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Valdieri - Testimonianças de vita

Rita Lovera - Paolo Franco - Claudio Franco

Rita Lovera - Paolo Franco - Claudio Franco

Impresa di costruzioni Franco Pietro - Valdieri

Rita Lovera - Paolo Franco - Claudio Franco
italiano Ci siamo conosciuti nel 1950 e Pietro faceva già il costruttore, l'impresario. Ha iniziato con l'appalto della neve e ha preso Sant'Anna, Entracque e in seguito praticamente poi tutta la Valle. Ha lavorato molto per i comuni di Boves, Roaschia. Ha costruito il rifugio Livio Bianco... A quei tempi ricordo che usavano un piccolo trattore, particolare, che usavano al posto dei muli ai quali avevano pensato in un primo tempo. Poi i muli non li trovavano in zona e avrebbero dovuto andarli a prendere in Toscana. Hanno poi risolto con questo piccolo trattore facendo un po' meno fatica per il trasporto dei materiali!... E' documentato anche in un breve filmato che si può ancora vedere. Così hanno risolto un problema, perché la costruzione del Rifugio è stata particolarmente faticosa... Allora non si poteva usare l'elicottero per trasportare il materiale necessario. Un altro lavoro particolare era l'allestimento dei tralicci. Tutto a mano si faceva, non c'era modo di scavare con macchine.
Incidenti gravi sul lavoro non ne sono mai capitati: poteva capitare il graffio, un cerottino ma non è mai successo che qualcuno si sia rotto una gamba o un braccio, o si sia fatto male tanto da andare al Pronto Soccorso. No!
Pietro aveva la passione delle macchine: pale, trattori, camion, togliere la neve in particolare. Ricordo una volta, hanno lavorato per 48 ore senza tornare a casa. Poi arrivavano a casa e la prima cosa che facevano era buttarsi su un divano per riposarsi un po', non pensavano neanche a mangiare. Be', erano anche altri tempi.
Avevo 34 anni e mi sono detto: ora o mai più. E mi sono buttato in queste cose. Collaborando con Franco Pietro, una persona conosciuta, che aveva lavorato in vallata una vita... Mi ha incentivato in questo lavoro. Lui aveva già un'età in cui pensava di ritirarsi e di lasciare l'impresa al figlio. Mi ha proposto una società con Valter per continuare la sua impresa. Anche lui aveva iniziato come me, da zero completamente. Così io ho cambiato: io sono passato alla ditta Franco Pietro e ho iniziato i lavori che faceva lui, lavori un po' più importanti, per il Parco, il Comune, l'ENEL e i privati... Oggi, se devo fare un bilancio, la scelta è stata premiata perché sono riuscito a lavorare, anche se ci sono delle difficoltà... Però se uno ha voglia di fare il lavoro non è un problema: logicamente fino a poco tempo fa si lavorava meglio, ora anche il nostro settore risente della crisi. Comunque qui in vallata tra il Parco, il Comune di Entracque e quello di Valdieri, la Provincia che ci danno lavoro, si riesce ad andare avanti e speriamo che la cosa vada avanti, anche perché adesso nell'impresa sono subentrate le giovani leve, i figli di Valter.
Io ho cominciato a lavorare nell'impresa nel 1999, lavorando d'estate e studiando d'inverno. Da cinque anni lavoro fisso, perché ho finito gli studi. E' un lavoro che ho sempre avuto nel sangue, mi è sempre piaciuto perché fin da piccolo ho avuto la fortuna di poter giocare sia con i modellini delle macchine, sia con i mezzi veri e propri. Dato che l'impresa è della famiglia, mio nonno mi aveva insegnato ad adoperare la pala e gli scavatori, facendo arrabbiare mio papà. Mio papà, giustamente, non era d'accordo con l'idea di vedere un bambino di 11 anni girare con questi bestioni per la strada. E' un lavoro che mi piace; è duro, di fatica e porta via un sacco di tempo: uno inizia la mattina, finisce la sera ma non hai mai finito, perché la sera ci sono le cose da seguire, c'è il lavoro di ufficio... Una delle cose che mi piace di più è togliere la neve, sgombrando le strade. Anche se mi sveglio alle tre o alle quattro di notte, non sento la fatica: si arriva qua, al buio, c'è proprio l'atmosfera della neve... Mi piace arrivare qui, mettere in moto lo spartineve, con tutte le sue luci: mi piace partire, mi piace andare. Pensandoci bene, anche avendone avuta l'opportunità, non me la sono sentita, mi spiace lasciar perdere un lavoro che sento fin da quando ero piccolo. E' una cosa mia.
