelievi di selezione e con introiti sicuri per il comune. Che utilizzerà quei soldi per la manutenzione del territorio, dei sentieri, a beneficio di tutti. Una scelta che non tutti condividono, ma che in altri paesi e in altre regioni, come il Trentino, ha dato risultati positivi per i paesi di montagna.
Ultimi colli a cui salire, mentre il freddo dei due giorni scorsi ha reso più limpido il cielo: appaiono vette innevate, oltre i 4000 metri di altezza, perché si stiamo avvicinando al cuore delle Alpi. Da Usseaux, in val Chisone, paese ricco di fontane e di belle case tradizionali, saliamo al colle dell'Assietta: la discesa nel parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand è emozionante per la bellezza della foresta di larici e cembri, per il sottobosco fiorito di rododendri. La lunghissima discesa ci porta tra i vicoli di Exilles in festa per le minoranze linguistiche. Dopo tante solitudini montane, concludiamo il nostro viaggio tra le bancarelle di una fiera, con i sindaci della valle in fascia tricolore, e con una serata di musica dal vivo con il gruppo Aire de primo.