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Valdieri - Testimonianças de vita

Francesco Parracone

Francesco Parracone

Gestisce con la moglie Alessandra Baudino e il figlio Livio una macelleria a Valdieri

Francesco Parracone
italiano Mio nonno ha cominciato a fare il macellaio dove una volta c'era l'Istituto Imberti Grandis, poi l'ha venduto a madama Grandis che voleva fare l'Istituto e ha comprato questa casa qua e ha aperto la macelleria. Poi il nonno è mancato e mio padre era ancora piccolo così il paese era senza macellaio. E' venuto Brondello e mia nonna andava ad aiutarlo. Mio padre, quando è stato un po' più grande, è andato da un certo Aime, a Chieri, per imparare a fare il salumiere, infatti io uso ancora quella ricetta là. Poi è tornato a Valdieri e voleva aprire una macelleria. Allora c'era il Fascio e tutta quella gente che non voleva lasciargliela aprire. Solo nel 1950 ha potuto aprire. Prima aveva solo la bassa macelleria e allora andava a macellare i maiali per tutta la gente della vallata e faceva salami a domicilio. Poi ha aperto il negozio dove ho lavorato con mio fratello. Poi è capitato a me di continuare la tradizione; ora mio figlio non vuole saperne di smettere, altrimenti a me sarebbe andato bene di andare in pensione... Invece lui vuole continuare a fare il macellaio, ma dovrà continuare a tribolare, perché di ferie non ne farà più. A me piace il mio mestiere; a me piace lavorare ma fare anche altri tipi di lavoro. Perché ti sembra di fare le vacanze quando non fai il tuo mestiere. Quando voglio divertirmi mi metto a fare il muratore, il contadino: in questo modo mi diverto e faccio le ferie. Perché quando cambio lavoro mi diverto, credo che a tutti capiti così: quando smetti di fare il tuo lavoro e ne fai un altro stai facendo le ferie.
E il paese... Ora i vecchi mano a mano muoiono e i giovani ci tengono ancora al loro paese, ma non più come una volta, che erano proprio di Valdieri e ci tenevano al loro paese. Ce ne sono di quelli che al loro paese non ci tengono, ma non sono tutti così: bisogna riconoscere che ce ne sono tanti che sono proprio bravi, fanno di tutto per tener vivo il paese, ma se non c'è la collaborazione di tutti sei bello fritto. Nei nostri paesi così piccoli ci vuole unità, come se si fosse in una famiglia; devi essere unito: la salute e l'armonia della famiglia fanno la felicità della casa...
occitan Mon pairsier a tacat a far lo maselier ente na vira lhi avia l'Institut Imberti Grandis, après aquela casa l'a vendua a madama Grandis que volia far l'Institut e al a achatat aquesta casa aicí e al a meirat la maselaria. Après mon pairsier es mòrt que mon paire era encara pichòt e parelh lo país es estat sensa maselier. Es vengut Brondèl e ma nòna anava a l'ajuar. Mon paire, quora es estat un pauc mai grand es anat da un que lhi disien Aime, a Chieri, per emprene a far lo salumier e quié adòbro encà aquela receta ailai. Après es retornat a Vaudier e volia durbir na maselaria. Lhi avia lhi fascistas que comandaven e volien pas lhi la laissar durbir. L'a puei dubèrta masque ental 1950. Derant fasia anar la bassa e anava a trabalhar lhi puercs a casa per tuchi lhi particulars de la valada, fasia lhi salams. Après al a dubèrt lo negòci e aicí avem trabalhat quié e mon fraire. Quié ai continuat la tradicion e aüra mon filh vòl anar anant, quié auriu bèla que quitat e seriu esquasi anat en pension. Mas ele vòl continuar a far lo maselier, vòl continuar a tebular e de segur farè pus de vacanças. A quié la me plai aqueste mestier mas lo bèl es de far decò d'autre, la me semelha d'èsser esquasi en vacança. Quora vuelh m'amusar fau lo muraor, trabalho la campanha; a chambiar trabalh me devierto e fau vacança. Penso que la sie parelh per tuchi.
Lo país? Lhi vielhs mueren un après l'autre; lhi joves lhi tenen encà al país mas es pus coma na vira que se sentien pròpi d' Vaudier. Lhi n'a d'aquilhi que s' ne'n freguen dal país e per fortuna d'autri fan de tot per lo tenir viu, mas de vincas manca la collaboracion de tuchi. Dins lhi nòstri pichòts país lhi vai l'unitat coma se la foguesse na familha: la sandat e l'armonia son lo bonaür de la casa...