Le vacanze? Questi lavori, come altri in questa nostra vallata, è un lavoro che porta via tanto tempo e se vuoi star dietro a tutto non faresti neanche un giorno di vacanza all'anno. Io, con il mio socio, Paolo, parlando di vacanze, ci pestiamo un po' i piedi: sono un ragazzo giovane e se non le faccio ora, non è detto che riesca poi a farle in futuro. Mi sembra giusto che io mi prenda i miei spazi e faccia quello che è giusto fare alla mia età.
occitan Se sèm coneissuts ental 1950 e Peire fasia já l'empresiari. Avia tacat embe l'apalt d'la neviera e a pilhat Sant'Ana, Entraigas e après practicament tota la valada. A trabalhat un baron per las comunas de Bueves e Roascha. A fach lo refugi Livio Bianco. Ent'aquel temp aviam un pichòt tractor, particular, que fasia al pòst di muls. D'en premier aviam pensat ai muls mas da nosautri se ne'n trobava pita e avariam devut anar lhi quèrre en Toscana. Se son arranjats embe aquel pichòt tractor e trebulaven ren tant per lo traspòrt di materials... Lhi a decò un pichòt filmat que documenta tot aquò. Parelh an resolvut aquel problèma perque bastir lo refugi es estaa na bèla fatiga... Ent'aquel temp se polia ren adobrar l'elicòpter per portar amont lo material que servia. Un autre trabalh particular era de dreissar lhi pals de la corrent. Se fasia tot a man, lhi avia pas maniera de chavar embe las màquinas.
De desgracias sal trabalh n'avem jamai aguas; magara qualqua esgrafinhanha mas degun s'es jamai esclapat na chamba o un braç, degun a jamai agut de manca d'anar al Pront Secors. No!
Peire avia la passion per las màquinas: palas, tractors, càmions; sobretot gavar la neviera. M'arcòrdo na vira que an trabalhat per 48 oras sensa venir a casa. Derant de tot, quora arribaven a casa se campaven sal sofà per repausar-se na brisa, minjaven nhanca un bocon. Eren pròpi d'autri temps.
Aviu 34 ans e me siu dich: o aüra o mai pus e me siu campat ent'aquò. Collaborar embe Peire Franco, na persona ben coneissua, que avia trabalhat na vita en valada... M'a ben possat ent'aqueste trabalh. Quiel avia já n'etat que pensava de se retirar e laissar l'empresa al garion, parelh m'a propausat de far na societat embe Valter per portar anant l'empresa. Decò el avia tacat da zèro coma quié. Parelh ai chambiat e siu passat a far l'empresiari embe Peire e lo filh; fasiam de trabalhs gròs, per lo Parc, la Comuna, L'ENEL e decò per lhi particulars.
Encuei, se devo valutar, ai fach ben perque ai agut de trabalh, bèla dins las dificultats... Se un a vuelha lo trabalh es pas un problema. Es clar que na vira era pus bèl far, se trabalhava mielh, decò nosautri sentem la crisi. Totun aicí en valada entre lo Parc, las comunas d'Entraigas e de Vaudier, la Província que nos donon de trabalh, se vai anant e esperem que contunhe vist que dins l'empresa aüra son entraas la nòvas levas, lhi filhs de Valter.
Quié ai tacat a trabalhar dins l'empresa ental 1999 en trabalhant d'istat e estudiant d'uvèrn. Siu fix da cinc ans vist qu'ai fenit d'estudiar. Aqueste trabalh l'ai sempre agut dins lo sang, m'agrada perque fins da pichòt ai agut la fortuna de demorar-me sia embe de modèls que embe las màquinas veras. Es un'empresa de familha e mon pairsier m'avia mostrat a adobrar la pala e l'escavator, bèla que mon paire foguesse pas d'acòrdi. Mon paire avia pas tòrt, veire na mainaa de 11 ans que virava embe de bestions per las vias... Es un trabalh que me plai, es dur, fatigós e pòrta via un baron de temp: se taca de matin e se fenís lo sera, mas as jamai fenit perque après lhi a encà sempre da organizar lo trabalh e far de causas d'ofici. Lo mai que m'agrada es de gavar la neviera per las vias. Chal se levar a tres o quatr'oras mas sento pas la fatiga: arribes sal trabalh qu'es encà escur e sentes l'aire de la neviera... Me plai d'arribar aicí e far pàrter lo gavaneviera, embe tota la luminària, me plai de partir, anar. A ben lhi pensar, bèla qu'aie agut l'oportunitat me la siu pas sentua de quitar e laissar pèrder un trabalh que sento fins da pichòt. Es na causa mia.
Las vacanças? Aqueste e d'autri trabalhs dins nòstra valada te pòrten via un baron de temp e se vòs anar après a tot poleries pas te permetre nhanca un jorn de vacança. Embe mon sòci Paul, quora parlem de vacanças se charpinhem na brisa; siu jove e se las fau pas aüra es pas dich que las fasse deman. Me semelha rasonat qu'aie un pauc de libertat de far çò qu'es just per mon atge.

Rita Lovera - Paolo Franco - Claudio Franco

Rita Lovera - Paolo Franco - Claudio Franco

Impresa di costruzioni Franco Pietro - Valdieri

Rita Lovera - Paolo Franco - Claudio Franco
italiano Ci siamo conosciuti nel 1950 e Pietro faceva già il costruttore, l'impresario. Ha iniziato con l'appalto della neve e ha preso Sant'Anna, Entracque e in seguito praticamente poi tutta la Valle. Ha lavorato molto per i comuni di Boves, Roaschia. Ha costruito il rifugio Livio Bianco... A quei tempi ricordo che usavano un piccolo trattore, particolare, che usavano al posto dei muli ai quali avevano pensato in un primo tempo. Poi i muli non li trovavano in zona e avrebbero dovuto andarli a prendere in Toscana. Hanno poi risolto con questo piccolo trattore facendo un po' meno fatica per il trasporto dei materiali!... E' documentato anche in un breve filmato che si può ancora vedere. Così hanno risolto un problema, perché la costruzione del Rifugio è stata particolarmente faticosa... Allora non si poteva usare l'elicottero per trasportare il materiale necessario. Un altro lavoro particolare era l'allestimento dei tralicci. Tutto a mano si faceva, non c'era modo di scavare con macchine.
Incidenti gravi sul lavoro non ne sono mai capitati: poteva capitare il graffio, un cerottino ma non è mai successo che qualcuno si sia rotto una gamba o un braccio, o si sia fatto male tanto da andare al Pronto Soccorso. No!
Pietro aveva la passione delle macchine: pale, trattori, camion, togliere la neve in particolare. Ricordo una volta, hanno lavorato per 48 ore senza tornare a casa. Poi arrivavano a casa e la prima cosa che facevano era buttarsi su un divano per riposarsi un po', non pensavano neanche a mangiare. Be', erano anche altri tempi.
Avevo 34 anni e mi sono detto: ora o mai più. E mi sono buttato in queste cose. Collaborando con Franco Pietro, una persona conosciuta, che aveva lavorato in vallata una vita... Mi ha incentivato in questo lavoro. Lui aveva già un'età in cui pensava di ritirarsi e di lasciare l'impresa al figlio. Mi ha proposto una società con Valter per continuare la sua impresa. Anche lui aveva iniziato come me, da zero completamente. Così io ho cambiato: io sono passato alla ditta Franco Pietro e ho iniziato i lavori che faceva lui, lavori un po' più importanti, per il Parco, il Comune, l'ENEL e i privati... Oggi, se devo fare un bilancio, la scelta è stata premiata perché sono riuscito a lavorare, anche se ci sono delle difficoltà... Però se uno ha voglia di fare il lavoro non è un problema: logicamente fino a poco tempo fa si lavorava meglio, ora anche il nostro settore risente della crisi. Comunque qui in vallata tra il Parco, il Comune di Entracque e quello di Valdieri, la Provincia che ci danno lavoro, si riesce ad andare avanti e speriamo che la cosa vada avanti, anche perché adesso nell'impresa sono subentrate le giovani leve, i figli di Valter.
Io ho cominciato a lavorare nell'impresa nel 1999, lavorando d'estate e studiando d'inverno. Da cinque anni lavoro fisso, perché ho finito gli studi. E' un lavoro che ho sempre avuto nel sangue, mi è sempre piaciuto perché fin da piccolo ho avuto la fortuna di poter giocare sia con i modellini delle macchine, sia con i mezzi veri e propri. Dato che l'impresa è della famiglia, mio nonno mi aveva insegnato ad adoperare la pala e gli scavatori, facendo arrabbiare mio papà. Mio papà, giustamente, non era d'accordo con l'idea di vedere un bambino di 11 anni girare con questi bestioni per la strada. E' un lavoro che mi piace; è duro, di fatica e porta via un sacco di tempo: uno inizia la mattina, finisce la sera ma non hai mai finito, perché la sera ci sono le cose da seguire, c'è il lavoro di ufficio... Una delle cose che mi piace di più è togliere la neve, sgombrando le strade. Anche se mi sveglio alle tre o alle quattro di notte, non sento la fatica: si arriva qua, al buio, c'è proprio l'atmosfera della neve... Mi piace arrivare qui, mettere in moto lo spartineve, con tutte le sue luci: mi piace partire, mi piace andare. Pensandoci bene, anche avendone avuta l'opportunità, non me la sono sentita, mi spiace lasciar perdere un lavoro che sento fin da quando ero piccolo. E' una cosa mia.