Francesco Parracone

Francesco Parracone

Gestisce con la moglie Alessandra Baudino e il figlio Livio una macelleria a Valdieri

Francesco Parracone
italiano Mio nonno ha cominciato a fare il macellaio dove una volta c'era l'Istituto Imberti Grandis, poi l'ha venduto a madama Grandis che voleva fare l'Istituto e ha comprato questa casa qua e ha aperto la macelleria. Poi il nonno è mancato e mio padre era ancora piccolo così il paese era senza macellaio. E' venuto Brondello e mia nonna andava ad aiutarlo. Mio padre, quando è stato un po' più grande, è andato da un certo Aime, a Chieri, per imparare a fare il salumiere, infatti io uso ancora quella ricetta là. Poi è tornato a Valdieri e voleva aprire una macelleria. Allora c'era il Fascio e tutta quella gente che non voleva lasciargliela aprire. Solo nel 1950 ha potuto aprire. Prima aveva solo la bassa macelleria e allora andava a macellare i maiali per tutta la gente della vallata e faceva salami a domicilio. Poi ha aperto il negozio dove ho lavorato con mio fratello. Poi è capitato a me di continuare la tradizione; ora mio figlio non vuole saperne di smettere, altrimenti a me sarebbe andato bene di andare in pensione... Invece lui vuole continuare a fare il macellaio, ma dovrà continuare a tribolare, perché di ferie non ne farà più. A me piace il mio mestiere; a me piace lavorare ma fare anche altri tipi di lavoro. Perché ti sembra di fare le vacanze quando non fai il tuo mestiere. Quando voglio divertirmi mi metto a fare il muratore, il contadino: in questo modo mi diverto e faccio le ferie. Perché quando cambio lavoro mi diverto, credo che a tutti capiti così: quando smetti di fare il tuo lavoro e ne fai un altro stai facendo le ferie.
E il paese... Ora i vecchi mano a mano muoiono e i giovani ci tengono ancora al loro paese, ma non più come una volta, che erano proprio di Valdieri e ci tenevano al loro paese. Ce ne sono di quelli che al loro paese non ci tengono, ma non sono tutti così: bisogna riconoscere che ce ne sono tanti che sono proprio bravi, fanno di tutto per tener vivo il paese, ma se non c'è la collaborazione di tutti sei bello fritto. Nei nostri paesi così piccoli ci vuole unità, come se si fosse in una famiglia; devi essere unito: la salute e l'armonia della famiglia fanno la felicità della casa...
occitan Mon pairsier a tacat a far lo maselier ente na vira lhi avia l'Institut Imberti Grandis, après aquela casa l'a vendua a madama Grandis que volia far l'Institut e al a achatat aquesta casa aicí e al a meirat la maselaria. Après mon pairsier es mòrt que mon paire era encara pichòt e parelh lo país es estat sensa maselier. Es vengut Brondèl e ma nòna anava a l'ajuar. Mon paire, quora es estat un pauc mai grand es anat da un que lhi disien Aime, a Chieri, per emprene a far lo salumier e quié adòbro encà aquela receta ailai. Après es retornat a Vaudier e volia durbir na maselaria. Lhi avia lhi fascistas que comandaven e volien pas lhi la laissar durbir. L'a puei dubèrta masque ental 1950. Derant fasia anar la bassa e anava a trabalhar lhi puercs a casa per tuchi lhi particulars de la valada, fasia lhi salams. Après al a dubèrt lo negòci e aicí avem trabalhat quié e mon fraire. Quié ai continuat la tradicion e aüra mon filh vòl anar anant, quié auriu bèla que quitat e seriu esquasi anat en pension. Mas ele vòl continuar a far lo maselier, vòl continuar a tebular e de segur farè pus de vacanças. A quié la me plai aqueste mestier mas lo bèl es de far decò d'autre, la me semelha d'èsser esquasi en vacança. Quora vuelh m'amusar fau lo muraor, trabalho la campanha; a chambiar trabalh me devierto e fau vacança. Penso que la sie parelh per tuchi.
Lo país? Lhi vielhs mueren un après l'autre; lhi joves lhi tenen encà al país mas es pus coma na vira que se sentien pròpi d' Vaudier. Lhi n'a d'aquilhi que s' ne'n freguen dal país e per fortuna d'autri fan de tot per lo tenir viu, mas de vincas manca la collaboracion de tuchi. Dins lhi nòstri pichòts país lhi vai l'unitat coma se la foguesse na familha: la sandat e l'armonia son lo bonaür de la casa...