Le vacanze? Questi lavori, come altri in questa nostra vallata, è un lavoro che porta via tanto tempo e se vuoi star dietro a tutto non faresti neanche un giorno di vacanza all'anno. Io, con il mio socio, Paolo, parlando di vacanze, ci pestiamo un po' i piedi: sono un ragazzo giovane e se non le faccio ora, non è detto che riesca poi a farle in futuro. Mi sembra giusto che io mi prenda i miei spazi e faccia quello che è giusto fare alla mia età.
occitan Se sèm coneissuts ental 1950 e Peire fasia já l'empresiari. Avia tacat embe l'apalt d'la neviera e a pilhat Sant'Ana, Entraigas e après practicament tota la valada. A trabalhat un baron per las comunas de Bueves e Roascha. A fach lo refugi Livio Bianco. Ent'aquel temp aviam un pichòt tractor, particular, que fasia al pòst di muls. D'en premier aviam pensat ai muls mas da nosautri se ne'n trobava pita e avariam devut anar lhi quèrre en Toscana. Se son arranjats embe aquel pichòt tractor e trebulaven ren tant per lo traspòrt di materials... Lhi a decò un pichòt filmat que documenta tot aquò. Parelh an resolvut aquel problèma perque bastir lo refugi es estaa na bèla fatiga... Ent'aquel temp se polia ren adobrar l'elicòpter per portar amont lo material que servia. Un autre trabalh particular era de dreissar lhi pals de la corrent. Se fasia tot a man, lhi avia pas maniera de chavar embe las màquinas.
De desgracias sal trabalh n'avem jamai aguas; magara qualqua esgrafinhanha mas degun s'es jamai esclapat na chamba o un braç, degun a jamai agut de manca d'anar al Pront Secors. No!
Peire avia la passion per las màquinas: palas, tractors, càmions; sobretot gavar la neviera. M'arcòrdo na vira que an trabalhat per 48 oras sensa venir a casa. Derant de tot, quora arribaven a casa se campaven sal sofà per repausar-se na brisa, minjaven nhanca un bocon. Eren pròpi d'autri temps.
Aviu 34 ans e me siu dich: o aüra o mai pus e me siu campat ent'aquò. Collaborar embe Peire Franco, na persona ben coneissua, que avia trabalhat na vita en valada... M'a ben possat ent'aqueste trabalh. Quiel avia já n'etat que pensava de se retirar e laissar l'empresa al garion, parelh m'a propausat de far na societat embe Valter per portar anant l'empresa. Decò el avia tacat da zèro coma quié. Parelh ai chambiat e siu passat a far l'empresiari embe Peire e lo filh; fasiam de trabalhs gròs, per lo Parc, la Comuna, L'ENEL e decò per lhi particulars.
Encuei, se devo valutar, ai fach ben perque ai agut de trabalh, bèla dins las dificultats... Se un a vuelha lo trabalh es pas un problema. Es clar que na vira era pus bèl far, se trabalhava mielh, decò nosautri sentem la crisi. Totun aicí en valada entre lo Parc, las comunas d'Entraigas e de Vaudier, la Província que nos donon de trabalh, se vai anant e esperem que contunhe vist que dins l'empresa aüra son entraas la nòvas levas, lhi filhs de Valter.
Quié ai tacat a trabalhar dins l'empresa ental 1999 en trabalhant d'istat e estudiant d'uvèrn. Siu fix da cinc ans vist qu'ai fenit d'estudiar. Aqueste trabalh l'ai sempre agut dins lo sang, m'agrada perque fins da pichòt ai agut la fortuna de demorar-me sia embe de modèls que embe las màquinas veras. Es un'empresa de familha e mon pairsier m'avia mostrat a adobrar la pala e l'escavator, bèla que mon paire foguesse pas d'acòrdi. Mon paire avia pas tòrt, veire na mainaa de 11 ans que virava embe de bestions per las vias... Es un trabalh que me plai, es dur, fatigós e pòrta via un baron de temp: se taca de matin e se fenís lo sera, mas as jamai fenit perque après lhi a encà sempre da organizar lo trabalh e far de causas d'ofici. Lo mai que m'agrada es de gavar la neviera per las vias. Chal se levar a tres o quatr'oras mas sento pas la fatiga: arribes sal trabalh qu'es encà escur e sentes l'aire de la neviera... Me plai d'arribar aicí e far pàrter lo gavaneviera, embe tota la luminària, me plai de partir, anar. A ben lhi pensar, bèla qu'aie agut l'oportunitat me la siu pas sentua de quitar e laissar pèrder un trabalh que sento fins da pichòt. Es na causa mia.
Las vacanças? Aqueste e d'autri trabalhs dins nòstra valada te pòrten via un baron de temp e se vòs anar après a tot poleries pas te permetre nhanca un jorn de vacança. Embe mon sòci Paul, quora parlem de vacanças se charpinhem na brisa; siu jove e se las fau pas aüra es pas dich que las fasse deman. Me semelha rasonat qu'aie un pauc de libertat de far çò qu'es just per mon atge.